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Piossasco Giochi e Fumetti, quando il gioco crea comunità

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Sabato 12 e domenica 13 settembre, al Centro Polifunzionale Il Mulino di Piossasco, tavoli da gioco, fumetti, incontri e attività hanno riunito persone di età diverse. Un bambino che scopre un nuovo gioco, due persone che si siedono allo stesso tavolo senza conoscersi, una famiglia che passa qualche ora insieme: è anche da situazioni semplici come queste che possono nascere relazioni, amicizie e comunità. Ed è proprio questo uno degli aspetti che più mi ha colpito di Piossasco Giochi e Fumetti 2026.

Ho conosciuto gli organizzatori alcuni mesi fa, quando sono venuti a trovarmi nel mio ufficio. Persone di età diverse, accomunate dalla stessa passione e dalla volontà di costruire qualcosa per gli altri. Ritrovarli oggi, insieme a bambini, ragazzi, genitori e persone più anziane, conferma ancora una volta quanto il volontariato possa fare: trasformare un’idea in un’occasione concreta di incontro e partecipazione.

La manifestazione non è stata però soltanto divertimento. Il gioco può diventare anche uno strumento educativo e un punto di partenza per affrontare temi complessi come la ludopatia, il fenomeno degli hikikomori e il rapporto con le tecnologie. Questioni che riguardano da vicino soprattutto i più giovani e sulle quali servono attenzione, consapevolezza e capacità di accompagnare, senza limitarsi ai divieti.

Per questo considero esperienze come Piossasco Giochi e Fumetti importanti per il territorio e continuerò a sostenerle. Perché creano spazi nei quali le persone si incontrano, condividono passioni e costruiscono qualcosa insieme. Luoghi nei quali il “noi” smette di essere soltanto una parola e diventa qualcosa di concreto.