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Tag: Silvio Magliano

Scendono in piazza gli imprenditori delle palestre (e hanno ragione)

Chi fa impresa in questo comparto è stato di fatto tagliato fuori dai ristori regionali, ha ricevuto le briciole dallo Stato e considera urgente una riforma del settore: sostengo convintamente queste istanze e me ne farò portavoce a Palazzo Lascaris. Flash mob programmato per lunedì 18 gennaio alle ore 15.30 in piazza Castello a Torino, mentre ipotizza una chiusura del settore almeno fino a marzo: il timore è che molte realtà non riaprano più.

Condivido senza mezzi termini le ragioni degli imprenditori e dei lavoratori del comparto delle palestre, del fitness e delle scuole di danza: la loro manifestazione è in programma in piazza Castello a Torino lunedì prossimo, 18 gennaio, alle ore 15.30, di fronte alla Regione Piemonte.

Le attività di questo tipo non sono mai davvero rientrate nei ristori regionali destinati allo sport (non tutte le palestre sono affiliate al CONI e dunque iscritte al registro delle Associazioni Sportive: urge una riforma nazionale del comparto). Irrilevanti sono i ristori statali ricevuti: “Non ci paghiamo neanche la tredicesima”, lamenta chi è impiegato nel settore. La maggior parte degli introiti si fanno nel periodo invernale: ecco perché una chiusura prolungata (fino a marzo e oltre) sarebbe semplicemente devastante.

Chi fa impresa in questo settore è stato oggettivamente e quasi completamente dimenticato dalle Istituzioni. Il Governo trovi una soluzione per sbloccare la situazione e pensi a una riforma dell’intero comparto sportivo. Il tema del diritto al lavoro o a un adeguato sostegno economico è alla base della giusta e pacifica manifestazione del prossimo lunedì. Alcune di queste attività sono fondamentali per chi deve seguire, per ragioni di salute, percorsi di riabilitazione. Non si escludono effetti anche vistosi di una così prolungata inattività fisica da parte di così ampie porzioni di popolazione. Mi farò portavoce in Consiglio Regionale delle istanze del settore: la Giunta non si scordi, di nuovo, delle palestre. 

INTERPELLANZA – Nonostante cinque anni di Cinque Stelle pare proprio che la salute non si acquisterà al supermercato

PREMESSO CHE

  • con la deliberazione del Consiglio Comunale n. 133 del 15 dicembre 2017 (mecc. 2017 06384) la maggioranza 5 stelle approvava una delibera della Giunta (proposta il 15 dicembre 2017) con oggetto “Progetto di rifunzionalizzazione della porzione di area sita in corso Bramante n. 15/17, presentato in data 13 novembre 2017 al protocollo edilizio dell’Area Edilizia Privata, volto ad ottenere permesso di costruire in deroga, per il parametro della destinazione d’uso, per la rifunzionalizzazione, mediante un intervento di ristrutturazione edilizia con cambio di destinazione d’uso, di parte di fabbricato esistente a destinazione produttiva e di porzione di palazzina uffici finalizzato all’insediamento di un’attività commerciale, media struttura di vendita, di metri quadrati 8482 di SLP (superficie lorda di pavimento, nda) e metri quadrati 2500 di superficie di vendita.”;
  • il provvedimento in oggetto è stato approvato con i soli voti della maggioranza 5 stelle (23 voti favorevoli, compreso quella della Sindaca);

RILEVATO CHE

  • il fabbricato in oggetto, che fino ad alcuni anni addietro ha ospitato una concessionaria FIAT e altri servizi e funzioni della stessa casa automobilistica, veniva ceduto ad un noto soggetto operante a livello nazionale nel settore della GDO, pur in presenza di un altro player insediato e operante da decenni anni nelle immediate adiacenze;
  • la scelta di questa Amministrazione, in totale incoerenza con quanto enunciato 5 anni fa in campagna elettorale in tema di valorizzazione e tutela del piccolo commercio di vicinato, ha suscitato l’attenzione e il conseguente sconcerto di molti cittadini;
  • alla questione di un eccesso di offerta commerciale di GDO (si tenga conto anche di un altro insediamento commerciale che sarebbe in costruzione presso l’area ex IFAS in corso Unione Sovietica angolo corso Sebastopoli), risolta da questa Amministrazione con una scelta a ulteriore discapito del piccolo commercio, non si possono che sommare i giustificati timori dei cittadini per i rischi di inquinamento atmosferico e di falda generati dagli ingenti interventi di rifunzionalizzazione dell’area in oggetto;
  • da quanto comunicato allo scrivente, pare che nell’area in oggetto sia stata rilevata la presenza di amianto e non si ha notizia certa circa la presenza o meno di altri fattori di rischio per la salute umana;
  • pare, inoltre, che il progetto definitivo preveda il tracciato di una pista ciclabile lungo il controviale nord di corso Bramante ove attualmente giacciono, autorizzati e in funzione, sia un compattatore di rifiuti sia un esercizio semovente di somministrazione;   

EVIDENZIATO CHE

  • la situazione ha suscitato l’attenzione di un cittadino che si è attivato presentando un’interpellanza (mecc. 2019 00523);
  • pare che il riscontro ricevuto non abbia alquanto soddisfatto l’interpellante ma sia servito per suscitare un moto di preoccupato interesse presso i residenti del quartiere;

CONSIDERATO CHE

  • al fine di avere un quadro più completo della situazione, lo scrivente ha recentemente domandato ai competenti uffici di avere copia della Determinazione dirigenziale n. 2125 del 7 luglio 2020 completa degli allegati (“Sito codice anagrafe 2652, Nocellara srl ex Concessionario FIAT, corso Bramante 15 – Torino. Approvazione analisi del rischio e progetto di messa in sicurezza permanente e relativa autorizzazione.”);
  • la documentazione è stata fornita con meritoria celerità e lo scrivente ne ha potuto dare lettura: stante la specifica natura tecnica degli argomenti svolti risulta utile la proposizione dei quesiti esposti nel seguente paragrafo;

INTERPELLA

Il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:

  1. se nel corso degli interventi di progettazione/rifunzionalizzazione del sito in oggetto sia stata riscontrata la presenza di amianto, idrocarburi o altre sostanze inquinanti e pericolose per la salute umana e, se sì, quali di essi e in quali quantità;
  2. quali siano i conseguenti rischi di inquinamento (atmosferico, falda o altro) e per la salute umana;
  3. se e quali tipi di prescrizioni siano state fornite per la corretta gestione di tali sostanze e per la messa in sicurezza;
  4. pur in considerazione di competenze in capo alla Città Metropolitana, se e quali azioni siano state o saranno svolte dalla Città per verificare la correttezza degli interventi di bonifica e per garantire la salute dei cittadini torinesi;
  5. se sia confermata, al termine dei lavori di rifunzionalizzazione del sito, l’intenzione di tracciare una pista ciclabile lungo l’asse del controviale nord di corso Bramante e come ciò vada a sintonizzarsi con la presenza di un compattatore per rifiuti e con un esercizio semovente di somministrazione.

INTERPELLANZA – Piano diagnostico terapeutico regionale

Premesso che:

• il Gruppo Italiano per la Lotta alla Sclerodermia (GILS) ha dato vita al “Progetto ScleroNet” in Lombardia, il quale punta alla creazione di una rete di collaborazioni professionali tra differenti strutture ospedaliere con
l’obiettivo di migliorare la cura e l’assistenza di tutti i malati affetti da sclerosi sistemica;
• tale progetto ha dato origine ad una rete integrata di unità operative ed ambulatori, riconosciuti come centri di alta specializzazione nel percorso diagnostico terapeutico per i pazienti affetti da sclerodermia;
• la sclerosi sistemica è una malattia cronica autoimmune del tessuto connettivo, difficile da diagnosticare e da seguire;
• in Piemonte i malati di sclerosi sistemica sarebbero circa 1.000;
• il Gruppo Italiano per la Lotta alla Sclerodermia (GILS) auspica la partenza del “Progetto ScleroNet” anche su Torino;

Rilevato che:

• nelle Regioni Lombardia, Liguria, Toscana, Marche è stato predisposto un Piano Diagnostico Terapeutico Regionale (PDTR) per l’assistenza e la cura dei pazienti sclerodermici, uniforme per tutte le strutture ospedaliere;
• in Piemonte è stato unicamente costituito, tra l’azienda ospedaliera-universitaria San Luigi Gonzaga di Orbassano, l’azienda ospedaliera Mauriziano e l’A.O.U. Città della Salute e della Scienza di Torino, un
“Gruppo Malattie Rare”, al cui interno vi è una identificazione della Sclerodermia con un Piano Diagnostico Terapeutico Aziendale (PDTA), nel quale confluiscono le unità operative che seguono i pazienti sclerodermici;

Considerato che:

• un Piano Diagnostico Terapeutico predisposto a livello aziendale è differente in ogni singola struttura ospedaliera;
• sarebbe preferibile predisporre anche in Piemonte, come nelle Regioni sopra citate, un Piano Diagnostico Terapeutico Regionale, uniforme per le varie aziende ospedaliere, al fine di rendere più omogeneo ed efficiente
il percorso di cura ed assistenza dei malati affetti da sclerosi sistemica;

INTERPELLA

la Giunta regionale per sapere se e con quali tempistiche la Regione Piemonte predisporrà un Piano Diagnostico Terapeutico Regionale,
in considerazione del significativo numero dei malati di sclerosi sistemica in Piemonte che necessitano di cure ed assistenza uniformi ed efficienti, alla stregua di quelli già operativi presso altre Regioni italiane.

Case ATC non assegnate: a Torino i numeri sono mostruosi

Ben 958 alloggi sfitti sul territorio comunale: un dato che, unito alla generale tendenza a sottovalutare il problema, fa schizzare il dato percentuale delle occupazioni abusive (108 a Torino, quasi il doppio rispetto a sei mesi fa). ATC è in clamoroso ritardo, manterrà alta l’attenzione affinché si rispettino le promesse di interventi efficaci.

Numeri mostruosi: 958 alloggi ATC sfitti sul territorio comunale. La base ideale per la crescita del fenomeno delle occupazioni abusive: fenomeno infatti in crescita a ritmi preoccupanti (61 casi a fine 2019, 99 ad aprile 2020, 108 oggi). Oggi ho portato nuovamente il tema in Consiglio Comunale con una nuova interpellanza: fin dal titolo scelto (“Occupazioni abusive e ATC: risalendo alle fonti della responsabilità”) ho voluto sottolineare l’obiettivo di arrivare a capire quale sia l’origine del problema. La risposta dell’Assessora Schellino è stata una serie di cifre impietose: su quasi mille unità abitative attualmente inutilizzate, solo 64 sono attualmente disponibili per le assegnazioni; dei restanti appartamenti, 546 necessitano di ristrutturazione e 283 non sono utilizzabili; di altri 65 alloggi recentemente disdettati non sono ancora state consegnate le chiavi. Le occupazioni abusive non nascono dal nulla, ma dalla disponibilità di appartamenti vuoti. Ecco come si arriva a situazioni come quella di corso Salvemini, di corso Racconigi o di via Bologna. È sottovalutando il problema, come si sta facendo da anni, che si arriva a non essere più in grado di controllarlo. I dati dicono che, su tre occupazioni, mediamente solo una è sventata con successo. Preoccupante anche l’andamento delle assegnazioni, con appena 48 assegnazioni nei primi 6 mesi del 2020 (erano state 339 in tutto il 2019). ATC è in clamoroso ritardo: non perda la sua funzione di soggetto che cerca di dare risposte ai cittadini. Le occupazioni abusive sono una piaga di questa città. Manterremo alta l’attenzione sul tema e mi assicurerò che alle promesse di rendere più efficiente la filiera della manutenzione e delle assegnazioni degli alloggi sfitti seguano i fatti.

Istituto Nazionale per l’IA, portiamolo a Torino: una proposta che sostengo con forza

Occasione da non perdere affinché la nostra città torni a essere un punto di riferimento a livello nazionale e non solo, creando sviluppo e attirando talenti: approvo senza mezzi termini la proposta lanciata da Don Luca Peyron.

Il nuovo Istituto Nazionale per l’Intelligenza Artificiale approdi a Torino: la nostra città può diventare una delle capitali di questo settore riacquistando così un ruolo strategico riconosciuto a livello nazionale e internazionale. Sostengo senza mezzi termini la proposta di Don Luca Peyron (Direttore della Pastorale Universitaria e Coordinatore dell’Apostolato Digitale di Torino), proposta che va nel senso dello sviluppo e della crescita e che potrà consentire a Torino di tornare ad attrarre talenti. La nostra città ha tutte le potenzialità e le infrastrutture per rappresentare una candidatura credibile. Le ricadute in termini occupazionali, di sviluppo e di prestigio sono facilmente immaginabili. Una proposta che, oltre tutto, va nel senso di una delle naturali vocazioni della nostra città, quella della ricerca tecnologica d’avanguardia. Mi metto a disposizione a mia volta per un progetto che sostengo, così come sostengo l’idea di avviare al più presto un tavolo di lavoro. Anche la politica è chiamata a rispondere: progetti di questo tipo vanno oltre gli schieramenti. Sono in gioco sviluppo, competitività e sostenibilità.

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