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Tagli alle scuole paritarie: scelta grave che rinnega gli impegni del Sindaco e mette a rischio il sistema educativo torinese

L’Assessore Pellerino confonde cassa e competenza, quando dice che il taglio di 1,4 milioni di euro dalla convenzione FISM adegua le previsioni di bilancio alla realtà dei fatti: è assurdo che la Giunta smentisca il Sindaco che ad agosto aveva preso un impegno ben diverso. Ora il 30% delle scuole FISM rischia seriamente di chiudere: inconcepibile decisione contro la libertà di educazione.

Il 30% delle scuole dell’infanzia paritarie rischia la chiusura, in seguito al taglio reale di 1,4 milioni di euro dalla convenzione tra il Comune di Torino e la FISM. Altro che adeguamento della dotazione di bilancio alla realtà dei fatti: l’Assessore confonde cassa e competenza e dimentica, o vuole dimenticare, che le scuole non sono associazioni non profit e che quindi hanno un bilancio stilato per competenza e non per cassa. Dal bilancio delle scuole FISM mancheranno ora 1,4 milioni: è assurdo che la Giunta smentisca gli impegni che il Sindaco Fassino aveva preso lo scorso agosto, è inconcepibile che questa Amministrazione tagli sempre mettendo in crisi la libera iniziativa dei privati e in particolare le scuole di ispirazione religiosa. Mi piacerebbe capire che cosa intende fare l’Assessore degli oltre 2000 bambini a cui il Comune dovrebbe dare un posto nelle scuole primarie e dell’infanzia, già al limite delle possibilità sia per capienza che per bilancio, quando chiuderà un terzo delle scuole aderenti alla FISM, che in funzione degli impegni di Fassino hanno stilato i programmi per quest’anno scolastico, evitando di incidere sui bilanci delle famiglie.
È assurdo e assolutamente irrimediabile per le scuole religiose, di ispirazione cattolica ed ebraica, scoprire ad ottobre che per quest’anno scolastico manca quasi la metà della dotazione prevista, visto che la convenzione prevede uno stanziamento del Comune di 3,2 milioni di euro.
La Regione Piemonte, pur in grave crisi, ha scelto di non incidere ulteriormente sulle famiglie, primo ambito di Welfare del nostro paese, riconoscendo il loro diritto alla libertà di educazione e di non tagliare sul sistema educativo che ha a che fare con il futuro del Paese. Le cifre parlano chiaro: ogni studente di scuola statale costa al Comune circa 12 volte di più di quello che costa uno studente della scuola paritaria: dove prenderà l’Assessore Pellerino i soldi per la differenza? Il taglio in effetti è solo un modo per scaricare costi sulle spalle delle famiglie.
Temo seriamente che questa scelta sia frutto, come tante altre in passato, del timore della sinistra nei confronti di tutto ciò che nasce dalla libertà e dell’impegno del privato, specialmente in ambito sociale.
Le scuole aderenti alla FISM potranno anche cambiare il proprio modus operandi, reperire diversamente le risorse necessarie all’espletamento della loro funzione, ma il cambiamento non può essere repentino, deve essere concordato tra Comune e Federazione, programmato con cura e messo in atto nell’arco di tre-quattro anni, in modo da non mettere in crisi un sistema, quello della scuola paritaria, che ora come ora, checché ne pensi l’Assessore Pellerino, è una risorsa enorme per la Città e per l’Amministrazione, la cui miopia e il cui pregiudizio si vedono proprio in atti come questo che alla fine si rivelano soltanto deleteri per il Comune, oltre che ovviamente per le famiglie e gli studenti.
Mi auguro che Fassino rimetta le cose a posto rispettando l’impegno che egli stesso aveva preso.

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