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La Tari scade oggi, ma molti cittadini aspettano ancora la bolletta

Per i ritardi una multa del 30% dell’importo delle bollette più gli interessi: molte cartelle non sono arrivate, moltissime sono state recapitate soltanto a ridosso della scadenza, alla fine della scorsa settimana. Ho presentato un’interpellanza per capire le ragioni dei disguidi e le intenzioni della Giunta sulle sanzioni: i cittadini non devono pagare gli errori di Soris.

La Tari scade oggi: la seconda rata della tariffa per la raccolta rifiuti che tutti i torinesi devono pagare, pena sanzioni pesantissime, il 30% del dovuto più gli interessi di mora. Molti cittadini però non hanno ricevuto le cartelle, altri le hanno trovate nella posta soltanto pochi giorni fa, alla fine della scorsa settimana. Un problema per molte famiglie, che si sono trovate importi salati da pagare dall’oggi al domani, e per molti anziani soli, per i quali un F24, unico metodo di pagamento ammesso, è in molti casi un foglio di carta azzurrino semisconosciuto. Dal Comune dicono che tutte le lettere sono state spedite per tempo, che il problema è del vettore incaricato di consegnarle, per una volta non le tanto vituperate Poste Italiane. Ma intanto la scadenza resta e l’importo assai pesante delle sanzioni anche, annidati entrambi in una sezione molto nascosta del sito del Comune, nella sezione dedicata alla IUC: arrivarci, anche per utenti abbastanza esperti, non è banale. Le informazioni, necessarie e fondamentali in questo marasma di tariffe, non sono facilmente accessibili, per contro è facilissimo accedere, dalla home della sezione tributi del sito del Comune, alla pagina dedicata alla vecchia Tares, edizione 2013: inutile e fuorviante.

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Via Nizza: negozi in affanno

Un’altra mazzata per il commercio nel tratto di via Nizza tra il Lingotto e via Sommariva e fino a piazza Bengasi, già messo a dura prova dai cantieri in grave ritardo e che procedono a singhiozzo: la bretella che sarà costruita per permettere l’accesso al grattacielo della Regione taglierà definitivamente fuori i negozi, isolandoli completamente dal resto del quartiere. Se nel 2013 erano stati erogati gli sgravi previsti in caso di cantieri di lunga durata, per il 2014 non si è fatto nulla, per la parte fino a piazza Bengasi, mentre per il tratto fino a via Sommariva gli sgravi sono a posteriori, cioè rimborsi su imposte già pagate. E molti negozi chiuderanno…

I commercianti di via Nizza, nel tratto tra il Lingotto e via Sommariva e da qui a piazza Bengasi, non mangeranno il panettone. A differenza della Giunta e dei funzionari del Comune che si godranno tranquillamente il periodo festivo, nonostante abbiano trascurato una situazione che ben conoscevano e che rischia di mettere sul lastrico decine di esercenti e le loro famiglie. Proprio in quel tratto, provato da un interminabile cantiere per la stazione della metropolitana Italia ’61 che da mesi procede a singhiozzo, potrebbe essere costruita la prevista bretella temporanea per permettere l’accesso al grattacielo della Regione, i cui lavori saranno conclusi prima che la stessa via Nizza sia riaperta al traffico. Il tratto tra il Lingotto e via Sommariva, dove esistono e sopravvivono a fatica da due anni poco più di una decina di negozi, sarà dunque tagliato fuori dal resto del quartiere dalla costruzione della bretella: la porzione di via Nizza, attualmente chiusa al traffico, ma finora ancora accessibile ai pedoni, diverrà di fatto irraggiungibile a chiunque. I negozi, già in difficoltà, rischiano seriamente di dovere chiudere, mentre molti abitanti del quartiere, che in quel tratto di strada di fatto pedonale e nei suoi negozi avevano trovato un punto di riferimento, verranno privati di servizi per loro indubbiamente di grande rilievo.

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Andare a scuola a Torino costa di più

Da quest’anno, tra l’altro solo a settembre, il Comune di Torino ha introdotto la tariffa fissa per le mense scolastiche, oltre a un costo a pasto, per i bambini delle scuole primarie. Un salasso per le famiglie: oltre a 5,95 euro per ogni pasto effettivamente consumato, ecco spuntare l’iscrizione di 298 euro all’anno. Un costo che non è paragonabile alle altre grandi città italiane e neppure ai comuni della cintura: non solo la quota annuale non esiste da nessuna parte (eccetto Genova e Firenze, dove comunque è irrisoria), ma il totale della spesa per le famiglie è ovunque sensibilmente inferiore.

Ancora un salasso per le famiglie torinesi: con le nuove tariffe per le mense scolastiche, approvate a fine settembre, è arrivata anche la suddivisione dei costi tra una parte variabile e una quota annuale. Quest’ultima è di ben 298 euro all’anno per il primo figlio e i figli unici, con riduzioni, per la verità irrisorie, per eventuali altri figli. La parte variabile è di 5,95 euro a pasto effettivamente consumato. La tariffa mista sostituisce quella forfettaria in vigore fino allo scorso anno, lasciando il totale sostanzialmente immutato.

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Caro PD, Torino non è “cosa tua”

Imbarazzante ridisegno delle Circoscrizioni fatta unicamente dal Partito Democratico: neanche gli altri partiti di maggioranza sono d’accordo. E noi non siamo d’accordo ad una gestione dispotica della Città: tutte le forze politiche, e i cittadini che esse rappresentano, debbono essere rispettate, ma per il PD non contano nulla.
Irriverente, dispotico e spocchioso il progetto di riorganizzazione delle competenze e di modifica dei confini delle Circoscrizioni proposto dal combinato disposto tra l’Assessore Gianguido Passoni e il Partito Democratico di Torino.

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Rumori, abusivismo e inciviltà sotto la Tettoia Strippaggio al Parco Dora

L’Assessore sui furti di corrente non la dice tutta. Secondo la Giunta, come al solito, va tutto bene, ma per i cittadini ogni fine settimana è un dramma: sonno impossibile per il rumore e rifiuti disseminati ovunque. Le manifestazioni autorizzate vengono controllate, di giorno e (poco) di sera, quelle non autorizzate non si sa: l’Assessore dice che i furti di corrente non risultano e sono impossibili perché le chiavi sono gestite solo dai funzionari, ma i pozzetti non hanno alcun tipo di chiusura, basta entrare nella recinzione e servirsi, a spese di tutti.

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