
A Montaldo per parlare di Costituzione e di Tina Anselmi
Questa mattina a Montaldo Torinese, con il convegno “La nostra bella Costituzione”, è iniziato un percorso molto importante che porterà all’intitolazione della piazza principale a Tina Anselmi, con una cerimonia che si terrà giovedì.
Per me ascoltare le relazioni di Valentina Papa, docente di Filosofia Politica presso Unito, e di Lorenzo Bianchi, professore di Diritto Costituzionale all’Università di Firenze, e l’intervento di Roberta Gandini, Presidente della Pro Loco, è stato significativo per approfondire alcuni aspetti della nostra Carta costituzionale, un documento vivo, attuale, profondamente lungimirante, e delle persone, tra cui 21 donne, che l’hanno realizzata, compiendo un grande atto di libertà e democrazia. Un atto che influenza ancora oggi profondamente la nostra attività istituzionale e che rappresenta un faro a cui ispirarsi per tutti noi, impegnati nelle Istituzioni.
Per me è stato un onore parlare, in apertura dei lavori, della figura di Tina Anselmi, prima Ministro donna della Repubblica, promotrice della Legge che istituì il Sistema sanitario nazionale come oggi lo conosciamo, partigiana a 17 anni, tre volte Ministro in materie fondamentali, Sanità e Lavoro, esempio di dedizione, impegno e senso dello Stato per tutti noi, cittadini e rappresentanti delle Istituzioni: credo che la scelta di Tina Anselmi sia una scelta perfetta per l’intitolazione della piazza di Montaldo, perché un domani qualche giovane potrà domandarsi chi fosse quella donna il cui nome è scritto sui muri vicino agli incroci e così potrà fare uno degli incontri più importanti della sua vita.
Insieme al Presidente del Consiglio regionale, Davide Nicco, ho avuto l’opportunità di consegnare una copia della Costituzione ai neo-diciottenni: un gesto simbolico per tramandare il valore della nostra Carta anche alle nuove generazioni.
Ringrazio il Sindaco Sergio Gaiotti e tutta l’Amministrazione comunale di Montaldo per avere dimostrato, ancora una volta, che la grandezza di un Comune non sta soltanto nel numero dei residenti.
Uso una citazione di Tina Anselmi, per sottolineare come la Costituzione sia una guida decisiva per preservare il bene più grande che, come comunità, ci è stato dato: “La nostra storia di italiani ci dovrebbe insegnare che la democrazia è un bene delicato, fragile, deperibile. Una pianta che attecchisce solo in certi terreni precedentemente concimati… La democrazia non è solo libere elezioni, non è soltanto progresso economico. È giustizia, è rispetto della dignità umana, dei diritti delle donne. È tranquillità per i vecchi e speranza per i figli. È pace”.