fbpx

Reumatologia, Piemonte indietro, ma può diventare un’eccellenza: ora parola alle Associazioni e stop al turismo sanitario

La nostra Regione può e deve colmare il gap con altre Regioni e diventare un modello a livello nazionale. Chiederemo che Anmar, Gils, Aapra, Les e Aisf siano presto audite in Commissione Sanità, per intraprendere un percorso condiviso e anche per verificare quanto la Giunta ha affermato in risposta alla mia interpellanza (per esempio in merito al fatto che sia o meno attivo il PDTA e in merito al reale coinvolgimento delle Associazioni nel Tavolo tecnico). Ora serve il massimo impegno anche per cancellare il fenomeno della mobilità extra-regionale dei piemontesi che cercano cure altrove.

Il Sistema Sanitario piemontese può e deve essere un esempio a livello nazionale nell’affrontare la sfida della Reumatologia, ma la strada da fare è ancora lunga, lunghissima: è arrivato il momento di dare la parola alle Associazioni che vivono il tema quotidianamente. Chiederò dunque l’audizione in Commissione Sanità delle realtà che di questa patologia si occupano quotidianamente e che la stessa Giunta ha citato rispondendo, poco fa in Aula, alla mia interpellanza: Anmar, Gils, Aapra e Les (oltre ad Aisf, non menzionata dalla Giunta). Fondamentale anche verificare il loro reale coinvolgimento nel Tavolo tecnico.

Le malattie reumatologiche colpiscono quasi un italiano su dieci (donne soprattutto) e rappresentano la seconda causa più frequente di disabilità. Due Associazioni su tre hanno ricevuto segnalazioni relative a licenziamenti o interruzione del rapporto di lavoro, a causa della patologia, della persona con malattia cronica e rara.

Con queste stesse realtà associative ci confronteremo per capire se le misure citate dalla Giunta (quanto è realmente aggiornata e operativa la rete PDTA? A che punto è lo sviluppo dei servizi? Qual è il reale coinvolgimento delle Associazioni nel Tavolo tecnico?) rispecchino il vero e rappresentino davvero una risposta efficace alle esigenze dei pazienti e delle loro famiglie. Chiediamo inoltre di recuperare il tempo perso a causa della pandemia, per quanto riguarda i protocolli e le riunioni del Tavolo tecnico. Chiediamo un cambio di passo e l’inizio di un dialogo e di un percorso che dovrà includere, anche, l’approvazione di una Legge Regionale. La nostra Regione può dare risposte d’eccellenza, in grado tra l’altro di ridimensionare il fenomeno del turismo sanitario, attualmente consistente.

A proposito del riferimento alla scuola di specialità che dovrebbe sorgere al Mauriziano, vigileremo affinché questa progettualità non si interrompa e diventi anzi in punto importante per la reumatologica. Anche il Piemonte deve avere finalmente la sua scuola di specialità, in grado di formare fornire adeguate figure professionali.

A cinque anni dall’approvazione della Delibera sui PDTA in Reumatologia e dalla costituzione della Commissione regionale per la cura del paziente affetto da patologia reumatica, chiediamo infine di velocizzare i tempi affinché sia presto e davvero implementata la componente specialistica reumatologica nel sistema informatico “Portale Medici e Pediatri Regione Piemonte”, sul quale già attualmente insiste la gestione del diabete.

Vaccini, ora a scarseggiare sono gli antinfluenzali

Virus mai così aggressivo da anni a questa parte: le dosi disponibili e quelle in arrivo basteranno per tutti i piemontesi? Lo chiederò domani alla Giunta Cirio con un Question Time in Consiglio Regionale.

C’è un problema che molti medici di famiglia stanno denunciando: per soddisfare le richieste dei propri assistiti, avendo esaurito i vaccini a disposizione, hanno provato a ordinare nuove dosi: senza successo. Un campanello d’allarme da non ignorare, dal momento che la questione è delicata. Domani chiederò alla Giunta, con un Question Time appena presentato, se e in che tempistiche arriveranno nuove dosi in numero adeguato per soddisfare le richieste dei Medici di Medicina Generale e consentire ai piemontesi di proteggere se stessi e chi li circonda. I numeri parlano chiaro: L’influenza – tra le prime dieci cause di morte in Italia – coinvolge ogni anno tra 4 e 12 italiani su cento. A un mese abbondante dall’inizio della campagna vaccinale, sono state consegnate in Piemonte meno di 700 mila dosi (dato aggiornato al 24 novembre), in base ai cinque tipi disponibili. Altre 20 mila dosi di rinforzo dovrebbero arrivare nei prossimi giorni. Gli esperti si aspettano, per i prossimi mesi, un virus particolarmente aggressivo, che colpirà una popolazione meno immunizzata dopo due anni durante i quali il virus influenzale si è manifestato in maniera meno diffusa del passato. Inoltre, dal momento che anche per questa stagione è attesa una co-circolazione di virus influenzali e Covid, una copertura vaccinale diffusa può aiutare il Sistema Sanitario a distinguere meglio i casi sospetti Covid-19 e pazienti affetti da influenza, semplificando la diagnosi e la gestione degli accessi ai Pronto Soccorso ed evitando un sovraccarico di pazienti negli ospedali.

Sopralluogo ai Giardini Reali e alle Porte Palatine

La buona Politica non può che partire dalla presenza sul territorio: mio sopralluogo, questa mattina a Torino, tra i Giardini Reali e le Porte Palatine per verificare le condizioni di quello che possiamo considerare il cuore verde di Torino, tanto amato dai torinesi quanto affascinante per chi visita la città.

Ci sono diverse criticità da superare: la pulizia e il decoro nell’area verde attraverso la quale si accede al monumento romano, anzitutto; quindi alcune questioni relative ai Giardini Reali, presso i quali sono per esempio accumulati elementi di risulta da sculture di pietra lungo viale I Maggio.

I residenti chiedono la realizzazione, in zona, di un’area cani.

Ecco tutte le foto.

Di fronte allo tsunami dell’iperafflusso, la Giunta non lasci sola la Direzione del Mauriziano

Appena discusso in Consiglio Regionale il mio Question Time sul tema della situazione di “collasso” del Pronto Soccorso dell’Ospedale torinese: consideriamo sensate le misure in via di applicazione, dalle nuove assunzioni al potenziamento dei servizi, e ci fa piacere che la Direzione della struttura si stia muovendo nella giusta direzione; ora sollecitiamo la Regione a garantire adeguate risorse a sostegno di chi sta affrontando l’emergenza in prima linea. La Giunta ha evitato di esporsi esplicitamente in tema di tempistiche esatte: chiediamo comunque che tutte le azioni citate a verbale siano applicate entro la fine di questo 2022. Sarebbe il miglior regalo di Natale per i piemontesi.

Un buon grado di soddisfazione: con questo stato d’animo accogliamo la risposta della Giunta Cirio al nostro Question Time, appena discusso, sull’attuale situazione di iperafflusso e conseguente sovraffollamento del Pronto Soccorso del Mauriziano di Torino. C’è una sorta di tsunami che sta investendo le nostre strutture sanitarie: le ragioni si devono ricercare in anni di tagli e di insufficiente programmazione. Serve una pronta risposta e ci fa piacere che la Direzione Generale del Mauriziano si stia muovendo, in questo senso, nella strada giusta: ora spetta alla Giunta – che, va sottolineato, non si è presa impegni specifici per quanto riguarda le tempistiche – supportare adeguatamente l’impegno, con strumenti e risorse finanziarie.

Ci auguriamo inoltre che le misure riferite dalla Giunta siano attuate entro la fine dell’anno: sarebbe il migliore dei regali natalizi per i cittadini piemontesi. Le procedure di assunzione degli undici medici urgentisti selezionati con il concorso del mese scorso procedano speditamente; si proceda al più presto al potenziamento dei turni di medici e infermieri; il nuovo spazio da dieci posti letto per l’osservazione breve dei pazienti sia allestito quanto prima e con identico tempismo si attivi il fast track di Ortopedia e Otorinolaringoiatria. Bene che sia stata potenziata l’attività di triage con l’attivazione della terza postazione in orario diurno.

Il Pronto Soccorso del Mauriziano è al collasso

Sovraffollamento, attese di ore e medici in fuga dalla struttura di corso Turati a Torino: cosa farà la Giunta in merito? Lo chiederò domani in Consiglio Regionale con un Question Time appena presentato.

Il Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino – uno dei principali Pronto Soccorso di Torino e del Piemonte – è al collasso: una situazione alla quale si è giunti a causa di diversi fattori: porterò il tema in Aula domani, con un Question Time appena presentato. Chiederò quali misure intenda attuare la Giunta Cirio per risolvere le principali criticità: sovraffollamento, lunghe attese e abbandono da parte di un gran numero di medici. Anche in largo Turati si sta verificando una dinamica comune ad altre strutture: il Pronto Soccorso, cioè, tende a funzionare sempre più come un reparto ospedaliero, con pazienti che restano giorni in attesa di essere ricoverati. I pazienti sono aumentati e i posti letto non bastano (nel decennio 2010-2020 sono stati tagliati a livello regionale oltre 2mila posti letto per acuti, 173 in riabilitazione e 440 in lungodegenza). Il numero di sanitari è calato, negli stessi anni, da quasi 60mila a poco più di 55mila unità. I carichi di lavoro delle Centrali Operative stanno seguendo la tendenza opposta, con una media giunta ormai alle mille chiamate giornaliere e picchi di oltre 1.200 (25 luglio 2022). Dati inequivocabili, che fotografano una situazione a danno dei piemontesi: i tempi di ricovero raggiungono spesso, e talvolta superano, i 4 giorni. Il personale, scarso per numero, è sempre più provato e demotivato. Le condizioni di sovraffollamento rendono ulteriormente difficile rispettare i tempi di rivalutazione del paziente in attesa di visita. Sono urgenti interventi strutturali per migliorare le condizioni di lavoro nei Pronto Soccorso: è necessario l’aumento dei posti letto per pazienti ed è cruciale l’assunzione di adeguato personale. Riteniamo che la distribuzione di barelle nei reparti e la riconversione di degenze specialistiche in aree di attesa per i pazienti possano essere solo scelte emergenziali, in caso di improvviso e massiccio iperafflusso, ma non possano certamente rappresentare proposte concrete di gestione quotidiana dell’attesa di ricovero dei pazienti in DEA. Domani interrogherò la Giunta per sapere in che modo si intenda agire per permettere ai Pronto Soccorso del territorio piemontese e in particolare quello del Mauriziano di Torino di garantire ai cittadini un servizio pienamente funzionale ed efficiente.

I Moderati

Al centro della visione politica della lista civica per la quale mi sono candidato ci sono la persona, la libertà e la dignità di ogni essere umano, la centralità della famiglia e del lavoro, la solidarietà sociale e il rispetto per l’ambiente.

#AppendinoDoveSei

Seguimi sui social