Skip to main content

Tag: Regione Piemonte

“La scuola torni in presenza”: giusto l’appello degli psicologi

Si riaprano le Aule, almeno per gli alunni più piccoli. Lo chiedono anche i Moderati. Nessun rischio sanitario negli spazi scolastici, come dimostrato da un recente studio: il principio di precauzione obbliga ora a limitare i danni psicofisici causati da un anno di didattica a singhiozzo. È grave che, di fronte a questa situazione, la Giunta Cirio non abbia voluto mettere fondi, come richiesto dai Moderati, sulla psichiatria infantile: la situazione di oggi avrà conseguenze domani, dovremo gestirle e avremo bisogno di risorse.

Scuole aperte subito. Questo l’appello dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte, al quale ci associamo come Moderati. Gli psicologi mettono esplicitamente in guardia contro il disagio psicofisico sempre più diffuso tra i ragazzi e sulle conseguenze della DAD sul medio-lungo periodo. Ci troveremo, in un futuro prossimo, a gestire le conseguenze di questo presente: ma, di fronte a questa situazione, la Giunta Cirio ha respinto tutte le proposte emendative dei Moderati, che chiedevano ulteriori 2,25 milioni a Bilancio sulla psichiatria infantile.

Non ci sono più ragioni per non tornare in presenza almeno dai Nidi alla Scuola Secondaria di primo grado. Anzi, non ci sono mai state: uno studio appena pubblicato dimostra che con c’è correlazione tra aumento dei contagi e didattica in presenza. Scuola, dunque, totalmente scagionata. Inequivocabile il risultato emerso dallo studio: la chiusura delle scuole non influisce minimamente sugli indici Kd ed Rt. A suggerire la riapertura delle scuole è dunque lo stesso principio di precauzione, che impone di agire affinché i danni psicofisici e gli effetti negativi del prolungamento della DAD in termini di apprendimento siano contenuti. Senza contare, naturalmente, la necessità di alleggerire la pressione sulle famiglie, da mesi alle prese con un quadro drammatico fatto di continue incertezze, con l’aggravante che per molte mamme lavoratrici e papà lavoratori ferie e permessi sono esauriti da un pezzo.

Vita indipendente, grazie ai Moderati 90mila euro in più su tre anni

Regione, risultato a favore delle persone con disabilità portato a casa con un nostro emendamento, accolto in Commissione da Maggioranza e Giunta (e votato dai colleghi di Minoranza, che ringrazio), al Bilancio di Previsione: per ogni anno dal 2021 al 2023 saranno disponibili 30mila euro in più per la piena autonomia delle persone con disabilità.

I progetti di vita indipendente potranno contare, per il triennio 2021-23, su 30mila euro in più ogni anno: un risultato importante portato a casa in Consiglio Regionale grazie a un nostro emendamento al Bilancio di Previsione. L’emendamento è stato accolto in Commissione da Maggioranza e Giunta (e votato dai colleghi di Minoranza, che ringrazio). Il risultato rappresenta un significativo passo avanti sulla strada dei diritti delle persone con grave disabilità. I progetti di “vita indipendente” sono finalizzati all’assunzione di assistenti personali che consentano alle persone con disabilità di raggiungere la piena autonomia. 

I progetti di “vita indipendente” hanno lo scopo di permettere alle persone con grave disabilità di intraprendere percorsi di vita autonoma nella propria casa. Le misure mirano a favorire l’autodeterminazione della persona in alternativa a soluzioni di istituzionalizzazione.

Torino non più sede principale dell’I3A? Chiederò conto in Aula

Di fronte alle voci che vorrebbero Torino non più indicata nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza come sede principale dell’Istituto per l’Intelligenza Artificiale (I3A), non ci limitiamo ad alzare la soglia di attenzione, ma intendiamo, come Moderati, chiedere conto in Aula sia in Comune con una richiesta di comunicazioni urgenti sia Regione in merito allo stato dell’arte.

Non possiamo perdere questa opportunità di crescita, che porterebbe a sfruttare al meglio per il nostro territorio, da tutti i punti di vista: per i giovani, per l’Università, per il Terzo Settore. La proposta di Don Luca Peyron (Direttore della Pastorale Universitaria e Coordinatore dell’Apostolato Digitale di Torino) è stata da noi sostenuta fin dal primo momento, nella certezza di importanti ricadute in termini occupazionali, di sviluppo e di prestigio.

Di nuovo in presenza, subito: la scuola dovrebbe essere l’ultima a chiudere e la prima a riaprire

Nessun rischio epidemiologico negli spazi scolastici: uno studio lo conferma. Chiediamo l’immediata riapertura almeno dai Nidi fino alla Scuola Primaria. Il principio di precauzione obbliga ora a limitare i danni psicofisici causati da un anno di didattica a singhiozzo. Il Presidente Cirio faccia sentire la propria voce in Conferenza Stato-Regioni in difesa di alunni e famiglie.

Scuole aperte, subito. Lo chiediamo a gran voce come Moderati, lo chieda il Presidente Cirio in sede di Conferenza Stato-Regioni. Non ci sono più ragioni per non tornare in presenza almeno dai Nidi alla Scuola Primaria. Anzi, non ci sono mai state: uno studio appena pubblicato dimostra che con c’è correlazione tra aumento dei contagi e didattica in presenza. Scuola, dunque, totalmente scagionata. Inequivocabile il risultato emerso dallo studio: la scuola è uno dei luoghi più sicuri rispetto al rischio di contagio. La chiusura delle scuole non influisce minimamente sugli indici Kd ed Rt. Se il rischio epidemiologico è scongiurato, ben diverso è il discorso per quanto riguarda i danni, che temiamo gravi, sulla salute psicofisica dei ragazzi, che da un anno fanno i conti con una didattica a singhiozzo che oscilla tra presenza (poca) e DAD (molta). A suggerire la riapertura delle scuole è dunque lo stesso principio di precauzione, che impone di agire affinché questi danni siano contenuti. Senza contare, naturalmente, la necessità di alleggerire la pressione sulle famiglie, da mesi alle prese con un quadro drammatico fatto di continue incertezze, con l’aggravante che per molte mamme lavoratrici e papà lavoratori ferie e permessi sono esauriti da un pezzo.

La Scuola in presenza non è responsabile del contagio: c’è la prova, ora si riapra

La conferma arriva da uno studio condotto sui dati relativi a 7,3 milioni di studenti: non c’è più ragione per non riprendere immediatamente le lezioni, dai Nidi almeno fino alle Medie. Basta didattica a distanza, si riprenda un rapporto personale e diretto tra insegnanti e allievi. Diamo finalmente un sollievo alle famiglie. Il Presidente Cirio si faccia portavoce, in sede di Conferenza Stato-Regioni, di questa necessità impellente.

Scuola scagionata su tutta la linea: non è responsabile del contagio. Lo conferma uno studio appena pubblicato (basato sui dati del Miur incrociati con quelli delle Ats e quelli della Protezione Civile), che smonta ogni ipotesi di correlazione tra diffusione dei contagi e lezioni in presenza è scongiurata. Forti di questa certezza, riapriamo immediatamente le scuole, a partire da Nidi, Materne e Scuola Primaria e almeno fino alla Scuola Secondaria di primo grado. Chiedo che il Presidente Cirio si faccia portavoce di questa esigenza in sede di Conferenza Stato-Regioni. Per troppo tempo i nostri alunni e studenti hanno pagato un prezzo troppo alto. Non possiamo più rimandare il ritorno a una formazione basata sul rapporto diretto, in presenza, con gli insegnanti: la DAD non può e non deve diventare la nuova “normalità”. Il tempo passato all’interno degli ambienti scolastici è sicuro: serve piuttosto un rinnovato e forte patto educativo tra Istituzioni e famiglie per assicurare comportamenti consoni anche fuori dall’orario e dagli spazi della scuola. Evitiamo, con il ritorno a scuola, che si allarghi ulteriormente la forbice tra le famiglie in grado di procurarsi dispositivi e connessione sufficienti e famiglie che non possono permetterselo. Veniamo incontro alle famiglie, per le quali l’incertezza sui bonus e l’impossibilità, per molti genitori, di chiedere ulteriori permessi hanno causato gravissime difficoltà in queste settimane e in questi mesi.