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Tag: Regione Piemonte

Bilancio Regionale, per la cultura un’occasione gettata al vento

Dopo un anno di crisi mai vista prima, il centrodestra respinge tutti gli emendamenti dei Moderati per sostenere questo comparto con nuove risorse finanziarie per 3 milioni e 950mila euro. Il taglio sulla cultura è stato ridotto, ma è comunque maggiore che in altri settori. Oltre ad aver bocciato numerosi emendamenti in Commissione, il centrodestra ha detto no a un emendamento da 3 milioni e 300mila euro per sostenere l’Associazionismo culturale.

Questa Maggioranza e questa Giunta, prontissime a dire no a tutti i nostri emendamenti pensati per dare ossigeno al settore della cultura dopo un anno di crisi terrificante, ha perso oggi un’occasione: se gli emendamenti dei Moderati fossero stati approvati, avremmo almeno recuperato la cifra allocata lo scorso anno per questo comparto; invece, siamo a commentare un taglio che, per quanto in parte ridotto, resta maggiore che in altri settori.

Avevamo richiesto, in particolare, fondi pari a 3 milioni e 300mila euro per la tutela e la valorizzazione dei beni e delle attività culturali (con un emendamento pensato per sostenere in particolare l’Associazionismo culturale del nostro territorio), risorse pari a 600mila euro per il restauro e la manutenzione di immobili di interesse storico e una cifra pari a 50mila euro per le società di mutuo soccorso.

Il segnale dato oggi fa il paio con il fatto che risultavano, a Bilancio, oltre 3,2 milioni di euro impegnati e non spesi, per il settore, a fine 2020. Dati che ci inducono a riflettere sulla capacità di pianificazione e programmazione di questa Giunta e sul suo reale interesse verso un settore che significa posti di lavoro per decine di migliaia di famiglie in Piemonte.  

Crisi Embraco, la solidarietà non basta più

Fermo il progetto Italcomp, urge dare un futuro ai 400 dipendenti stamattina in piazza. Vogliamo sapere a che punto siano le trattative e che cosa stia facendo il Governo. Ribadiamo come Moderati la vicinanza ai lavoratori: ma adesso servono i fatti. Inoltre, la fine del blocco dei licenziamenti sarà una bomba sociale a orologeria pronta a esplodere: che cosa pensa di fare la Regione per disinnescarla?

Crisi Embraco, il 25 aprile, giorno dei licenziamenti, si avvicina rapidamente. I dipendenti, oggi in piazza, dell’azienda di Riva di Chieri sollecitano dalle Istituzioni un intervento immediato. Fermo attualmente il progetto Italcomp, che coinvolge anche i colleghi della Acc Wanbao, nel bellunese: ribadiamo la totale solidarietà e vicinanza ai dipendenti da parte del Gruppo dei Moderati, sapendo che ormai solidarietà e vicinanza non bastano più. Ora servono fatti. Ci auguriamo che il Governo agisca al più presto per salvare questi posti di lavoro, dietro i quali ci sono lavoratori che hanno avuto fin troppa pazienza e le loro famiglie.

Chiediamo poi un confronto in Commissione su tutte le crisi attualmente aperte a livello regionale. Inoltre, guardiamo con preoccupazione alla fine del blocco dei licenziamenti, che rischia di trasformarsi in una bomba a orologeria sociale. Da questa Giunta non abbiamo ancora sentito, sul tema, una parola su come intenda evitare o contenere l’esplosione. 

Chi non è operativo sul territorio, almeno non rilasci interviste TV

Per quanto ci riguarda, essere operativi significa stare sul territorio. Quando questo non accade, almeno bisognerebbe evitare di rilasciare dichiarazioni televisive da una località di mare.

Le immagini dell’intervista di Mario Raviolo, responsabile per il Piemonte della maxi emergenza, stridono con il senso della circolare del DIRMEI, che sollecita il personale sanitario a limitare l’uso delle ferie nei giorni di Pasqua. Medici, infermieri e personale sanitario non hanno bisogno di essere sollecitati: hanno dimostrato la loro totale dedizione in questi tredici mesi di pandemia, dando prova di un senso di responsabilità spesso superiore a quello della politica e, a differenza di Raviolo, il mare non lo vedono da mesi. A loro va il mio più grato ringraziamento. 

Sostegno al commercio urbano penalizzato dai cantieri? Incomprensibile no dalla Maggioranza a Palazzo Lascaris

Niente fondo per il sostegno delle attività penalizzate negli anni da cantieri stradali: appena bocciato in Consiglio Regionale il mio emendamento al Bilancio 2021-23 che ne chiedeva l’istituzione.

Incomprensibilmente contrario il voto della Maggioranza di centrodestra a Palazzo Lascaris. Con un fondo dedicato avremmo potuto finanziare interventi a sostegno, o con interventi economici diretti da parte della Regione o con sgravi su tariffe e tributi, delle attività ubicate nei pressi dei cantieri che interessano importanti modifiche della viabilità. Occasione persa. Gli esercenti di aree urbane come corso Grosseto o via Nizza a Torino oggi sanno a chi dire grazie. Il sostegno del centrodestra nei confronti di imprese, commercianti e partite IVA è dunque tale solo a parole?

Impasse scuole guida, piccoli segnali positivi

Accolgo positivamente l’incontro tenutosi a inizio marzo tra Regione e gli interlocutori del Governo, così come l’onestà intellettuale da parte della dirigenza della Motorizzazione, che ha riconosciuto le difficoltà. Appena discussa in Consiglio Regionale la mia interpellanza sull’argomento. Ora si facciano pressioni politiche per sbloccare la situazione e diminuire il ritardo accumulato (7 mesi) per lo svolgimento degli esami.

Timidi ma positivi passi avanti sul fronte Motorizzazione: è una buona notizia che la Regione Piemonte, come appreso discutendo poco fa la mia interpellanza sul tema, stia portando avanti un’interlocuzione con il Governo, così come la trasparenza con la quale la Motorizzazione di Torino ha riconosciuto le proprie difficoltà e carenze di organico.

Il ritardo accumulato negli scorsi anni si starebbe, in parte e lentamente, recuperando: al momento della presentazione del mio atto (gennaio 2021) erano 3.500 gli allievi che dovevano sostenere l’esame di guida con tempi stimati in circa 7 mesi. La Motorizzazione ha l’esigenza di accedere alle graduatorie dei concorsi di altri Enti per integrare un organico che al momento avrebbe bisogno di 26 ulteriori risorse.

Acceleriamo fino alla completa risoluzione di ogni criticità. Dietro ogni autoscuola ci sono famiglie che con quell’attività si mantengono. L’ottenimento di una patente di guida, speciale o ordinaria, è spesso fondamentale per il lavoro o la professionalità del candidato. Ogni rinvio o ritardo è un danno da tutti i punti di vista, economico compreso.

In una città come Torino, capitale dell’automotive, la Motorizzazione non può restare sotto organico, anche perché gli esaminatori non svolgono questa funzione a tempo pieno, ma sono gravati da altri compiti. Mi auguro che la Giunta Regionale porti avanti un’opera di pressing politico quanto mai necessaria: Torino merita di avere una pianta organica adeguata. Il comparto delle autoscuole ne ha bisogno.