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Assurdità torinese: al mercato vendi prodotti alimentari confezionati o freschi? La risposta conta poco, di Tari comunque paghi (quasi) uguale

 

Anomalia nell’anomalia per la città con la tariffa-rifiuti più salata d’Italia.

Ci sono due commercianti che gestiscono due banchi adiacenti in un mercato cittadino di Torino: il primo vende scatole di caramelle, il secondo ortofrutta. A fine giornata, quale dei due stalli necessita di maggiore pulizia da parte dell’Amiat?

La domanda è chiaramente retorica e la risposta è (o dovrebbe essere) ovvia e lampante. Eppure, attualmente, un ambulante che, nei mercati della nostra città, vende derrate alimentari confezionate paga la stessa tariffa-rifiuti di commercianti di altre categorie alimentari. Ho portato la questione in Consiglio Comunale questo pomeriggio: ma la Giunta, “per equità e per non penalizzare chi produce più rifiuti”, non intende introdurre nuove sotto-categorie all’interno dell’insieme degli “alimentari”.

Mi sembra che si stia confondendo l’equità con un principio molto diverso, quello del proverbiale “mal comune mezzo gaudio”. Chi vende cibi confezionati produce gli stessi rifiuti (carta e plastica) di chi vende, per esempio, abbigliamento e tuttavia paga come se vendesse ortofrutta.

Spero che per il prossimo futuro si vogliano studiare nuove modalità di tariffazione che tengano conto non solo della  quantità ma anche della tipologia di rifiuti prodotti. Un principio già considerato pacifico per esempio per quanto riguarda la raccolta differenziata dei rifiuti privati. Molti ambulanti che vendono prodotti alimentari confezionati hanno una percezione di mancata equità dell’attuale sistema di tariffe. Auspico che si trovi in tempi ragionevoli una nuova ed  modalità efficace modalità di calcolo delle tariffe, che, per principio, dovrebbero essere calibrate rispetto alle reali esigenze. E invito a una riflessione soprattutto per quanto riguarda le inefficienze in fase di raccolta: è evidente che, ora come ora, a inefficienza operativa corrispondono tariffe alle stelle.