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Il regolamento “da paese delle meraviglie” c’è, ma ancora non esiste un’idea su dove collocare il libero scambio

 

Quale sarà la zona della città prescelta dopo via Monteverdi? Come saranno organizzati i controlli? Come si garantirà l’efficacia dei controlli stessi? Tutti interrogativi che attendono una risposta. Intanto, il termine del 31 marzo si avvicina. 

Lo ammette candidamente l’Assessore Giusta: “Quali sono le zone prese in considerazione per la collocazione del libero scambio dopo via Monteverdi? Non siamo ancora in grado di dirlo”. Lo stesso Assessore si era impegnato, nel corso di un recente Consiglio Aperto della Circoscrizione 6, a liberare via Monteverdi dopo il 31 marzo. La programmazione, è evidente, non c’è.

Ho qualche preoccupazione anche nei confronti del regolamento presentato oggi in Commissione. Positivo che il testo recepisca alcune delle mie indicazioni, per esempio relativamente al divieto di scambiare o vendere pneumatici e utensili elettrificati. Per altri versi parliamo, invece, di un documento “da paese delle meraviglie”, con splendide affermazioni di principio e senza un solido legame con la realtà.

Alcuni punti critici: come si intende limitare, come da dichiarazione programmatica, l’ingresso di persone all’area del libero scambio? Come si renderà fattiva la misura dell’”allontanamento a vita” promesso per coloro che infrangono le regole? Come avverranno i controlli? Con l’impiego di quanti uomini? Come se ne garantirà l’efficacia?

Il calendario corre: settimane, giorni. Questo è l’ordine di grandezza del tempo che passa e di quello che resta. Il 31 marzo è, si può dire, dopodomani. Siamo clamorosamente in ritardo.