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Tag: Regione Piemonte

Cancel culture in salsa torinese? Cambiare i nomi alle vie è sbagliato concettualmente e improponibile nella pratica

In una città nella quale 40mila persone si rivolgono alla Caritas in un anno, altre dovrebbero essere le priorità: sostegno alla povertà, appunto, servizi per le famiglie e per gli anziani, risposte alle esigenze delle persone con disabilità.

La cancel culture? Esiste eccome. La si può “incontrare” anche a Torino, in via Tripoli come in piazza Massaua, in piazza Bengasi e in piazzale Adua. Cancellare o cambiare i nomi delle strade e delle piazze è una proposta priva di senso. La modifica del nome di questi sedimi è sbagliata da tutti i punti di vista. Anzitutto è impensabile dal punto di vista amministrativo ed è improponibile dal punto di vista pratico, data la quantità infinita di problemi che creerebbe ai residenti. Riteniamo che le priorità della Giunta, in una Torino messa in ginocchio dalla crisi, dovrebbero essere piuttosto il sostegno alla povertà (40mila cittadini si sono rivolti lo corso anno alla Caritas), i servizi per le famiglie e per gli anziani, le risposte alle esigenze delle persone con disabilità. Non è eliminando nella nostra toponomastica la memoria di un’epoca storica che ne cancelleremo anche gli errori e i crimini. Che cosa aveva pensato l’attuale Assessore alle Politiche Sociali della Città di Torino quando, in un recente passato, era stata avanzata la proposta di cambiare nome a corso Unione Sovietica? Ha forse cambiato idea nel frattempo? Saremmo curiosi di saperlo.

Nucleare, investimenti e assunzioni in Piemonte sono una buona notizia

Accogliamo con soddisfazione la notizia dell’intenzione di Newcleo di cercare risorse economiche e accrescere il proprio team; il dibattito su questa fonte di energia controllata e pulita entri a pieno titolo nel discorso politico.

Riteniamo che l’energia nucleare – controllata e sicura – sia un’opzione utile e vantaggiosa da tutti i punti di vista e che, come tale, dovrebbe entrare maggiormente nel dibattito politico come fattore fondamentale per la transizione ecologica e per una piena indipendenza energetica. Ma le ragioni sono anche più banalmente economiche: anche senza fare riferimento a Paesi scandinavi, con una minore popolazione e condizioni economiche ben diverse dalle nostre, l’esempio francese è, a pochi chilometri da noi, la prova di quanto gli investimenti sul nucleare abbiano esiti virtuosi sull’abbattimento dei costi in bolletta. Alla luce di tutte queste motivazioni, accogliamo come buona notizia l’intenzione di Newcleo – startup torinese che sviluppa reattori di tipo LFR (Lead-cooled Fast Reactor), al momento destinati ai mercati francese e inglese – di sviluppare ulteriormente la propria tecnologia e di assumere 300 nuovi professionisti. Speriamo in nuove e prossime aperture a questa fonte di energia.

Vandalismi continui, ora basta: chiediamo telecamere in tutti i complessi ATC a rischio

I danni al civico 44/A di corso Mortara a Torino sono solo il più recente caso di una lista infinita. Appena discusso a Palazzo Lascaris il mio Question Time sul tema: agli inquilini servono soluzioni di efficacia immediata e fattori reali di deterrenza, non certo risposte generiche e soluzioni effimere. I complessi di edilizia popolare devono essere tutelati come faremmo con qualsiasi altro bene contro ingressi di malintenzionati, danneggiamenti e furti.

Se necessario si chieda un parere preventivo all’Autorità della Privacy, ma poi si proceda: chiediamo sistemi di telecamere di sicurezza in tutti i grandi complessi ATC a rischio furti, vandalismo e danni. Non c’è altra soluzione, a questo punto, per garantire beni che abbiamo il dovere di tutelare come tuteliamo casa nostra. Sul tema, con riferimento specifico alla situazione per molti versi paradigmatica di corso Mortara 44/A a Torino, ho appena discusso in Consiglio Regionale del Piemonte un Question Time: ma è evidente che risposte generiche o la promessa di interventi circoscritti – come la sostituzione di un portoncino divelto, promesso da ATC agli inquilini di corso Mortara 44/A – subito resi vani da altri atti vandalici non bastano più agli inquilini esasperati. Si proceda con l’unica misura efficace: le telecamere di sicurezza. Ogni intervento dopo qualsiasi atto di vandalismo è di fatto pagato con i soldi dei piemontesi. Nel complesso di corso Mortara a Torino (che ho visitato due volte nell’ultimo mese, con sopralluoghi ai civici 44/A e 36) ho trovato sporcizia, portoni divelti, cantine utilizzate come discariche, residenti costantemente preoccupati e inquilini con disabilità terrorizzati dal rischio di restare bloccati in casa a causa di sempre possibili incursioni contro le pulsantiere degli ascensori. A tutte queste persone dobbiamo risposte. La situazione è simile in diversi altri complessi e caseggiati sul territorio regionale.

Bene il raddoppio dei fondi “Vita Nascente”

Una misura che – lungi dal limitarla – aumenta la possibilità di scelta per le donne: l’aumento dei fondi a un milione di euro va nella direzione che i Moderati in Consiglio Regionale da sempre auspicano per questo progetto.

Di una cosa siamo certi: la libertà di una persona cresce se crescono le possibilità e le opzioni reali a sua disposizione. Ecco perché accogliamo come una buona notizia l’aumento a un milione di euro dei fondi per il progetto “Vita Nascente”, misura che tra l’altro va nella direzione auspicata fin dal primo momento dai Moderati in Consiglio Regionale. Si ha vera libertà soltanto quando ogni strada è davvero percorribile. Francamente non vediamo – come vorrebbe qualche Collega in Consiglio – come questo aumento di risorse, misura del successo del primo bando di Vita Nascente, possa «demolire le conquiste della 194». Il fattore economico è spesso una variabile decisiva nella scelta da parte di una donna o di una coppia di non portare a termine una gravidanza e da sempre siamo favorevoli a ogni iniziativa seria in grado di garantire davvero la libertà di scelta. L’Articolo 5 della Legge 194 prevede esplicitamente margini di intervento, quando la richiesta di interruzione della gravidanza sia motivata dall’incidenza delle condizioni economiche, affinché si possano identificare soluzioni ai problemi proposti. Proprio il sostegno alle famiglie e alle donne che, nonostante le difficoltà economiche, intendono portare avanti la propria gravidanza è stato il fine, negli scorsi mesi, di due Ordini del Giorno da noi proposti e approvati dal Consiglio Regionale del Piemonte: anche il Fondo Vita Nascente è espressione, ci pare, dello stesso principio.

Moderati: a Torino sempre più quartieri senza pediatri, Mirafiori Sud compreso

Si è appena registrato in Circoscrizione 2 l’ennesimo caso di ritiro non sostituito. La nostra proposta: dalle Istituzioni spazi gratuiti per i professionisti disponibili ad aprire uno studio nelle zone sguarnite.

Dopo l’ultimo ritiro dall’attività registrato sul territorio, anche Mirafiori Sud (Circoscrizione 2) entra nell’elenco dei quartieri torinesi nei quali è difficile o impossibile trovare un pediatra. Un problema serio per le famiglie, costrette a lunghi spostamenti o a rivolgersi a una consulenza privata che risulta anche essere, spesso, costosa. Barca, Bertolla, Madonna di Campagna, Vanchiglia, Vanchiglietta, Falchera sono, tra le altre, le zone presso le quali si riscontra questa criticità e nelle quali i pediatri attivi scarseggiano o mancano del tutto.  All’indomani dell’ennesimo e più recente caso di pediatra non sostituito al momento del suo ritiro dall’attività, proponiamo come Moderati ad Atc, Comune e Circoscrizioni di ipotizzare, strutturare e lanciare un progetto sperimentale che consenta di mettere a disposizione gratuitamente spazi, alloggi, studi e strutture non utilizzati per i professionisti che intendano insediare la loro attività in aree cittadine attualmente “scoperte”. Si otterrebbero in questo modo due risultati: la valorizzazione di spazi altrimenti inattivi e l’incentivo ai professionisti potenzialmente in grado di assicurare un servizio fondamentale ai territori che ne hanno esigenza. A Torino risiedono circa 90mila cittadini under 14  e i medici pediatri di libera scelta sono una sessantina. Ci sono quartieri nei quali ogni pediatra deve teoricamente assistere oltre 1.400 bambini.  L’attuale situazione penalizza le famiglie piemontesi e i cittadini più giovani, il cui diritto alla cura rischia di essere messo a repentaglio dalla scarsità di pediatri.

Silvio Magliano – Presidente Gruppo Consiliare Moderati, Consiglio Regionale del Piemonte.
Simone Fissolo – Capogruppo Moderati, Consiglio Comunale di Torino.
Ivana Garione – Vice Capogruppo Moderati, Consiglio Comunale di Torino.
Alessandro Nucera – Capogruppo Moderati, Circoscrizione 2 Torino.