
Da un abbraccio a una comunità: a Grugliasco i trent’anni de L’Isola che non c’è
A Grugliasco “L’Isola che non c’è” ha celebrato trent’anni di attività, trent’anni in cui un’intuizione nata dall’esperienza diretta di una famiglia è diventata un punto di riferimento per tante persone, per chi vive una condizione di disabilità e per chi ogni giorno è al loro fianco.
Tutto è cominciato da un gesto semplice e potentissimo: l’abbraccio tra mamma Marisa e sua figlia Filomena davanti agli spazi che sarebbero poi diventati la casa dell’associazione. Dentro quell’abbraccio c’erano un bisogno concreto, una speranza e una scommessa sul futuro. Oggi possiamo vedere quanto quella scommessa abbia generato nel tempo: accoglienza, relazioni, sostegno alle famiglie, volontariato e soprattutto una comunità capace di non lasciare sole le persone.
Esperienze come questa rappresentano anche un patrimonio da cui le istituzioni devono saper imparare. Quando si parla di disabilità, infatti, non bastano risposte standardizzate o interventi che arrivano soltanto quando un problema è già diventato un’emergenza. Servono ascolto, prossimità e la capacità di costruire percorsi che mettano al centro la persona, la sua autonomia e la sua qualità della vita, accompagnando allo stesso tempo le famiglie.
Il trentesimo anniversario de “L’Isola che non c’è” non è quindi soltanto una ricorrenza, ma l’occasione per riconoscere il valore di un modello che ha saputo trasformare un bisogno in una risposta concreta e duratura. È da realtà come questa che dobbiamo partire per costruire politiche sociali più vicine alle persone e più capaci di leggere in anticipo ciò che accade nei territori.
Per questo voglio ringraziare la presidente Marisa Nerone e tutti i volontari de “L’Isola che non c’è”, che in questi trent’anni hanno costruito molto più di un luogo di accoglienza: hanno creato una comunità. Una comunità che fin dal primo giorno mi ha fatto sentire parte di questo percorso e che continua a dimostrare quanto si possa fare quando persone, famiglie, volontari e istituzioni scelgono davvero di camminare insieme.









