Passa al contenuto principale

Ex Cinema Arlecchino: i Moderati ribadiscono il loro no al discount

Contrari ieri, contrari oggi: i Moderati in Consiglio Comunale confermano nettamente il loro no al progetto di aprire un discount al piano terreno dello stabile all’angolo tra corso Sommeiller e via San Secondo.

Un’apertura di questo tipo avrebbe un impatto negativo sull’intero quartiere. Da tutti i punti di vista. I residenti e i commercianti della zona l’hanno capito, come anche la stessa Circoscrizione 1. Quei metri quadri dell’ex Cinema Arlecchino dovrebbero piuttosto tornare nella disponibilità della cittadinanza, per una destinazione d’uso sensata utile e condivisa. Diversamente, sarà difficile non considerare poco più che un contentino il pacchetto da 200 giorni a disposizione della Città di una parte degli spazi. Proteggiamo il tessuto commerciale di vicinato di Borgo San Secondo da questo ennesimo affronto. Invito la Giunta a contare quanti siano già attualmente i supermercati attivi nel raggio di poche centinaia di metri, alcuni dei quali, a pochi isolati di distanza, fattore e ricettacolo di degrado. L’intento di questa Amministrazione è evidentemente battere tutti i record in termini di nuove aperture di piattaforme commerciali.

Ausili acustici, la Giunta non cambia rotta sulla gara (e glissa sul tema delle incompatibilità interne alla Commissione Tecnica)

Nessuna intenzione, almeno nell’immediato, di revocare la procedura aperta finalizzata alla conclusione di un accordo quadro per la fornitura di ausili per l’udito: appena discussa in Consiglio Regionale la mia interpellanza sul tema. Un intero settore rischia di essere messo in ginocchio; grande preoccupazione anche per la qualità del servizio che sarà garantito ai pazienti piemontesi (bambini e anziani compresi). Silenzio da parte dell’Assessore Icardi in risposta alla cruciale domanda: ci siamo assicurati che non ci fossero casi di incompatibilità nell’ambito della Commissione Tecnica?

Il Consigliere domanda (con un’interpellanza appena discussa in Consiglio Regionale), la Giunta non risponde. O meglio risponde in parte, glissando però, almeno per ora, su questo quesito fondamentale: la Regione ha provveduto a verificare le autocertificazioni di compatibilità da parte dei membri della Commissione Tecnica? Che cosa è emerso dai controlli?

Dopo il Question Time dello scorso luglio e l’interpellanza questa mattina, attendiamo ancora una risposta. Su altri aspetti, invece, risposte chiarissime: non c’è nessuna intenzione, almeno nell’immediato, di revocare la procedura aperta finalizzata alla conclusione di un accordo quadro per la fornitura di ausili per l’udito. Con tutte le conseguenze negative che questa scelta rischia di comportare: c’è un intero settore che rischia di essere messo in ginocchio; la mia preoccupazione è forte anche per quanto riguarda la qualità e la tipologia di servizio che metteremo a disposizione del pazienti piemontesi, tra i quali bambini e anziani.
Sul resto: continuo a ritenere assurdo rubricare gli ausili acustici come “dispositivi di serie non personalizzabili”. Sono stati presentati anche atti parlamentari per chiedere che questa tipologia di protesica torni a essere considerata personalizzabile. L’Assessore ha promesso l’apertura di tavolo di confronto permanente con la partecipazione dei vari soggetti associativi che rappresentano gli audioprotesisti: questa è una buona notizia. Dobbiamo tutelare al meglio i pazienti piemontesi e non possiamo permetterci di perdere posti di lavoro.

Un po’ di storia e contesto

Lo scorso 15 maggio è stato pubblicato dalla Regione Piemonte il bando di gara per la stipula di un accordo quadro per la fornitura di ausili per comunicazione e informazione e relativi servizi: il 4 agosto 2020 tale bando di gara è stato pubblicato sul sito di SCR Piemonte. Solo le forniture della tipologia “dispositivi di serie non personalizzabili” (Elenco 2 dei LEA) si assegnano tramite bando di gara. L’acquisizione di lotti sarà così possibilità quasi esclusiva delle aziende più grandi. Anche i cittadini bisognosi aventi diritto saranno penalizzati, dal momento che non potranno più scegliere il loro professionista di fiducia liberamente, né scegliere la protesi più adatta alle proprie esigenze (neanche pagando personalmente la riconducibilità, salvo rinunciare alla fornitura regionale e acquistare privatamente il proprio dispositivo acustico). Il tutto, parrebbe, senza un risparmio economico per la Regione. 

COVID-19, vaccino subito anche per i Volontari attivi nel contrasto alla pandemia

Con un Ordine del Giorno appena presentato in Consiglio Regionale, chiedo che i Volontari impegnati sulle ambulanze, nell’ambito socio-assistenziale e nel supporto alla popolazione rientrino nel primo segmento di vaccinati non appena le prime dosi saranno disponibili.

Volontari impegnati nel contrasto alla pandemia vaccinati subito contro il COVID-19: lo chiedo con un Ordine del Giorno appena presentato a Palazzo Lascaris. Come il personale medico e infermieristico, anche i Volontari sono costantemente a diretto contatto con le persone e dunque particolarmente esposti al rischio di contagio. Con il mio atto chiedo che anche i Volontari rientrino nel primo scaglione di vaccinazioni previsto per le prime settimane del 2021, insieme al personale sanitario e sociosanitario e alle persone considerate a rischio. I Volontari sono stati e sono tuttora decisivi – sulle ambulanze e sul territorio – durante tutta la durata della crisi pandemica. La Regione Piemonte sta predisponendo proprio in questi giorni il proprio piano relativo alle modalità di attuazione del programma vaccinale anti-COVID e relativa distribuzione. Il piano vaccini prevede una serie di fasi e si prevede che i primi saranno disponibili entro il mese di gennaio. Abbiamo sentito tante volte in questi mesi parole di ringraziamento e di lode per i Volontari. Oggi abbiamo la possibilità di fare qualcosa di concreto per loro e per le loro famiglie (a rischio tanto quanto quelle, per esempio, dei medici), affinché dalle parole si passi ai fatti. 

Ahmadreza Djalali salvo e libero subito: il mio OdG in Consiglio Comunale

Ho presentato un Ordine del Giorno in Sala Rossa che fa seguito a quello già protocollato in Consiglio Regionale: le due Giunte spingano il Governo a esercitare la necessaria pressione diplomatica con le autorità iraniane per la revoca della condanna capitale e per l’immediata scarcerazione. Il mio atto in Comune andrà in Aula, ex Articolo 93, già lunedì 14 dicembre.

Il Comune di Torino chieda al Governo di esercitare la necessaria pressione diplomatica affinché Ahmadreza Djalali sia immediatamente liberato. Lo chiedo in Consiglio Comunale con un Ordine del Giorno appena presentato in Sala Rossa. Ho presentato un analogo atto, insieme ai colleghi Domenico Rossi e Raffaele Gallo, anche in Consiglio Regionale.

È nostro preciso dovere fare tutto il possibile per salvare una vita innocente. La difesa dei diritti umani deve essere trasversale per ambito istituzionale e per nazionalità. Comune di Torino e Regione Piemonte siano in prima linea nella salvaguardia della vita e della libertà di una figura che ha tanto fatto per il nostro Paese e per la nostra regione – dove a lungo ha vissuto e lavorato – e che è da anni incarcerata da innocente da un regime che in questo modo costringe al silenzio il dissenso politico e di coscienza.

Djalali, medico e ricercatore, è un noto e stimato esponente della comunità scientifica internazionale. Il suo arresto risale all’aprile del 2016. Totalmente infondata è l’accusa (spionaggio). Attualmente è in corso una mobilitazione a livello internazionale (a partire dalla petizione lanciata da Amnesty International) perché la condanna a morte sia revocata e lo stato di detenzione cessi immediatamente.

Porto avanti a mia volta, con questi Ordini del Giorno (quello in Comune andrà in Aula, ex Articolo 93, in occasione della prossima seduta), le stesse richieste. Mi auguro che i colleghi Consiglieri votino compattamente a favore.

Salviamo il Natale degli ospiti delle strutture residenziali e dei residenti dei piccoli Comuni

Risparmiamo agli uni e agli altri un Natale di solitudine: permettiamo a migliaia di piemontesi di tornare a incontrare i propri familiari almeno per le feste.

Un Natale e un Capodanno all’insegna dell’isolamento: alla luce dell’attuale situazione pandemica e del DPCM attualmente in vigore rischiano di passare feste di sostanziale clausura sia gli ospiti delle strutture alloggio per persone con disabilità sia molti residenti dei piccoli Comuni del nostro territorio.

I Moderati sono pronti a sostenere ogni proposta sensata per garantire a migliaia di piemontesi il ricongiungimento familiare almeno per i giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno, purché in totale sicurezza.

Sono tante le strutture residenziali che, in questi mesi, hanno lanciato il loro allarme: alcuni degli ospiti non incontrano i familiari dallo scorso febbraio e le restrizioni del secondo lockdown hanno reso ancora più difficile la situazione. Per molte persone la solitudine è diventata ormai intollerabile. Gravi e talvolta gravissime sono le conseguenze psicologiche, specialmente sui soggetti più fragili.

Il Piemonte, settima regione italiana per numero di abitanti, è seconda in assoluto per numero di Comuni (1.181): il 90% di questi è sotto i 5mila abitanti. Data la conformazione  peculiare del nostro territorio, vi sono Comuni isolati di poche centinaia o talvolta di poche decine di abitanti. Sono sicuro che sia possibile trovare il modo di permettere a chi abita in un piccolo Comune di spostarsi di pochi chilometri per raggiungere i propri cari senza compromettere la sicurezza.

Il Ministero della Salute ha recentemente emesso una circolare per regolare l’accesso dei familiari delle persone con disabilità alle strutture che le ospitano: si attuino subito queste direttive.