La Città sblocca una parte dei fondi, ma le scuole aspettano ancora 800mila euro di competenza 2016. Se le tredicesime a insegnanti e personale potranno essere pagate, resta forte la preoccupazione per il prossimo futuro. Resta attualmente fermo nelle casse di Palazzo Civico il mezzo milione erogato dalla Regione.
– in data 20 ottobre u.s. Confesercenti Torino aveva formulato all’Amministrazione una richiesta di sgravi e agevolazioni per le attività economiche insistenti sull’area di corso Grosseto interessata dai noti lavori;
– in data 8 novembre gli Assessori competenti Rolando e Sacco rispondevano negativamente alla richiesta della Confederazione di cui sopra;
CONSIDERATO CHE
– sulla zona in questione gravitano oltre 200 aziende fra ambulanti, negozi e pubblici esercizi;
– la normativa parrebbe prevedere agevolazioni al commercio su aree interessate da lavori per un periodo superiore a 6 mesi indipendentemente dal periodo dell’anno in cui essi si collocano, a prescindere dunque dall’anno in corso;
INTERPELLA
La Sindaca e l’Assessore competente per sapere:
1) come intendono agevolare i commercianti di Corso Grosseto i quali potrebbero vedere aumentati i disagi in termini di ritorno economico, alla luce altresì del periodo natalizio;
2) quali siano i reali motivi per i quali non si siano previsti gli sgravi previsti dalla Legge e dai dispositivi vigenti;
3) se non pensano sia opportuno costituire un tavolo tecnico per gestire le problematiche quotidiane date dal cantiere, tra il Comune, la Circoscrizione, le associazioni di via e di categoria.
L’Organo di Revisione esprime parere negativo al Bilancio Consolidato 2016, ma l’Amministrazione alza il muro: “È da irresponsabili non dare approvazione”. Mai visto un simile atteggiamento in sette anni da Consigliere Comunale.
Corso Grosseto e dintorni: sconcertante e sconfortante mancanza di senso delle priorità da parte della forza politica alla guida della Città di Torino.
Appoggio in pieno le richieste di chi opera nel canile Enpa, oggetto l’altro ieri dell’ennesimo attacco: si garantisca un presidio fisso o la Città trovi un altro luogo nel quale permettere al canile di trasferirsi. Ormai l’impotenza dell’Amministrazione di fronte alla violenza è totale e conclamata.