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Subito un piano di garanzia sanitaria per i pazienti con problematiche uditive

Faccio mie le richieste di diverse Associazioni del territorio: anche in questa fase di emergenza sia garantita la continuità terapeutica per i pazienti con ipoacusia. Ho presentato in Consiglio Regionale un’interrogazione sul tema.

I servizi essenziali ospedalieri e ambulatoriali territoriali non dovrebbero interrompersi neppure in questa fase di massima emergenza COVID, nella quale molte attività sono già state ridotte o sospese. Questo deve valere anche per quanto riguarda l’ipoacusia. È necessario e urgente un piano di garanzia sanitaria per i pazienti con problematiche di questo tipo. Faccio mio l’appello lanciato alla Regione Piemonte da diverse Associazioni (Ciao ci sentiamo, APIC Associazione portatori impianto cocleare, Fiadda Piemonte, Istituto dei sordi di Torino, FederAnziani). Interrompere l’attività di presa in carico dei pazienti con patologie dell’udito porta con sé gravi conseguenze, specialmente nei soggetti più fragili. Occorre non soltanto preservare la salute, ma anche allontanare il rischio di isolamento sociale spesso connesso ai problemi uditivi, in una fase già di per sé non favorevole alle relazioni interpersonali, così come è importante prevenire le altre possibili conseguenze (decadenza cognitiva, depressione e aumento del rischio di demenza tra le altre) dell’abbassamento dell’udito. Ho presentato in Consiglio Regionale un’interrogazione urgente per chiedere che, anche in tempi di emergenza COVID, sia garantita la continuità dell’attività clinica ambulatoriale, con un particolare focus sull’attività ordinaria di screening, mappatura e controllo di impianti cocleari e apparecchi acustici.

ipoacusia, Regione Piemonte, Sanità

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