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INTERPELLANZA – Secondo un antico proverbio cinese un uomo è pronto per morire solo dopo aver fatto un figlio, scritto un libro e piantato un albero; lunga vita a tutti e chissà che gli alberi non ci possano salvare proprio dalla morte!

PREMESSO CHE

  • l’articolo 3 bis della legge n. 113 del 29 gennaio 1992 recava l’obbligo per il Comune di residenza di porre a dimora un albero per ogni neonato a seguito della registrazione anagrafica;
  • l’11 dicembre 1997 veniva redatto da più di 180 Paesi il Protocollo di Kyoto, un Trattato internazionale in materia ambientale riguardante il surriscaldamento globale;
  • il Trattato entrava in vigore il 16 febbraio 2005, dopo la ratifica da parte della Russia; a maggio 2013 gli Stati aderenti erano 192;
  • in attuazione del Protocollo di Kyoto, ratificato ai sensi della legge n. 120 del 1° giugno 2002, la Repubblica italiana ha riconosciuto il 21 novembre quale “Giornata nazionale degli alberi” al fine di perseguire, attraverso la valorizzazione dell’ambiente e del patrimonio arboreo e boschivo, le politiche di riduzione delle emissioni, la prevenzione del dissesto idrogeologico e la protezione del suolo, il miglioramento della qualità dell’aria, la valorizzazione delle tradizioni legate all’albero e la vivibilità degli insediamenti urbani;
  • la legge n. 10 del 14 gennaio 2013, recante “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani“, ha introdotto una serie di integrazioni e modificazioni alla legge n. 113 al fine di assicurare l’effettivo rispetto dell’obbligo, per il Comune di residenza, di porre a dimora un albero per ogni neonato;

RILEVATO  CHE

  • presso il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare è insediato il “Comitato per lo Sviluppo del Verde Pubblico”;
  • l’attività per l’attuazione della legge n. 10 del 2013 ha comportato l’adozione, da parte del Comitato, delle delibere n. 2 del 2014, nn. 16 e 17 del 2016, nn. 17 e 18 del 2017 (fonte Comitato per lo Sviluppo del Verde Pubblico – Relazione annuale – 2017);

CONSIDERATO CHE

  • a pagina 20 del “Programma di governo per la Città di Torino da realizzare nel corso del mandato 2016-2021” (mecc. 201603358) la forza politica alla guida dell’Amministrazione dichiarava che “la città di Torino presenta un patrimonio ambientale, territoriale e naturalistico elevati pur in un contesto fortemente urbanizzato, con enormi opportunità sul piano economico e sociale, ma anche grandi responsabilità nell’ambito della conservazione delle risorse. Vogliamo garantire il diritto alla salubrità, al silenzio e alla bellezza degli spazi della città, preservando l’ambiente e il territorio, quali beni di tutte e tutti. Vogliamo creare un sistema del verde e delle aree periurbane integrate in un sistema unico della città, che sia fruibile da bambini, bambine e adulti e che aiuti a migliorare la qualità della vita di tutti” …”Il coinvolgimento della comunità cittadina tramite la partecipazione attiva e l’ascolto sarà l’elemento imprescindibile per il raggiungimento degli obiettivi comuni”;

INTERPELLA

Il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:

  1. quanti siano i nati registrati nel territorio cittadino, e quanti i minori adottati, negli anni 2015-2016-2017;
  2. quante siano state le piantumazioni di alberi a seguito dei nuovi nati e degli adottati in riferimento al periodo indicato nel punto precedente;
  3. se l’Amministrazione ritenga soddisfacente il rispetto del timing per la piantumazione di nuovi alberi a seguito di nuove nascite/adozioni di minori;
  4. se e come l’Amministrazione stia predisponendo il lavoro degli uffici per la redazione del “bilancio arboreo” e se sia possibile ricevere una relazione parziale in merito all’attività fino ad oggi svolta dalle Direzioni/Settori interessati.

Silvio Magliano