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Tangenziale est, ennesima fumata nera

Appena discusso a Palazzo Lascaris il mio Question Time su questa infrastruttura strategica: per la Città Metropolitana non è prioritaria, la Regione fa spallucce.

Tangenziale est? Due brutte notizie emergono dalla discussione in Consiglio Regionale del mio Question Time sull’argomento: la Città Metropolitana non la considera tra le prime otto opere da realizzare, la Giunta regionale rimanda la questione a un vago futuro. Nel frattempo, sulle nostre strade collinari e precollinari i problemi continuano a non essere risolti. 

Risposte doppiamente gravi: è grave che la Città Metropolitana non abbia inserito la tangenziale est tra gli otto primi interventi sovracomunali per i quali reperire risorse finanziarie, è altrettanto grave che la Giunta Regionale, a parole consapevole dell’urgenza di colmare una così grave lacuna infrastrutturale, si rifugi in modi di dire tipici di chi non vuole affrontare la questione e prova a rimandare la soluzione a un nebuloso domani (“Valuteremo, per quanto in subordine rispetto ad altre opere“).

I Moderati, al contrario di Città Metropolitana e Regione Piemonte, considerano urgente dotare l’area collinare e precollinare a est di Torino (una ventina di Comuni) di una connessione tra la Torino-Piacenza e la Torino-Milano, insieme a una direttrice verso Aosta, chiudendo finalmente il cerchio della tangenziale attorno al capoluogo. L’opera era esplicitamente menzionata nel nostro programma elettorale.

Solo realizzando questi 22 chilometri di strada potremo sgravare la locale rete di strade dai mezzi pesanti (e inquinanti). Insieme a noi, chiedono questo intervento il tessuto imprenditoriale, i residenti, le prospettive stesse di un territorio che deve affrontare tutte le criticità connesse al transito di mezzi pesanti su una rete stradale attualmente non strutturata per quel tipo di traffico. Solo pochi giorni fa l’ennesimo mezzo pesante è rimasto incastrato lungo la strada principale nel Comune di Sciolze bloccando totalmente la circolazione stradale.

Parcheggi riservati ai residenti in Vanchiglia? Misura spuntata se limitata ai soli controviali dei corsi Regina Margherita e San Maurizio

Se così sarà, sarà l’ennesima presa in giro per i cittadini, per i quali servono molti più posti a disposizione. Chiediamo inoltre adeguati controlli da parte della Municipale: le sanzioni elevate tra dicembre 2020 e gennaio 2021 sono state circa 150, con una piccola accelerata dopo la falsa partenza dello scorso autunno. I controlli sono fondamentali per garantire il diritto al parcheggio dei residenti titolari di abbonamento (ribadiamo, a proposito, la richiesta di introdurre un talloncino di riconoscimento da esporre sul cruscotto). Appena discussa, sul tema, la mia interpellanza in Consiglio Comunale.

Strisce gialle e blu in Vanchiglia: i residenti pagano una quota alla Città di Torino per avere diritto a posteggiare l’auto negli stalli riservati e dunque la Città ha il dovere di tutelare questo loro diritto. A maggior ragione da quando il quartiere è diventato zona di movida, con relativa presenza di locali e avventori, i posti scarseggiano. Gli stalli riservati sono una soluzione valida? Certamente, a patto che i controlli siano, da parte della Municipale, adeguati. E a patto che la misura non sia limitata ai soli controviali dei corsi.

Non vogliamo che le strisce gialle e blu restino utili solo a metà. I controlli, iniziati lo scorso autunno con il freno a mano tirato a causa della mancanza di segnaletica, hanno fatto registrare, tra dicembre e febbraio, circa 150 sanzioni elevate: un piccolo passo avanti. Chiediamo l’estensione degli spazi riservati anche a tratti selezionati delle strade interne al triangolo di territorio delimitato tra i due corsi e il Lungo Po.

Ribadiamo infine la nostra proposta: il solo rischio di essere multati in caso di passaggio della Municipale non è un deterrente sufficiente, mentre un un pass da esporre permetterebbe di capire immediatamente se un’auto è di proprietà di un residente oppure no e se dunque ha titolo oppure no a parcheggiare negli stalli riservati a chi risiede in zona. Milano e Firenze si sono già adeguate: anche Torino valuti questa possibilità.

Tangenziale Est, non possiamo più aspettare

Dopo l’ennesima notizia relativa a un incidente che ha coinvolto, la scorsa settimana, un mezzo pesante con blocco della circolazione (nello specifico: la strada principale nel Comune di Sciolze), ho presentato un’interrogazione urgente in Consiglio Regionale per chiedere che questa fondamentale infrastruttura sia finalmente realizzata. Si convochi subito un tavolo con i Sindaci dei Comuni interessati, con la Città Metropolitana e con la Regione Piemonte. Dopo anni di dibattito è giunto il momento di arrivare a una progettazione definitiva per quest’opera dal un costo stimato di 1 miliardo e 200 milioni di euro. Domani la discussione del mio atto a Palazzo Lascaris.

Non c’è più tempo da perdere: dopo decenni di dibattito, si proceda alla realizzazione della Tangenziale Est. Lo chiedono il tessuto imprenditoriale, i residenti, le prospettive stesse di un territorio che deve affrontare tutte le criticità connesse al transito di mezzi pesanti su una rete stradale attualmente non strutturata per quel tipo di traffico. Sarà discussa domani in Consiglio Regionale la mia interrogazione urgente sul tema, appena presentata. I Comuni coinvolti dal passaggio della Tangenziale Est da San Raffaele Cimena a Chieri sono una ventina. L’attuale tangenziale non è adeguata alle esigenze di gran parte della collina, che con la realizzazione della Gronda Est sarebbe invece finalmente connessa con la Torino-Piacenza e con la Torino-Milano, potendo inoltre contare su una direttrice verso Aosta. È notizia dello scorso sabato che un  mezzo pesante è rimasto incastrato lungo la strada principale nel Comune di Sciolze bloccando totalmente la circolazione stradale. L’ennesimo caso. Il nuovo collegamento potrebbe favorire la viabilità dell’area metropolitana e alleviare il carico di traffico su gomma delle provinciali pedecollinari e collinari. Con il mio atto chiedo che sia finalmente colmata, dopo decenni di discussioni, questa grave lacuna infrastrutturale e l’avvio di opportune interlocuzioni con le Istituzioni del territorio per giungere a una progettazione definitiva, mantenendo le priorità già espresse dai rappresentanti del territorio. È urgente la convocazione di un tavolo con la partecipazione dei Sindaci dei Comuni interessati, della Città Metropolitana e della stessa Regione Piemonte. Il percorso della Gronda Est si snoderebbe lungo 22 chilometri, 9 dei quali in galleria. Il costo stimato dell’opera è pari a 1 miliardo e 200 milioni di euro.

Ora basta, via le gradinate dal ponte Carpanini

Ennesimo weekend di assembramenti e risse: è impossibile non capire che il primo ricettacolo di degrado e microcriminalità del Lungo Dora sono proprio gli spalti. La Città provveda a rimuoverli se non è in grado, nonostante un patto siglato con i residenti e con i commercianti per la pulizia delle sponde del torrente, di garantire decoro e sicurezza. Presenterò in Sala Rossa una nuova interpellanza sul tema. L’area non può essere terra di nessuno.

Adesso basta. La misura è colma: i commercianti e i residenti di Lungo Dora Napoli non ne possono più. Noi con loro. Inaccettabile vedere, tutti i weekend o quasi, scene di guerriglia urbana attorno al Ponte Carpanini. A maggior ragione se con gli esercenti e i cittadini la Città ha siglato un accordo per la cura del Lungo Dora e del viale. Da troppo tempo vediamo, da una parte (quella dei cittadini) dedizione e impegno, dall’altra (quella della Città) la totale incapacità di garantire condizioni di sicurezza accettabili. Il Lungo Dora è da tempo terra di nessuno. Risse, spaccio e degrado (gli ultimi episodi sono delle scorse ore) sono incompatibili con una piena riqualificazione della zona e mortificano l’impegno e l’amore che, a differenza della Città, cittadini ed esercenti stanno dimostrando per il loro quartiere. Di quale prova abbiamo ancora bisogno per capire, dopo anni, che le gradinate del Ponte Carpanini sono ricettacolo di degrado e spaccio e che dunque, nell’incapacità conclamata da parte della Giunta di garantire la sicurezza, devono essere rimosse? Ho presentato, sul tema, una nuova interpellanza, che sarà prossimamente discussa in Sala Rossa. Sperando che la Giunta apra finalmente gli occhi.

Materne Paritarie, puntualità dei contributi necessaria alla tenuta del sistema: che cosa ne pensa l’Amministrazione?

Lo chiederò alla Giunta lunedì con un’interpellanza: Istituti a rischio se i contributi dovuti non saranno erogati nei tempi previsti. Dopo un 2020 terribile, le ultime settimane di attività a singhiozzo sono state un ulteriore forte colpo subito. 

Lunedì in Consiglio Comunale chiederò alla Giunta Appendino, con un’interpellanza, quando l’Amministrazione abbia intenzione di versare il contributo comunale 2020 alle Materne Paritarie. La puntualità nell’erogazione dei fondi comunali a sostegno delle Scuole Paritarie FISM (Federazione delle Materne) è ancora più determinante alla luce della crisi pandemica e delle passate settimane di Zona Rossa, che hanno fatto sentire pesantemente i propri effetti negativi. Dopo un 2020 tremendo, gli ultimi mesi di attività a singhiozzo hanno inferto un nuovo, tremendo colpo alle Scuole. Chiederò inoltre se l’Amministrazione abbia individuato altre modalità per sostenere gli istituti scolastici paritari aderenti alla FISM in questa delicatissima fase, dal momento che la sola puntualità, pur necessaria, potrebbe non essere sufficiente. Il ruolo delle Materne è fondamentale inoltre per garantire alle mamme e ai papà la possibilità di conciliare famiglia e lavoro e i rispettivi tempi nel corso della giornata e della settimana. Le Materne Paritarie aderenti alla FISM ospitano oltre 5.500 bambini e danno lavoro a più di 500 persone. Molto spesso i versamenti del Comune sono erogati con forti e gravi ritardi, fatto che, come Moderati, abbiamo più volte portato all’attenzione dell’Amministrazione con atti consiliari presentati in questi anni. Non possiamo permetterci che il sistema delle Scuole Paritarie crolli: in gioco c’è la libertà di educazione, diritto costituzionalmente sancito, e il futuro di tante Scuole Paritarie (messe in gravissima difficoltà dagli ultimi mesi di emergenza); ma si tratta anche di difendere centinaia di posti di lavoro e, in ultima analisi, la tenuta dell’intero sistema pubblico, che non avrebbe la possibilità strutturale, organizzativa e didattica di assorbire un improvviso e cospicuo surplus di alunni.