
Chi lavora non ricade nei reati: approvato il mio OdG per l’estensione della Legge Smuraglia
L’Aula si è espressa all’unanimità a favore del mio atto che impegna la Giunta a farsi promotrice presso il governo di un ampliamento delle misure previste dalla Legge.
Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato all’unanimità il mio Ordine del Giorno che impegna la Giunta regionale a farsi promotrice presso il Governo di un ampliamento delle misure previste dalla Legge Smuraglia, estendendo le agevolazioni per l’assunzione anche alle persone in affidamento in prova al servizio sociale, in detenzione domiciliare, in semilibertà e ai destinatari delle pene sostitutive introdotte dalla riforma Cartabia.
L’atto nasce dalla consapevolezza che il lavoro rappresenti uno degli strumenti più efficaci per favorire il reinserimento sociale e ridurre il rischio di recidiva. Oggi, infatti, le agevolazioni contributive e fiscali previste dalla Legge Smuraglia (fino a 520 euro per ogni persona detenuta assunta) sono riconosciute alle imprese che assumono detenuti e internati, ma non a chi impiega persone già inserite in percorsi di esecuzione penale esterna, pur trovandosi queste ultime nella fase più avanzata del percorso di rientro nella società.
Con questo provvedimento chiediamo di superare una situazione che oggi penalizza percorsi di reinserimento già avviati e che meritano invece di essere sostenuti.
Chi sta espiando la pena attraverso misure alternative o pene sostitutive continua a essere sottoposto a precisi vincoli e controlli, ma allo stesso tempo dimostra la volontà di ricostruire il proprio futuro nel rispetto delle regole. Favorire l’accesso al lavoro significa offrire una concreta opportunità di riscatto, aumentare la sicurezza collettiva e rafforzare una cultura della responsabilità e del reinserimento che è nell’interesse di tutta la comunità.
L’estensione dei benefici della Legge Smuraglia può rappresentare uno strumento concreto per incentivare le assunzioni, valorizzare le misure di esecuzione penale esterna e accompagnare il percorso di inclusione sociale di migliaia di persone, contribuendo a rendere più efficace il sistema delle pene alternative e delle misure previste dalla riforma della Giustizia.