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Subito vaccino anti-COVID per chi lavora negli studi odontoiatrici

Faccio mie le richieste del Tavolo Tecnico sull’Odontoiatria e dell’Ancod: solo garantendo ai membri dei team la possibilità di accedere alla copertura vaccinale si può garantire assoluta sicurezza a professionisti e pazienti. Mi farò portavoce di questa istanza in Consiglio Regionale. Nella nostra regione sono attivi oltre 4mila odontoiatri e oltre 5mila altri professionisti che lavorano negli studi.

Gli odontoiatri (oltre 4mila in Piemonte) lavorano quotidianamente a stretto contatto con i pazienti: garantire loro il vaccino è dunque prioritario. Sostengo convintamente la posizione espressa, in questo senso, dal Tavolo Tecnico sull’Odontoiatria e da Ancod (Associazione Nazionale dei Centri Odontoiatrici). L’accesso al vaccino si deve estendere a tutti i membri dei team che operano negli ambulatori odontoiatrici (oltre agli odontoiatri, sono oltre 5mila sul territorio regionale i professionisti attivi presso gli studi). Porterò avanti queste giuste richieste in Consiglio Regionale, nella convinzione che solo così si possa garantire la maggior sicurezza possibile per professionisti e pazienti. Da sempre il personale, medico e non medico, degli studi odontoiatrici è attivo a stretto contatto con i pazienti per garantire la salute e il benessere dei cittadini.

Tragedia al Valentino: nei nostri parchi la mancanza di sicurezza è un problema grave

Tema portato all’onore delle cronache dalla drammatica scomparsa dell’Avvocato Luca Zambelli, ma casi di difficoltà a procedere per i mezzi di soccorso a causa dei dissuasori si sono già verificati in un passato anche recente (due volte per esempio la scorsa estate): ho appena presentato un’interpellanza, in Consiglio Comunale, per chiedere più attenzione all’accessibilità, alla videosorveglianza, alla disponibilità di defibrillatori e di postazioni SOS presso le aree verdi di Torino.

Che i mezzi di soccorso non siano stati in grado di raggiungere, al Valentino, un cittadino colto da malore è un fatto gravissimo: è quanto successo nella mattina di domenica scorsa, per la mancata apertura di uno dei varchi elettronici. L’episodio ha avuto esito drammatico, con la morte di Luca Zambelli, avvocato. Non è la prima volta che, nell’urgenza di sbloccare i varchi, nessuno risponda alle chiamate dei soccorritori: a mia conoscenza, due casi si sono verificati solo nel corso dell’estate scorsa.

Il tema della sicurezza dei nostri parchi emerge in tutta la sua urgenza. Ho appena presentato un’interpellanza in Consiglio Comunale per chiedere dati puntuali sullo stato attuale della videosorveglianza presso i maggiori parchi cittadini, sulla disponibilità di punti di soccorso dotati di defibrillatori e postazioni per la chiamata dei soccorsi. Urge inoltre una mappatura delle barriere, artificiali e non, che potrebbero ostacolare l’arrivo dei mezzi di soccorso. Chiederò infine chi e come possa azionare, in caso di necessità imminente, i pilomat e le altre barriere mobili all’ingresso dei parchi cittadini.

Torno, con questo atto, a occuparmi di sicurezza nei parchi cittadini, dopo una prima interpellanza discussa ad aprile 2017. Secondo le ricostruzioni giornalistiche della vicenda, i mezzi di soccorso si sarebbero trovati nell’impossibilità di accedere al parco a causa dei dissuasori mobili attivi. I primi soccorritori avrebbero vanamente cercato nel parco una postazione di soccorso dotata di defibrillatore. L’avvocato Zambelli è stato colto da infarto mentre svolgeva attività motoria.

Case ATC occupate: da Regione e Comune parole tante, fatti pochi

Nel giorno del roboante annuncio dell’Assessore Caucino (“Casa, prima i piemontesi”), la risposta dell’Assessore Schellino in Consiglio Comunale alla mia interpellanza su via Bologna 267 è ancora una volta desolante: scarsa la nostra capacità di prevenire il fenomeno delle occupazioni abusive, così come di contrastarlo. Sono preoccupato in vista della devastante crisi economica che seguirà la pandemia.

Da un paio di giorni i camper e i furgoni che da mesi costituiscono un accampamento improvvisato al civico 267 di via Bologna sono “magicamente” spariti, ma il problema persiste: resta la paura dei residenti, insultati e intimiditi, restano i furti nelle cantine, restano gli appartamenti occupati, restano gli spazi comuni utilizzati talvolta addirittura come luogo di lavoro (qualcuno ha allestito una sorta di officina a cielo aperto). A poche ore dalle roboanti dichiarazioni dell’Assessore Regionale Caucino, che definisce “quasi pronta” la nuova legge regionale sulla casa che garantirà un alloggio “prima ai piemontesi“, l’Assessore Schellino, in Comune, risponde con le solite formule trite e ritrite ai miei quesiti: “non risultano situazioni di particolare degrado“, “abbiamo invitato le persone a comportamenti più consoni“, “stiamo portando avanti azioni di mediazione“.

Nulla di nuovo neanche sul fronte dell’abbandono scolastico, con il solito ricorso alla scusa della pandemia per “giustificare” la mancata presenza a lezione da parte dei minori tenuti a frequentare la scuola dell’obbligo. Fatto, quest’ultimo, particolarmente preoccupante, dal momento che soltanto la scuola può garantire gli strumenti necessari a diventare adulti e cittadini consapevoli e liberi.

Quella delle occupazioni abusive di alloggi ATC resta un’emergenza non risolta (siamo ora a quota 159, 68 casi in più da marzo in avanti) e si conferma scarsa la nostra capacità di intervenire una volta che un’unità abitativa è stata occupata. Il dato è preoccupante in assoluto e in vista della gravissima crisi economica che durerà ben oltre la fine della pandemia: di fronte a tutto questo, per ora, da Regione e Comune arrivano più parole che fatti.

Scandaloso: via Morandi sacrificata sull’altare del bilancio

Addio alla storica sede della Municipale a Mirafiori Sud: già concluso il trasferimento in via Pinchia, che resta l’unica sede sull’intera Circoscrizione 2. Questa Giunta abbandona ancora una volta le periferie pur di risparmiare qualche euro. Nodi che restano da sciogliere: quale futuro per i vecchi locali? Quanto costerà la ristrutturazione dei nuovi?

La Giunta Appendino calpesta per l’ennesima volta le periferie di Torino. Ultimo episodio della serie: Mirafiori Sud dice addio, definitivamente, alla sede della Municipale di via Morandi. Ora il vastissimo territorio della Circoscrizione 2 dovrà accontentarsi di una sola sede, quella di via Pinchia, i cui locali versano attualmente in condizioni tali da richiedere interventi di ristrutturazione immediati. Se per via Morandi si erano ipotizzati interventi per 750mila euro, quanto dovremo spendere per la nuova sede? Sono molto preoccupato per l’operatività quotidiana (come gestiremo le segnalazioni in arrivo dal territorio della ex Circoscrizione 10? Andranno in coda rispetto a quelle della 2?) e sono altrettanto preoccupato per il quartiere Mirafiori Sud, che paga anni di errori, a partire dall’accorpamento delle due Circoscrizioni. Dopo il comando dei Carabinieri, sportelli bancari, poste e altri servizi, Mirafiori Sud dice oggi ufficialmente addio all’ennesimo servizio e all’effetto deterrente che garantiva. A verbale la Sindaca ha creduto di dover ribadire l’ovvio, cioè che in zona l’attività della Municipale resterà invariata. Quale sarà la nuova destinazione per la struttura di via Morandi, invece, ancora non è dato sapere. I Cinque Stelle, a parole fautori del policentrismo, hanno dimostrato per l’ennesima con i fatti il loro totale disinteresse per le periferie.

Dalla parte di chi manifesta perché la scuola torni in presenza

Poco fa davanti a Palazzo Civico il sit-in di “Dalla parte dei ragazzi” e di “A scuola” per chiedere il rientro in classe anche degli studenti delle Superiori: condivido le ragioni della manifestazione, prolungare ulteriormente la DAD rischia di risolversi in danni ancora più gravi per i nostri ragazzi.

Ancora per questa settimana, niente riapertura delle Scuole Secondarie di secondo grado. E chissà che cosa ci attende per il futuro. Mi associo alle richieste di “Dalla parte dei ragazzi” e di “A scuola”, che hanno manifestato di fronte a Palazzo Civico, poco fa, per chiedere un pronto ritorno a scuola in presenza e in massima sicurezza. Tornare a una socialità quotidiana e a un rapporto diretto con insegnanti e compagni di studi è ormai un’urgenza assoluta, in particolar modo per gli studenti adolescenti. I danni, psicologici e fisici, del prolungarsi della modalità a distanza della didattica sono ormai un fatto pacifico e riconosciuto dagli esperti: non solo mal di testa e bruciore agli occhi, ma anche elementi preoccupanti di malessere e disturbi psicologici, con riduzione della capacità di apprendimento. Se oggi le scuole sono ancora in parte chiuse è anche per colpa del tempo perso e delle occasioni mancate dalla politica. Gli studenti dai 14 ai 18 anni pagano il prezzo più alto, così come le loro famiglie, di questa situazione. Da convinto sostenitore della didattica in presenza, continuo a parlare di occasione persa. L’unica cosa che mi interessa è il futuro dei nostri giovani, vero e unico capitale del nostro Paese.

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Al centro della visione politica della lista civica per la quale mi sono candidato ci sono la persona, la libertà e la dignità di ogni essere umano, la centralità della famiglia e del lavoro, la solidarietà sociale e il rispetto per l’ambiente.

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