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La Città di Torino riprenda il pieno controllo sul Servizio di Trasporto per Persone con Disabilità

Stiamo ripercorrendo la stessa strada di crisi e disservizi degli anni passati: lo fanno capire segnali inequivocabili. La nostra priorità sono i diritti delle famiglie, delle bimbe e dei bimbi, dei dipendenti: il problema va affrontato anzitutto in via politica. Ho annunciato in Sala Rossa un accesso agli atti e una nuova interpellanza.

“Il problema esiste”: parole dell’Assessora Di Martino. Se un problema c’è, questo problema va affrontato. Anzitutto in via politica. Siamo preoccupati delle conseguenze del problema sulle famiglie, sulle bimbe e bimbi, sui dipendenti. Che le criticità nascano da Tundo o da altri appaltatori, i Moderati non guarderanno in faccia nessuno. Il diritto allo studio di tutti, la tranquillità delle famiglie e il pagamento del dovuto ai dipendenti sono le nostre uniche priorità e preoccupazioni.

Presenterò presto una nuova interpellanza sul tema. Effettuerò inoltre un accesso agli atti. Mancano ancora stipendi, quattordicesime e TFR. E dire che la Città di Torino paga non solo in tempo, ma in anticipo. I segnali d’allarme sono gli stessi che avevano aperto le crisi degli scorsi anni. Presto i dipendenti non vorranno più mettere di tasca propria i soldi necessari ad acquistare il carburante e garantire l’operatività. Alle ipotesi di Articolo 30 la ditta in passato ha risposto con mosse di pura forma, atte a rimandare il più possibile il provvedimento. La Città riprenda il controllo della gestione del Servizio di Trasporto per le Persone con Disabilità.

Santa Giulia: anche la riapertura della piazza al traffico sarebbe una soluzione preferibile all’attuale e disastrosa malamovida

Ho letto a verbale, discutendo poco fa la mia più recente interpellanza sul tema, una lettera aperta alla Sindaca firmata dai residenti esasperati: chiediamo la presenza fissa del Pattuglione e la tutela del diritto al riposo per tutti. Se l’Amministrazione non è in grado di garantire i diritti di chi in Vanchiglia vive, si dovranno percorrere strade diverse. Fino, per assurdo, a rinunciare all’area pedonale serale.

Malamovida in Vanchiglia, vero disastro. Di fronte a un Assessore che riferisce in Sala Rossa dati generici sulla città e non mirati sull’area oggetto della mia interpellanza, ho scelto di rispondere semplicemente leggendo ad alta voce a verbale la lettera che i residenti hanno scritto alla Sindaca Appendino (vedi allegato). Una lettera simile deve ricevere una risposta: non solo per iscritto, ma nei fatti. I cittadini stanno raccogliendo centinaia di firme per dire no a una malamovida incompatibile con il riposo e con la normale fruizione del quartiere, a una malamovida che porta con sé sporcizia, frastuono e, talvolta, violenza. I cittadini non possono dormire la notte: dopo queste notti insonni, la mattina dopo vanno a lavorare. I commercianti e i residenti devono pulire la lordura lasciata su portoni e marciapiedi da chi, poche ore prima, li aveva utilizzati come toilette a cielo aperto. In tutto questo le responsabilità dell’Amministrazione sono evidenti. Se la Giunta non è in grado di tutelare i residenti di quella zona dovremo trovare altre soluzioni, che possono arrivare fino alla riapertura della piazza al traffico veicolare nelle ore serali e notturne. Anche questa soluzione sarebbe preferibile alla situazione attuale, nella quale in piazza si vendono abusivamente cibo e alcolici dai bagagliai delle auto. Meglio questo che una piazza Santa Giulia terra di nessuno, com’è attualmente. La mia preoccupazione è anche per il prossimo futuro: la zona 30 che la Giunta sta immaginando racconta di una progettualità che non tiene assolutamente conto dei diritti dei residenti. Torno a chiedere la presenza fissa del Presidio Interforze. Urge una svolta: una svolta rapida.

Doposcuola, quali linee guida al tempo del COVID? Scuole e Associazioni brancolano nel buio

Ho presentato un Question Time in Consiglio Regionale del Piemonte per chiedere alla Giunta di fare chiarezza.

Doposcuola al tempo del COVID: come siamo messi in fatto di protocolli nazionali (Ministero dell’Istruzione) e regionali (Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte)? In realtà, c’è davvero poco, pochissimo. Praticamente nulla. E così le istituzioni scolastiche, le Associazioni e le cooperative sono chiamate a definire al loro interno dei protocolli anticontagio per i servizi di pre e post scuola basandosi su questa quasi totale mancanza di indicazioni ufficiali. Lampanti sono le implicazioni in termini di rischi, sanitari e giuridici: per chiedere e fare chiarezza, ho presentato un Question Time da discutere a Palazzo Lascaris nella prossima seduta utile del Consiglio Regionale: domanderò alla Giunta quali protocolli debbano essere seguiti per l’organizzazione di attività di pre e post scuola svolti nelle scuole (Statali e Paritarie), nelle cooperative e nelle Associazioni di Volontariato, in locali scolastici e non scolastici.

Tundo, settimana di passione: la mia richiesta di comunicazioni urgenti in Consiglio Comunale

La Giunta riferisca lunedì in Sala Rossa sui disservizi di cui i media hanno dato ampia notizia in questi giorni e sulla situazione relativa a stipendi e TFR ed esponga le misure che sta attuando per evitare il ripetersi di situazioni già viste nel recente passato.

Nuova richiesta di comunicazioni urgenti da me presentata in Sala Rossa a proposito del Servizio di Trasporto per Persone con Disabilità: notizie di numerosi e gravi disservizi si apprendono da fonti giornalistiche e sono confermate dalle segnalazioni degli stessi utenti. Ora la Giunta riferisca in Consiglio Comunale sui ritardi e sulle corse saltate e sui conseguenti problemi patiti dalle famiglie degli utenti. Qual è, inoltre, la situazione relativa ai versamenti di pregressi emolumenti a dipendenti ed ex dipendenti da parte della stessa Tundo? Quali misure e quali precauzioni l’Amministrazione sta attuando per evitare il ripetersi (o il protrarsi) di quanto già vissuto, conosciuto e sopportato in tutti questi anni? Mi aspetto risposte puntuali e convincenti durante la seduta di lunedì prossimo.

Sostegno a chi sostiene la cultura

Il Gruppo dei Moderati in Consiglio Regionale del Piemonte sostiene convintamente e senza mezzi termini le richieste portate avanti dal Comitato Emergenza Cultura Piemonte, che ha manifestato poco fa davanti a Palazzo Lascaris chiedendo che la Regione non abbandoni il comparto culturale in questa fase di crisi profonda.

La cultura è un valore di per sé. Cultura è ricchezza. Cultura significa posti di lavoro per decine di migliaia di famiglie. Siamo convinti che non esistano lavoratori di Serie A e lavoratori di Serie B. Sono oltre 20mila le imprese culturali e creative in attività sul territorio regionale. La Giunta Regionale convochi al più presto il Tavolo Generale della Cultura, come richiesto dal Comitato. Urge decidere la programmazione per il triennio 2021-2023, slittata a causa della crisi epidemiologica. Siano al più presto pubblicati i bandi, che di solito escono a luglio e dei quali per quest’anno ancora non si ha notizia, per garantire alle realtà culturali del nostro territorio (le cui casse sono state gravemente provate dalla contrazione di fatturato e incassi dovuta all’emergenza e alle relative limitazioni nell’operatività) la disponibilità economica necessaria a non sparire.