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Approvato all’unanimità l’ODG sul genocidio armeno

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Il Consiglio Comunale, nella seduta del 6 febbraio 2012, ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno sul Genocidio armeno: una situazione drammatica di un popolo che lotta per il riconoscimento dei propri diritti e che da oltre un secolo è vittima di persecuzioni e stragi. Grazie all’impegno dell’Associazione As.So., la Città di Torino si è impegnata a porre in essere iniziative affinché il genocidio armeno sia divulgato e vengano realizzate azioni volte a sollecitare il governo turco affinché si adoperi per porre fine alle persecuzioni e tuteli il patrimonio storico, artistico e architettonico cristiano-armeno.

PROPOSTA DI ORDINE DEL GIORNO:
RICONOSCIMENTO DEL GENOCIDIO ARMENO DELLA CITTA’ DI TORINO

Il sottoscritto Consigliere Comunale,

PREMESSO CHE

– L’associazione di volontariato AS.SO, operante con molte iniziative sul territorio, nel 2012 si attiverà con alcuni progetti intesi a fare memoria del genocidio armeno.
– Sulla vicenda ancora oggi permane una conoscenza limitata da parte della cittadinanza.
– Gli armeni sono un popolo le cui terre d’origine, un tempo dieci volte più estese dell’attuale Repubblica d’Armenia, nel corso dei millenni sono state contese da vari Imperi.
– All’inizio nel XIX secolo, il popolo armeno si trovò diviso tra l’Impero Russo e quello Ottomano, da antica data in lotta fra loro. L’Impero Ottomano nel 1895 ordinò l’esecuzione di 300.000 Armeni e nel 1909 i massacri ripresero grazie all’ascesa del movimento “Giovani Turchi”, in nome della purezza razziale ottomana.
– Durante la Prima Guerra Mondiale, tra il 1914 e il 1915, il Comitato Centrale del partito Unione e Progresso decise lo sterminio sistematico degli Armeni. Il popolo armeno fu fatto oggetto di un vero e proprio genocidio: la prima operazione di “pulizia etnica” scientificamente deliberata ed organizzata da un governo, e messa in opera da esercito, polizia, magistratura ed unità operative segrete.
– Il tragico bilancio di quel piano criminale risultò nello sterminio di un milione/un milione e mezzo di Armeni, eliminati nelle maniere più atroci; i due terzi della popolazione armena residente nei territori dell’Impero Ottomano venne soppressa, e circa 100.000 bambini vennero prelevati ed allevati da famiglie turche o curde, smarrendo la propria fede e la propria lingua.
– La caduta del regime ottomano e la nascita della Repubblica di Turchia non cambiò la situazione: tra il 1920 e il 1922 con l’attacco alla Cilicia Armena ed il massacro di Smirne, il nuovo governo portò a compimento il genocidio.
CONSIDERATO CHE
– Lo Stato Turco si rifiuta categoricamente di riconoscere ufficialmente il genocidio degli Armeni, al contrario di quanto hanno fatto Germania ed Austria riconoscendo il genocidio degli Ebrei.
– Il 18 giugno 1987 il Parlamento europeo ha affermato che la Turchia non può diventare Stato membro dell’Unione Europea senza aver prima riconosciuto la responsabilità di tale genocidio.
– Le istituzioni pubbliche degli Stati, ivi compresa l’Italia, hanno il dovere di proclamare con forza e ricordare questa verità storica, riconoscendo ufficialmente quel tragico genocidio.
– La Commissione dei Diritti dell’Uomo dell’ONU nel 1985, il Parlamento Europeo nel 1987 oltre a numerosi Paesi (e alla stessa Corte Marziale Ottomana fin dal 1919) e l’ Italia, negli anni 1997-98, attraverso numerosi Consigli Comunali di varie città: Roma, Milano (MI), Genova (GE), Firenze (FI), Venezia, Padova (PD), Parma (PR), Ravenna (RA), Reggio Emilia, Treviso (TV), Cesena (FC), Taranto (TA), Viterbo (VB), Pavia (PV), Camponogara (VE), Castelsilano (KR), Conselice (RA), Cotignola (RA), Fusignano (RA), Lugo (RA), Faenza (RA), Russi (RA), Sant’Agata sul Santerno (RA), Solarolo (RA), Bagnacavallo (RA), Massa Lombarda (RA), Feltre (BL), Imola (BO), Thiene (VI), Asiago (VI), Ponte di Piave (TV), Villafranca Padovana (PD), Salgareda (TV), Belluno (BL), Mira (VE), Udine (UD), Bertiolo (UD), Montorso Vicentino (VI), Monteforte d’Alpi (VA), Sanguinetto (VA), Zenson di Piave (TV), Mogliano Veneto (TV), Vigevano (PV), Cavallino (LE) e così pure il Consiglio Regionale della Lombardia, hanno riconosciuto formalmente lo sterminio del popolo armeno come genocidio.
– Nel novembre del 2000 la Camera dei Deputati ha riconosciuto il genocidio Armeno approvando una mozione che impegnava il Governo italiano a riconoscere il genocidio del popolo Armeno.
– Il Pontefice Giovanni Paolo II ha ricevuto in Vaticano il Patriarca degli Armeni, ricordando quel genocidio che tanti martiri ha creato nel Clero e nella popolazione.
– Il patrimonio architettonico cristiano armeno, presente in Turchia in modo significativo versa oggi in uno stato di degrado tale da destare viva preoccupazione in tutti i maggiori esperti internazionali del settore (a tutt’oggi avvengono requisizioni e profanazioni degli edifici di culto cristiano appartenuti agli Armeni).

PRESO ATTO CHE
– lo sterminio del popolo armeno è stato riconosciuto come un genocidio dalla sottocommissione dei Diritti dell’Uomo dell’O.N.U. nel 1985.

TUTTO CIO’ PREMESSO E CONSIDERATO

Il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta comunale,

– a esprimere piena solidarietà al popolo Armeno nella sua lotta per il riconoscimento della verità storica e per la difesa dei suoi diritti inviolabili;
– a porre in essere ogni possibile iniziativa volta a diffondere i drammatici trascorsi storici della popolazione Armena;
– ad intervenire presso gli organismi preposti alla cura ed alla salvaguardia dei monumenti artistici, storici e di culto, affinché vengano sollecitati e responsabilizzati i Governi – specificamente quello Turco – nei cui territori si trova il patrimonio architettonico Cristiano armeno, che versa in stato di grave degrado.
– a invitare il Parlamento Europeo ad attivarsi affinché la Turchia, candidata a far parte dell’Unione Europea, riconosca formalmente e condanni il genocidio del popolo Armeno.

 

I Moderati

Al centro della visione politica della lista civica per la quale mi sono candidato ci sono la persona, la libertà e la dignità di ogni essere umano, la centralità della famiglia e del lavoro, la solidarietà sociale e il rispetto per l’ambiente.

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