Graffiti ingiuriosi e minacce contro Appendino il giorno dopo lo sgombero di corso Giulio Cesare 45: ferma condanna per questi gesti, plauso rinnovato alle Forze dell’Ordine, solidarietà anche al Ministro Bonafede e al Prefetto. Chiediamo legalità per tutti gli spazi occupati in città. Chi occupa abusivamente calpesta il diritto alla casa dei cittadini perbene.
Chi attacca il Sindaco sta attaccando tutti i torinesi, chi minaccia il Sindaco sta minacciando tutti i torinesi, chi ingiuria il Sindaco sta ingiuriando tutti i torinesi. La solidarietà dei Moderati si estende, oltre alla Sindaca Appendino. al Ministro Bonafede e al Prefetto, a loro volta oggetto di scritte ingiuriose. Ribadiamo il nostro plauso e il nostro sentito ringraziamento alle Forze dell’Ordine per l’operazione condotta nella mattina di ieri: i Moderati chiedono legalità per tutti gli spazi che, in città, sono attualmente occupati. Chi occupa abusivamente appartamenti sta negando il diritto alla casa a coloro che ne hanno necessità, diritto e titolo. Torino e i torinesi non si lasciano né spaventare né intimidire.
Appena discussa la mia interpellanza in Consiglio Regionale: si acceleri per portare all’Aeroporto Aeritalia di Collegno (Torino) questa infrastruttura, potenziando così ulteriormente il nostro sistema di controllo e di intervento sugli incendi e sulle calamità naturali.
Sosteniamo convintamente, come Moderati, il progetto di realizzare il nuovo Reparto Volo dei Vigili del Fuoco del Piemonte presso l’Aeroporto Aeritalia Torino: ho appena chiesto aggiornamenti, con un’interpellanza, sullo stato di avanzamento del progetto.
Mi auguro che i recenti rallentamenti siano stati davvero ed esclusivamente l’effetto della pandemia e non dovuti a un ripensamento politico, neppure parziale. Realizzare questa infrastruttura a Collegno è l’unica possibilità percorribile. Il progetto sarebbe utilissimo anche per i nostri AIB e potenzierebbe ulteriormente il nostro già blasonato sistema di controllo e di intervento sugli incendi e sulle calamità naturali. Chiediamo con forza che tutte le pratiche ripartano e ci auguriamo di arrivare in tempi brevi all’inaugurazione dell’infrastruttura. Anche così possiamo ringraziare i nostri Vigili del Fuoco per il loro impegno e la loro dedizione.
La proposta di collocare il Reparto Volo dei Vigili del Fuoco di Torino sul sedime aeroportuale Aeritalia è ultradecennale. L’Aeroporto di Torino-Aeritalia (ICAO: LIMA) si trova sul territorio del Comune di Collegno con ingresso in strada della Berlia 500 a Torino: la Società Torino Nuova Economia (TNE) ha recentemente ribadito, a proposito, la sua totale apertura. Il Ministero dell’Interno, che ritiene indispensabile dotare il Reparto Volo di Torino di una sede più ampia, ha precisato che i necessari fondi potranno essere stanziati.
Ulteriori sviluppi futuri saranno inoltre possibili per esempio con convenzioni AIB. Dopo oltre dieci anni, auspico che questo progetto possa diventare realtà.
Solo qui si registrano “difficoltà nella sanificazione dei materiali” (nelle altre strutture nessun problema simile): possibile? Quali sono, esattamente, queste difficoltà? Mai riaperto da quasi un anno a questa parte il presidio di via Silvio Pellico: discussa poco fa in Consiglio Regionale la mia interpellanza sul tema.
Tutti riaperti dopo il lockdown, i Servizi Odontoiatrici sul territorio: tutti tranne uno, quello della Casa della Salute Valdese. Perché? L’ho appena chiesto alla Giunta Regionale con un’interpellanza: l’Assessore Icardi ha riferito che il ritardo è dovuto a problemi relativi alla sanificazione dei materiali. Problemi che, tuttavia, si stanno verificando soltanto in via Silvio Pellico a Torino: non ne risultano in altre strutture, né private né pubbliche.
Se c’è un problema di sanificazione dei riuniti, perché c’è solo qui? Qual è, esattamente, questo problema? Verrebbe quasi da pensare l’intenzione sia chiudere il Servizio Odontoiatrico del Valdese: è così? Ho espresso chiaramente la mia preoccupazione durante il mio intervento a verbale.
Questo Servizio, da troppo tempo non attivo, è invece fondamentale. Spesso chi si rivolge alla Case della Salute per le proprie cure odontoiatriche non ha le disponibilità economiche per scelte diverse. Lo scorso 8 settembre l’Assessore Icardi aveva previsto una riapertura imminente, che non si è mai verificata. I pazienti che chiamano per avere informazioni ricevono risposte vaghe e confuse. Le fasce di utenza con minore possibilità economiche sono dunque le più penalizzate. Il personale, pagato dalla Regione, è attualmente fermo. A oggi, i pazienti in lista d’attesa per prestazioni odontoiatriche sono 34, dei quali 5 prenotati nella sede di via Cavezzale e 29 nel Poliambulatorio di via Monginevro. Ci risulta almeno un caso di una paziente che, avendo già pagato la prestazione, non è poi stata ricontattata: perché l’Assessore non l’ha citata nella sua risposta (“Tutti e sette i pazienti in attesa sono stati contattati telefonicamente”)? Questo elemento di discrepanza ci costringe a chiederci se ve ne siano altri nella risposta dell’Assessore e a farci domande sulla qualità e affidabilità delle risposte predisposte dagli Uffici dell’Asl.
Chiedo a questo punto la più assoluta chiarezza sul futuro: se c’è l’intenzione di chiudere, questa scelta politica sia esplicitamente rivendicata. L’attuale situazione di vero e proprio mistero è un danno per tutti.
Segnalazioni su segnalazioni di corse mancate o in ritardo: famiglie furenti e preoccupate. Che cosa intende fare la Giunta, oltre a mandare le solite lettere di scuse? L’azienda va sanzionata, l’intero format del Servizio è da cambiare. Voci di mezzi senza benzina o di tipologia diversa da quella prevista dal bando: la Giunta ne è al corrente? Le segnalazioni arrivano solo a noi o anche agli Assessori?
Plurime segnalazioni di disservizi solo nella giornata di oggi, dopo alcuni casi che, già nella giornata di ieri, avevano fatto scattare l’allarme: “La situazione è tornata a essere la stessa di due anni fa” commentano, sconcertate, le famiglie. La misura è colma: chiederò all’Amministrazione come intenda affrontare la situazione, perché è evidente che così non si può più andare avanti. Le famiglie si chiedono con terrore, tutte le mattine, che cosa riserverà loro la giornata: ritardi? Corse saltate? Figli “dimenticati” a scuola? Folli corse per andare a recuperare i figli all’uscita dalle lezioni? Perché di questo parliamo: come se non bastassero le difficoltà quotidiane e la pandemia. Non bastano le fatiche connesse a condizioni di disabilità dei figli e la paura che questi ultimi possano ammalarsi di Covid, evidentemente: ci volevano anche i disservizi di Tundo. Circolano nuovamente voci relative a mezzi a corto di carburante o di tipologia diversa rispetto a quella prevista dal bando di gara: l’Amministrazione ne è al corrente o no? Arrivano solo a noi le segnalazioni? Chiediamo urgenti provvedimenti, non possiamo accettare questa situazione. I problemi arrivano da lontano e dipendono da come è stato concepito il servizio e da come sono state sviluppate le procedure. Le lettere di scuse della Giunta? Servono a poco. Servirebbe, invece, un nuovo modello per l’intero Servizio di trasporto per le persone con disabilità. Torino merita di meglio di questa situazione desolante.
È passato all’unanimità il mio Ordine del Giorno sui test rapidi anti-Covid: misura utile non solo per scongiurare speculazioni a danno della salute dei cittadini, ma anche per ridurre i tempi di attesa. Risultato importante: ora la Giunta Comunale interloquirà con la Regione Piemonte con l’obiettivo di identificare strutture ambulatoriali private in grado di effettuare test a prezzi equi e omogenei.
Approvato ieri pomeriggio, con voto unanime in Consiglio Comunale, il mio Ordine del Giorno sui tamponi rapidi a prezzi calmierati: la Giunta Comunale dovrà ora iniziare interlocuzioni con la Regione Piemonte per l’individuazione, sul territorio, di strutture private in grado di effettuare test antigenici a prezzi equi e omogenei. Tante realtà più o meno professionali si sono, recentemente, specializzate in questa attività: anche chi, prima dell’emergenza pandemica, faceva tutt’altro. I cittadini hanno l’esigenza di conoscere velocemente e con certezza la propria condizione di salute: i piemontesi si stanno scontrando però, troppe volte, con una realtà molto diversa. I prezzi dei test rapid variano molto, raggiungendo non raramente cifre esorbitanti (anche oltre i 100 euro). Il voto unanime della Sala Rossa è un risultato che accolgo con soddisfazione: ringrazio i colleghi Consiglieri che hanno votato compattamente a favore del mio atto. Ora si trovino accordi con realtà del territorio sensibili a questo fattore: la sicurezza e la salute non possono essere questione di disponibilità economica e ogni forma di speculazione sulla salute dei cittadini è da combattere con forza. Il mio atto potrà essere utile in questo senso.
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