
Tav, avanti senza ritardi: sviluppo, lavoro e futuro del Piemonte
La Torino-Lione rappresenta una delle infrastrutture strategiche per il futuro del Piemonte e per il rafforzamento dei collegamenti europei lungo l’asse Est-Ovest. A pochi mesi dall’avvio dello scavo del tunnel di base sul fronte italiano, il Consiglio regionale ha approvato un Ordine del Giorno presentato congiuntamente dai Gruppi di Maggioranza a sostegno del completamento dell’opera. Una posizione che ho condiviso insieme a Carlo Riva Vercellotti di Fratelli d’Italia, Paolo Ruzzola di Forza Italia e Fabrizio Ricca della Lega.
La realizzazione della nuova linea consentirà di trasferire una parte significativa del traffico merci dalla strada alla ferrovia, evitando il passaggio sulle strade alpine di fino a un milione di mezzi pesanti all’anno e riducendo le emissioni di circa un milione di tonnellate di CO2. A settembre 2026 risultano già scavati circa 49,5 chilometri dei 164 chilometri complessivi di gallerie previsti. La relazione 2025 della Valutazione di Impatto sulla Salute non ha inoltre evidenziato variazioni dello stato di salute della popolazione della Valle di Susa riconducibili alla presenza dei cantieri.
Il dissenso rispetto alla Tav è un diritto, ma non può trasformarsi in violenza, intimidazioni o devastazioni. Gli attacchi ai cantieri, i lanci di pietre e gli incendi verificatisi durante le manifestazioni rappresentano episodi da condannare senza esitazioni. Allo stesso tempo è necessario che il centrosinistra, e in particolare il Partito Democratico, chiarisca definitivamente la propria posizione sul completamento dell’opera, superando ambiguità e contraddizioni che continuano a emergere sul territorio.
Dopo oltre trent’anni di accordi, la Torino-Lione non può essere rimessa in discussione per ragioni di convenienza politica. Il nostro sostegno riguarda il completamento dell’intero progetto, tanto della tratta internazionale quanto di quella nazionale, compreso il collegamento Buttigliera Alta-Orbassano, fondamentale per rafforzare il ruolo dello scalo come polo della logistica internazionale, e la stazione internazionale di Susa, presidio importante per la piena integrazione della Valle. Piemonte e Italia devono rispettare gli impegni assunti in Europa e procedere senza ulteriori ritardi.