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Linea 2 Metrò, senza il tratto Tabacchi-Pescarito 230mila piemontesi tagliati fuori

La progettazione della Linea 2 della metropolitana non potrà dirsi completa né sensata senza questo collegamento: ho presentato ordini del giorno in Consiglio Regionale e in Città Metropolitana perché l’area nordest sia inclusa nella mobilità della grande Torino che sarà.

È questo il momento decisivo per la progettazione della mobilità urbana e suburbana di domani: non possiamo concepire una Linea 2 senza il tratto Tabacchi-Pescarito. Tale collegamento con i comuni a nordest del capoluogo, da Borgaro a Chivasso, è imprescindibile per non tagliare fuori i circa 230mila residenti che ne sarebbero serviti.

I fondi per la progettazione della Linea 2 ci sono: spetta alla Civica Amministrazione sbrogliare quei nodi che ancora si interpongono rispetto alla determinazione delle modalità di progettazione e di realizzazione di un’opera strategica anche dal punto di vista della promozione di una cultura della mobilità in grado di offrire alternative credibili all’uso dell’auto privata.

Far giungere fino a Pescarito la Linea 2 della metropolitana costituisce una priorità per l’intero arco collinare, per l’unione NET e per il chivassese. Voler escludere questo tratto dalla progettazione significa non volerlo realizzare.

Ho presentato ordini del giorno in Città Metropolitana e in Consiglio Regionale del Piemonte affinché il tratto Tabacchi-Pescarito sia compreso e previsto nella progettazione definitiva, mantenendo le priorità di realizzazione già espresse dalle Istituzioni territoriali e agendo in coordinamento con i Sindaci dell’area interessata.

Lo sciopero delle Scuole Paritarie è giusto

Questo Governo ha completamente dimenticato questa fondamentale parte del Sistema Nazionale di Istruzione. Condivido la sospensione delle lezioni a distanza come simbolica e pacifica forma di protesta. Senza sostegno si muore. Presenterò un Ordine del Giorno in Consiglio Regionale perché siano poste le condizioni per un urgente cambio di rotta.

La didattica si ferma. Per ora quella a distanza, per due giorni: oggi e domani. Una protesta, da me condivisa, che si auspica possa servire a scongiurare un’altra sospensione, quella definitiva dell’attività di tante Scuole Paritarie.

La verità è semplice e drammatica: senza aiuti si chiude. E finora di aiuti ne sono arrivati davvero pochi. Questo Governo si è dimostrato incapace di aprire gli occhi e di riconoscere il ruolo e l’importanza di una delle colonne sulle quali si fonda il Sistema Pubblico di Istruzione.

Quello delle Scuole Paritarie è tra i segmenti più colpiti dalla crisi in corso. È il sistema scolastico nazionale nel suo complesso che deve essere sostenuto: le Paritarie ne sono parte integrante e costitutiva. Le Scuole Paritarie erogano un fondamentale servizio pubblico: dunque le Istituzioni, prima delle famiglie, sono chiamate a sostenerle. Senza le Paritarie il sistema non sarebbe in grado di reggersi. 

Presenterò in Consiglio Regionale del Piemonte un Ordine del Giorno di sostegno per l’intero sistema delle Paritarie (dai Nidi alle Superiori), sostegno che non è assolutamente arrivato da questo Governo, affinché la Regione Piemonte chieda all’Esecutivo un cambio di rotta che sarebbe, a questo punto, vitale. Conto che tanti colleghi Consiglieri, che si sono sempre dichiarati a favore della libertà di educazione, mi sostengano in questa battaglia.

Da questa Giunta l’ennesima beffa ai danni della disabilità

Disability Manager scavalcato, escluso e umiliato nella progettazione della mobilità in Fase 2: per i Cinque Stelle la disabilità è un tema buono per fare campagna elettorale e nient’altro.

Sono rimasto di stucco, poco fa in Consiglio. Non solo perché a rispondere all’interpellanza generale sul mancato coinvolgimento di Franco Lepore nella progettazione della mobilità in Fase 2 è stato l’Assessore Giusta (e non l’Assessora Lapietra), ma soprattutto nel sentire lo stesso Assessore presentare, nella sua fumosa risposta, l’introduzione del Disability Manager come grande novità e conquista.

Lo ringrazio, essendo stata questa figura introdotta su mia proposta già durante la scorsa consiliatura. 

Con questa Amministrazione, invece, abbiamo dovuto aspettare tre anni per avere di nuovo un Disability Manager e svariati mesi per trovargli un ufficio. Chissà quanto ci metteremo per capire che il momento giusto per farlo intervenire è la fase di progettazione e dopo, non a cose fatte, chiedendogli di mettere qualche toppa.

Questa dinamica si è puntualmente presentata relativamente alla mobilità urbana in Fase 2: Franco Lepore neanche convocato al tavolo di progettazione.

Ai danni del Disability Manager l’Amministrazione ha commesso un gravissimo oltraggio istituzionale. È inaccettabile che Lepore abbia quasi dovuto chiedere il permesso per svolgere, peraltro a titolo gratuito, il proprio lavoro. 

Ormai è chiaro a tutti che per il Cinque stelle la disabilità è una bandierina da sventolare in campagna elettorale e da dimenticare immediatamente dopo. 
Ancora aspettiamo, tra l’altro, le scuse della Giunta nei confronti del Disability Manager.

Fattore Famiglia, adesso avanti tutta

La Corte Costituzionale dichiara pienamente legittima la Legge Regionale numero 16 del 2019. Adesso non ci sono più alibi: Giunta e Maggioranza in Regione dimostrino di credere davvero in questa Legge e di essere davvero a favore delle famiglie. Famiglie che mai come oggi hanno bisogno di aiuto e sostegno.

La Corte Costituzionale si è espressa: il parere di incostituzionalità sulla Legge Regionale Piemonte numero 16 del 2019 è infondato. Ora davvero sul Fattore Famiglia non ci sono più scuse. 

Se questa Giunta e questa Maggioranza in Regione sono a favore di questa Legge si muovano adesso.   

Sono passati tre anni dalla presentazione del progetto di legge e uno dalla sua approvazione: abbiamo oggi un’occasione concreta per andare oltre questo primo passo sulla strada del pieno riconoscimento del valore della famiglia in tutti gli ambiti di competenza regionale. 

Il numero dei componenti del nucleo familiare sia a tutti gli effetti riconosciuto quale parametro affiancato a quelli previsti dalla normativa statale (ISEE per esempio) per l’accesso a prestazioni socio-sanitarie, servizi socio-assistenziali, sostegno per la prima casa, servizi scolastici (Scuole Paritarie comprese) e trasporto pubblico locale.

La Regione Piemonte ha oggi l’occasione di porsi, insieme alla Lombardia, in una posizione di avanguardia ed esempio a livello nazionale. Mai come oggi, in una fase di crisi mai vista prima, abbiamo bisogno di politiche coraggiose ed efficaci a favore della famiglia. 

INTERPELLANZA – Azioni a tutela dei lavoratori della polizia municipale ai tempi del COVID-19: per questa amministrazione uno vale ancora uno?

PREMESSO CHE

  • nelle ultime settimane lo scrivente è stato contattato da molti dipendenti in servizio presso il Corpo di Polizia Municipale che lamentano una forte preoccupazione per le condizioni di lavoro e di sicurezza e decise perplessità circa le disposizioni fornite dal Comando per tutelare gli operatori della Polizia Municipale dai rischi di contagio epidemiologico da COVID-19;
  • come noto e ampiamente divulgato dalla comunità scientifica, una delle modalità più efficaci per proteggersi dalla diffusione e dal contagio da COVID-19 consiste nel mantenimento del distanziamento interpersonale di almeno un metro e nella protezione di naso e bocca mediante mascherina;
  • le doglianze raccontate allo scrivente derivano dalla specificità del lavoro della Polizia Municipale, dai molteplici ambiti e tipologie di intervento, dai frequenti e inevitabili contatti con l’utenza e dai contorni indefiniti che caratterizzano questo nuovo virus che sta flagellando la salute e le certezze della società moderna;

RILEVATO CHE

  • facendo seguito ai provvedimenti adottati dal Governo e dalla Giunta Regionale, la Divisione Personale della Civica Amministrazione ha pubblicato in Intracom numerose Circolari, Comunicazioni di servizio e Disposizioni rivolte a tutti i dipendenti;
  • per la tipicità e la peculiarità dei servizi svolti quotidianamente dagli operatori della Polizia Municipale si rendeva necessaria l’emanazione di specifiche disposizioni recanti  protocolli operativi che codificassero condizioni e modalità di svolgimento delle differenti e variegate situazioni lavorative;
  • come riferito allo scrivente, il Comando ha adottato una serie di Circolari interne, di Comunicazioni (a partire dalla n. 23 del 26 febbraio 2020) e di Disposizioni (iniziando con la n. 2 del 13 marzo 2020) che appaiono certamente utili ma così ampie e onnicomprensive da rischiare di risultare operativamente poco efficaci e prive di ausilio concreto per gli operatori del Corpo;
  • la genericità dei documenti citati consisterebbe innanzitutto nell’assenza di dettagli pratici, di protocolli operativi, così come di indicazioni circa il corretto l’utilizzo (e lo smaltimento) dei dispositivi di protezione;
  • pur venendo emanate disposizioni con cadenza quasi quotidiana, anche per recepire i frequenti aggiornamenti normativi e le indicazioni ministeriali, mancherebbe un piano ampio, organico e completo di gestione dell’emergenza, sia a tutela degli operatori della Polizia Municipale e delle loro famiglie sia a tutela della cittadinanza;
  • pare inoltre che alle riunioni settimanali del tavolo tecnico insediato a Palazzo Civico per la gestione dell’emergenza sanitaria in atto risulti sempre assente il Comando e il referente politico titolare della delega alla Polizia Municipale;
  • è stata riportata allo scrivente la cronica mancanza/carenza di dispositivi di protezione;
  • ad oggi, in molte Divisioni e Settori, tra questi la Polizia Municipale, i dipendenti che presentano i sintomi riconducibili ad un probabile contagio da COVID-19 sono invitati a rimanere a casa e a contattare il medico curante, così come tutti quelli che hanno lavorato con loro a stretto contatto (nel caso specifico della Polizia Municipale ci si riferisce ai colleghi di pattuglia): questi dipendenti rimarrebbero a casa in mutua/infortunio, non in ferie, poiché hanno sintomi ma, da quanto narrato, a questi dipendenti non verrebbe fatto il tampone;
  • risulterebbe che tutti coloro che presentavano sintomi non gravi di COVID-19 siano stati domiciliati senza che venisse fatto il tampone: alcuni di questi sarebbero rientrati in servizio dopo l’isolamento domiciliare di 14 giorni a fronte di una semplice autocertificazione di scomparsa dei sintomi;
  • pare che ci siano anche stati casi di mancata informazione al personale delle condizioni di salute di un collega affetto da COVID-19 (i colleghi però comunicano tra loro) e che non sia stata effettuata neppure la sanificazione dei luoghi di lavoro e delle auto;
  • pare che non ci sia un’azione organica per garantire le presenze del personale: è stato imposto di usufruire delle ferie (pur non in scadenza) e delle ore di ROS e anche a chi vorrebbe e potrebbe essere in servizio, perché magari privo di carichi familiari, viene imposto di stare a casa: in conseguenza di ciò per la copertura dei servizi viene poi attivato personale in straordinario retribuito;

CONSIDERATO CHE

  • ogni buon amministratore deve avere cura di gestire con scrupolo e attenzione il personale dipendente;
  • ciò che si ritiene mancante e che in questa sede si intende sollecitare non sono le parole depositate in circolari, disposizioni e comunicazioni, bensì le indicazioni operative pratiche rivolte a chi 24 ore 24, 7 giorni su 7, festivi inclusi, presta un prezioso servizio alla collettività;

INTERPELLA

Il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:

  1. se il Comando abbia a disposizione mascherine, gel sanificanti e altri dispositivi di protezione idonei (dotati di certificazione e scheda tecnica) a contrastare il contagio da COVID-19 in numero sufficiente per tutti i dipendenti, se li abbia distribuiti a tutti e quando;
  2. quanti siano ad oggi gli operatori della Polizia Municipale contagiati da COVID-19 e quali provvedimenti siano stati assunti per contenere il contagio di chi è venuto a contatto con questi colleghi (sanificazione veicoli, sezioni, uffici, reparti, nuclei, spogliatoi, gabinetti);
  3. quanti dipendenti del Corpo siano stati sottoposti a tampone e quanti ne siano stati richiesti;
  4. se e quando sia stata effettuata la sanificazione e disinfezione dei luoghi di lavoro, compresi i veicoli in uso al Corpo;
  5. se si provveda alla quotidiana rilevazione della temperatura corporea, ad inizio e fine turno, per ciascun turno e reparto/sezione/ufficio;
  6. se l’Amministrazione sia disponibile ad incardinare un tavolo tecnico per la Polizia Municipale ove affrontare con la necessaria specificità le peculiari questioni operative del Corpo;
  7. se l’Amministrazione intenda adottare con urgenza una serie di protocolli operativi per fornire indicazioni specifiche e precise sia circa l’uso delle mascherine e degli altri dispositivi di protezione sia in relazione alle differenti e variegate situazioni lavorative;
  8. se e da quando tutti gli operatori della Polizia Municipale stiano percependo l’indennità di ordine pubblico per i servizi prestati in questo periodo di emergenza sanitaria;
  9. se e con quali modalità, come indicato a pagina 49 del documento cardine della Giunta Appendino intitolato “Programma di governo per la Città di Torino 2016-2021” (mecc. 2016 03358), l’Amministrazione abbia provveduto alla “stipulazione di assicurazione in forma convenzionata che copra gli operatori di Polizia Municipale sui rischi fisici derivanti dalle attività di servizio esterno e non tutelati dagli istituti previsti dalle normative nazionali per le Forze dell’Ordine (forme equivalenti all’equo indennizzo in primis).”.