
Lago Nero 2026, 145 soccorritori per mettere alla prova il sistema della Protezione Civile
L’esercitazione “Lago Nero 2026”, tra Claviere e Cesana Torinese, ha riunito 145 soccorritori in uno scenario complesso di ricerca e soccorso in alta quota, mettendo fianco a fianco istituzioni, forze dell’ordine e volontariato. Tra loro 95 volontari appartenenti a 13 organizzazioni del Terzo settore, impegnati insieme con Prefettura, Vigili del Fuoco, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Comuni e tutte le altre realtà coinvolte.
Questa esercitazione dimostra quanto sia importante costruire il coordinamento prima che arrivi un’emergenza reale. Prepararsi significa conoscere procedure e strumenti, ma soprattutto imparare a conoscersi, condividere linguaggi, competenze e modalità di intervento. È un lavoro che richiede tempo, formazione e continuità e che rappresenta uno degli elementi fondamentali per rendere più efficace l’intero sistema di Protezione Civile.
Per me questa esperienza ha anche un significato particolare, perché affonda le sue radici in un percorso avviato molti anni fa all’interno della Commissione di Protezione Civile di Vol.To, con l’obiettivo di creare occasioni concrete nelle quali associazioni e volontari potessero incontrarsi, formarsi e imparare a operare insieme. Vedere oggi quel percorso crescere fino a un’esercitazione di questa dimensione, realizzata in collaborazione con la Prefettura e con tutte le componenti istituzionali del soccorso, conferma il valore di quella scelta.
Il cuore di tutto restano però i volontari: donne e uomini che mettono gratuitamente a disposizione tempo, competenze, professionalità ed energie per il bene della comunità. Dietro una giornata come questa ci sono ore di formazione, prove, preparazione e disponibilità personale, spesso lontano dai riflettori.
È proprio questo lavoro continuo che consente a un territorio di essere davvero pronto quando serve. “Lago Nero 2026” non è quindi soltanto un’esercitazione, ma la dimostrazione concreta di quanto investire nelle relazioni, nella formazione e nel coordinamento significhi rafforzare la capacità di risposta dell’intera comunità.









