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COVID-19, vaccino subito anche per i Volontari attivi nel contrasto alla pandemia

Con un Ordine del Giorno appena presentato in Consiglio Regionale, chiedo che i Volontari impegnati sulle ambulanze, nell’ambito socio-assistenziale e nel supporto alla popolazione rientrino nel primo segmento di vaccinati non appena le prime dosi saranno disponibili.

Volontari impegnati nel contrasto alla pandemia vaccinati subito contro il COVID-19: lo chiedo con un Ordine del Giorno appena presentato a Palazzo Lascaris. Come il personale medico e infermieristico, anche i Volontari sono costantemente a diretto contatto con le persone e dunque particolarmente esposti al rischio di contagio. Con il mio atto chiedo che anche i Volontari rientrino nel primo scaglione di vaccinazioni previsto per le prime settimane del 2021, insieme al personale sanitario e sociosanitario e alle persone considerate a rischio. I Volontari sono stati e sono tuttora decisivi – sulle ambulanze e sul territorio – durante tutta la durata della crisi pandemica. La Regione Piemonte sta predisponendo proprio in questi giorni il proprio piano relativo alle modalità di attuazione del programma vaccinale anti-COVID e relativa distribuzione. Il piano vaccini prevede una serie di fasi e si prevede che i primi saranno disponibili entro il mese di gennaio. Abbiamo sentito tante volte in questi mesi parole di ringraziamento e di lode per i Volontari. Oggi abbiamo la possibilità di fare qualcosa di concreto per loro e per le loro famiglie (a rischio tanto quanto quelle, per esempio, dei medici), affinché dalle parole si passi ai fatti. 

Ahmadreza Djalali salvo e libero subito: il mio OdG in Consiglio Comunale

Ho presentato un Ordine del Giorno in Sala Rossa che fa seguito a quello già protocollato in Consiglio Regionale: le due Giunte spingano il Governo a esercitare la necessaria pressione diplomatica con le autorità iraniane per la revoca della condanna capitale e per l’immediata scarcerazione. Il mio atto in Comune andrà in Aula, ex Articolo 93, già lunedì 14 dicembre.

Il Comune di Torino chieda al Governo di esercitare la necessaria pressione diplomatica affinché Ahmadreza Djalali sia immediatamente liberato. Lo chiedo in Consiglio Comunale con un Ordine del Giorno appena presentato in Sala Rossa. Ho presentato un analogo atto, insieme ai colleghi Domenico Rossi e Raffaele Gallo, anche in Consiglio Regionale.

È nostro preciso dovere fare tutto il possibile per salvare una vita innocente. La difesa dei diritti umani deve essere trasversale per ambito istituzionale e per nazionalità. Comune di Torino e Regione Piemonte siano in prima linea nella salvaguardia della vita e della libertà di una figura che ha tanto fatto per il nostro Paese e per la nostra regione – dove a lungo ha vissuto e lavorato – e che è da anni incarcerata da innocente da un regime che in questo modo costringe al silenzio il dissenso politico e di coscienza.

Djalali, medico e ricercatore, è un noto e stimato esponente della comunità scientifica internazionale. Il suo arresto risale all’aprile del 2016. Totalmente infondata è l’accusa (spionaggio). Attualmente è in corso una mobilitazione a livello internazionale (a partire dalla petizione lanciata da Amnesty International) perché la condanna a morte sia revocata e lo stato di detenzione cessi immediatamente.

Porto avanti a mia volta, con questi Ordini del Giorno (quello in Comune andrà in Aula, ex Articolo 93, in occasione della prossima seduta), le stesse richieste. Mi auguro che i colleghi Consiglieri votino compattamente a favore.

Salviamo il Natale degli ospiti delle strutture residenziali e dei residenti dei piccoli Comuni

Risparmiamo agli uni e agli altri un Natale di solitudine: permettiamo a migliaia di piemontesi di tornare a incontrare i propri familiari almeno per le feste.

Un Natale e un Capodanno all’insegna dell’isolamento: alla luce dell’attuale situazione pandemica e del DPCM attualmente in vigore rischiano di passare feste di sostanziale clausura sia gli ospiti delle strutture alloggio per persone con disabilità sia molti residenti dei piccoli Comuni del nostro territorio.

I Moderati sono pronti a sostenere ogni proposta sensata per garantire a migliaia di piemontesi il ricongiungimento familiare almeno per i giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno, purché in totale sicurezza.

Sono tante le strutture residenziali che, in questi mesi, hanno lanciato il loro allarme: alcuni degli ospiti non incontrano i familiari dallo scorso febbraio e le restrizioni del secondo lockdown hanno reso ancora più difficile la situazione. Per molte persone la solitudine è diventata ormai intollerabile. Gravi e talvolta gravissime sono le conseguenze psicologiche, specialmente sui soggetti più fragili.

Il Piemonte, settima regione italiana per numero di abitanti, è seconda in assoluto per numero di Comuni (1.181): il 90% di questi è sotto i 5mila abitanti. Data la conformazione  peculiare del nostro territorio, vi sono Comuni isolati di poche centinaia o talvolta di poche decine di abitanti. Sono sicuro che sia possibile trovare il modo di permettere a chi abita in un piccolo Comune di spostarsi di pochi chilometri per raggiungere i propri cari senza compromettere la sicurezza.

Il Ministero della Salute ha recentemente emesso una circolare per regolare l’accesso dei familiari delle persone con disabilità alle strutture che le ospitano: si attuino subito queste direttive.

App “IO”, abbiamo un problema: dove c’è Paola Pisano si verificano disastri

Il pessimo funzionamento dell’app cashback appena lanciata conferma la tendenza: dove c’è l’ex Assessora, ora Ministra dell’Innovazione, le cose non funzionano.

App “IO” appena lanciata: ma, nell’imminenza del debutto del sistema di cashback “extra” natalizio, sono già innumerevoli gli inconvenienti tecnici che gli utenti (a partire dallo scrivente) riscontrano. Qualcuno si stupisce? A che nome risponde l’attuale Ministra all’Innovazione?

Proprio lei, Paola Pisano. Quanto ieri succedeva alle Anagrafi di Torino, oggi si verifica a livello nazionale con la nuova applicazione cashback: intoppi su intoppi, problemi su problemi. Utilizzare la app dopo averla scaricata è di fatto impossibile.

Non si riescono ad aggiungere nuove carte di credito né bancomat. Non si contano i rallentamenti e i problemi di collegamento. Gli utenti ormai conoscono a memoria la seguente frase:

“Non è stato possibile cercare i metodi di pagamento, riprovare più tardi”.

Forse i propositi – di per sé condivisibili – di stimolare l’economia e di combattere l’evasione fiscale si sarebbero potuti perseguire con modalità tecnicamente migliori. Dopo aver affossato le Anagrafi cittadine, l’ex Assessora Pisano preferì “tagliare la corda”, sottraendosi alla prova del consenso dei torinesi. Ora la storia si ripete: cosa farà questa volta, in veste di Ministra?

Adesso permettete ai ragazzi con disabilità ospiti di strutture residenziali di riabbracciare mamma e papà

Il grido d’allarme di tante comunità alloggio del territorio: alcuni degli ospiti non incontrano i familiari dallo scorso febbraio. Ora, con il Piemonte che si appresta a diventare Zona Gialla e alla luce della circolare appena emessa dal Ministero della Salute, si trovi il modo di interrompere questo drammatico isolamento.

“Da domenica 13 dicembre il Piemonte sarà Zona Gialla”: prendiamo atto della sicurezza con la quale il Presidente Cirio riferisce questa notizia. Apprendiamo contemporaneamente che il Comitato Tecnico Scientifico del Ministero della Salute ha appena approvato una circolare che regola le visite dei familiari presso le strutture residenziali. A questo punto la Regione Piemonte e le ASL recepiscano immediatamente il testo ministeriale e definiscano le modalità tramite le quali le ragazze e i ragazzi con disabilità ospiti delle comunità alloggio possano finalmente tornare a incontrare i propri genitori. Molti di questi ragazzi non incontrano nessuno, familiari compresi, dallo scorso febbraio. La situazione si sta facendo drammatica. Le conseguenze di un isolamento così duro e così prolungato su persone con una disabilità intellettiva, fisica o sensoriale rischiano di essere gravissime, sia dal punto di vista psicologico sia dal punto di vista fisico. Si studino ambienti sicuri e protetti, per esempio sul modello delle camere degli abbracci, anche per le strutture residenziali dedicate alle persone con disabilità. Attualmente le procedure impediscono, di fatto, ogni tipo di incontro, salvo sottoporre l’ospite con disabilità a quarantene di settimane dopo ogni incontro. Chiediamo inoltre, come già previsto dalla circolare ministeriale per le RSA, test antigenici rapidi per i familiari in visita ai propri congiunti ospiti delle strutture.