
Economia sociale: confronto tra profit e non profit motore di sviluppo
Alla Cavallerizza Reale, nella Giornata Mondiale della Giustizia Sociale, ho partecipato a “Business, Social, One Vision”, promosso da Torino Social Impact con Camera di commercio di Torino, ITC – International Training Centre of the ILO e Global Coalition for Social Justice. Un’occasione utile per riflettere sul ruolo dell’economia sociale in una fase in cui competitività e coesione non possono più essere pensate separatamente.
Nel mio intervento ho voluto partire dal lavoro concreto fatto in questi anni da associazioni, cooperative e volontari. Donne e uomini che spesso hanno intercettato bisogni prima delle istituzioni, costruendo risposte nei territori e rafforzando comunità. Il Terzo Settore piemontese ha compiuto un percorso di maturazione evidente: maggiore capacità gestionale, attenzione alla rendicontazione, competenze per dialogare con le istituzioni e con l’Europa. Questo patrimonio non è solo sociale, è anche economico. E dimostra che il confronto tra profit e non profit non è un compromesso, ma una necessità per rendere più solido l’intero sistema.
Per questo ho ribadito la necessità di dotare il Piemonte di una legge regionale sull’economia sociale, costruita insieme a chi opera ogni giorno in questo ambito. Un quadro chiaro che definisca confini e strumenti, evitando che l’etichetta di “economia sociale” venga usata in modo generico. Al centro deve esserci la misurazione dell’impatto: ogni euro investito deve poter dimostrare quale valore produce per la comunità. Solo così l’economia sociale può diventare un pilastro stabile delle politiche regionali e dello sviluppo del territorio.