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Questa Giunta non è in grado di sostenere adeguatamente le categorie più fragili: persone con disabilità, anziani, famiglie

Discussione, questa mattina in Commissione, sul Bilancio di Previsione finanziario 2021-23 relativamente alle politiche sociali: le risorse allocate non sono sufficienti per le persone con disabilità o particolari patologie, per gli anziani, per le famiglie e per le povertà nuove e strutturali. I Moderati si batteranno con proposte ed emendamenti per ottenere – dalla domiciliarità al sostegno per la genitorialità – un aumento dei fondi.

La Giunta Cirio non è evidentemente in grado di garantire a bilancio adeguate risorse economiche per il sostegno di quei settori che in questo momento sono centrali e più colpiti dalla crisi: le povertà strutturali, le nuove povertà, le persone con disabilità, gli anziani, la famiglia (tema, quest’ultimo, più volte sbandierato da questa Giunta: ci saremmo aspettati, dunque, un ben diverso impegno). Pur prendendo atto di alcuni aumenti rispetto al Bilancio Previsionale, riteniamo che le risorse siano oggettivamente insufficienti a far fronte al grande dramma che i soggetti più fragili della nostra regione stanno vivendo. Come Moderati faremo di tutto in Commissione e in Consiglio, con proposte ed emendamenti, per ottenere risorse congrue e quantitativamente adeguate a sostenere famiglie, anziani, persone con disabilità.

Almeno fino alle Medie teniamo aperte le Scuole

Mamme e papà che lavorano hanno ormai esaurito ferie e permessi. Si faccia di tutto, ricorrendo il più possibile alla dipartimentazione, per evitare lo stop, almeno per Nidi, Materne, Scuola Primaria e Secondaria di I Grado. Le famiglie non possono rimanere nell’incertezza: evitiamo che debbano ricorrere a permessi non retribuiti o all’aiuto di nonne e nonni, i più vulnerabili per età. La didattica sia in presenza quanto più possibile.

In queste ore il Presidente Cirio dovrà decidere che cosa fare alla luce del nuovo DPCM: siamo come Moderati estremamente preoccupati dalla possibilità di una chiusura delle Scuole di ogni ordine e grado a partire da lunedì. Si faccia di tutto per preservare l’attività didattica in presenza almeno dai Nidi alla Scuola Secondaria di I Grado, ricorrendo il più possibile alla dipartimentazione e intervenendo piuttosto, quando la situazione lo richiede, a livello locale. La situazione è tanto drammatica quanto chiara: i genitori hanno esaurito permessi e ferie e rischiano di trovarsi nella condizione di scegliere se rinunciare al lavoro o chiedere sostegno a nonne e nonni, per i quali il contagio è più pericoloso. Ci sono aziende che non sono più disposte a fare concessioni in termini di permessi. Spero che nessuno si aspetti davvero che le famiglie prendano dal lavoro permessi non retribuiti, con un ulteriore contraccolpo economico dopo mesi davvero drammatici. Non possiamo lasciare ancora le famiglie nell’incertezza. L’istruzione e la formazione passano anche attraverso l’interazione interpersonale in presenza, a maggior ragione per gli scolari più piccoli.

L’ex Circolo Ettore Valli è da troppi anni una macchia su un’area che sta cercando di cambiare volto

Prendiamo atto con dispiacere che la situazione di stallo continua.

L’ex Circolo Ettore Valli è da troppi anni una macchia di degrado in un’area cittadina che, al contrario, negli ultimi tempi sta cambiando, con investimenti anche importanti, il proprio volto. C’è inoltre un rilevante portato storico e culturale da difendere. L’area deve tornare a disposizione della cittadinanza e della collettività, nell’assoluto rispetto delle norme e delle regole della civile convivenza. Questo compito – ormai è chiaro – passerà in eredità alla prossima Amministrazione, non essendo stato portato a termine da questa Giunta.

Lungo Dora Napoli, Santa Giulia e altrove: impedire ai minimarket di comportarsi come bar da asporto aperti fino a tarda sera

Il Comune intervenga in deroga per anticipare – in zone cruciali della città – la chiusura di quelle attività che vendono birre e altri alcolici da frigo ben oltre l’orario di chiusura di bar e locali: evidente il rapporto di causa-effetto con assembramenti (che talvolta degenerano in risse) e abbandoni di vetro (per esempio sul Lungo Dora Napoli). Presenterò un’interpellanza in Comune.

Chiederò con un’interpellanza all’Amministrazione di intervenire in deroga e anticipare la chiusura – in zone come Aurora o Santa Giulia – di quelle attività che, in teoria presentandosi come minimarket, in pratica svolgono la funzione di distributori di bevande alcoliche fredde da asporto aperti 24 ore su 24 o quasi. Molte di queste attività sono veri e propri epicentri di degrado. Attorno a questi esercizi si formano, fino alle ore piccole della notte, assembramenti che talvolta degenerano in risse (vedi quanto successo domenica in zona Aurora). I vetri delle bottiglie – birra, superalcolici, vino – sono poi abbandonati a terra o direttamente nel fiume (vedi ancora Lungo Dora Napoli). La chiusura anticipata in alcune zone della città o comunque il divieto di vendere bevande da frigo dopo l’orario di chiusura dei normali esercizi di somministrazione sono misure necessarie. Presenterò, sul tema, un’interpellanza in Sala Rossa.

Vaccinare o curare? Non è accettabile arrivare al punto di dover scegliere

La curva epidemica cresce, le patologie non COVID non sono scomparse per magia, la campagna vaccinale deve accelerare: evitiamo che si scateni la “tempesta perfetta”. Il personale sanitario è già attualmente sotto pressione, urge coinvolgere medici di base e farmacisti per i vaccini: appena discusso in Consiglio Regionale il mio Question Time sull’argomento.

Non vogliamo arrivare al punto di dover scegliere se vaccinare contro il COVID-19 o curare i cittadini piemontesi. Mentre i reparti COVID stanno per riaprire in molti dei nostri Ospedali, la campagna vaccinale è in corso e anzi deve accelerare; inoltre, le patologie non COVID non sono improvvisamente scomparse ed è nostro dovere continuare a curare le persone che ne sono affette. Evitiamo che si scateni la “tempesta perfetta” in una fase nella quale la curva epidemica sta salendo e nella quale la campagna vaccinale è in corso e anzi deve accelerare. Ho portato il tema in Consiglio Regionale con un Question Time, per chiedere un aumento delle risorse disponibili. Il personale in arrivo da Roma non è sufficiente e il piano Arcuri presenta carenze evidenti (sarebbero dovuti arrivare in Piemonte mille tra medici e infermieri promessi:ne abbiamo visti 250). La Regione per prima deve fare la propria parte: ai medici di base non è ancora stato consentito di somministrare il vaccino nei rispettivi studi (a differenza, per esempio, di Emilia Romagna e Lazio) e gli stessi farmacisti, con i quali la Regione Piemonte aveva firmato un accordo a gennaio, attendono indicazioni. L’Assessore Icardi ha espresso l’intenzione coinvolgere anche personale in pensione, specializzandi e Volontari. Vigileremo sui vari fronti.