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  • A Torino contano le persone

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Suk, fuori dall’aula per protesta in Città Metropolitana

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Questa mattina, insieme ai colleghi della Lista Città di Città, ho abbandonato il Consiglio Metropolitano in apertura di seduta in segno di dissenso contro la concessione dell’area di Ponte Mosca al Comune di Torino nonostante la mozione contraria dello scorso 22 dicembre. Alla protesta non si è unito il centrodestra.

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Suk, l’Amministrazione Civica si fa beffe degli atti della Città Metropolitana

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La Giunta Appendino continua a comportarsi come se non esistesse una mozione del Consiglio Metropolitano che impegna la Sindaca della Città Metropolitana a non concedere al Comune di Torino l’area di Ponte Mosca per il mercato di libero scambio. Assurdo anche sostenere che il libero scambio sia un modo di fare lotta alla povertà e integrazione.

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Suk a rotazione? Un’idea priva di senso

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Spostare il mercatino del libero scambio, a rotazione, nei vari quartieri della città, come vorrebbe la Giunta, è peggio che una soluzione tampone: è una proposta assurda. Ancora peggio la scelta del Ponte Mosca come prossima ubicazione. Sono curioso di vedere, a questo punto, quali siano le collocazioni identificate per i prossimi due anni.

Mi oppongo drasticamente alla proposta dell’Assessore Giusta di collocare il mercato del libero scambio in una diversa zona della città ogni sei mesi. È una soluzione improvvisata, che nel tentativo di tamponare una situazione spinosa aggiunge in realtà problemi a problemi. Se possibile ancora peggiore è la scelta della prima ubicazione, quel Ponte Mosca che – tra prossimità al Balon, vicinanza a condomini e caseggiati, scarsità di posti auto, mancanza di pavimentazione dell’area prescelta e non irrilevanti tensioni sociali nel quartiere – è davvero la peggiore possibile.

I residenti della zona non hanno fatto in tempo a gioire per la scelta della Lavazza di collocare il proprio centro direzionale nell’isolato compreso tra via Bologna, largo Brescia, corso Palermo e via Ancona o a notare gli effetti positivi della presenza dello Iaad in via Pisa che già si ritrovano sotto casa questa nuova, ingestibile grana. Ma evidentemente è questo l’approccio  di questa Amministrazione nei confronti delle imprese e delle realtà che investono e riqualificano il territorio. Anche sul fatto che la Città Metropolitana abbia dato il via libera all’operazione ho qualche dubbio: non mi risulta infatti, da Consigliere, che il tema sia mai passato in Consiglio.

A questo punto, mi aspetto di vedere in tempi brevi un programma dettagliato dei quartieri scelti da qui a due anni per ospitare il mercatino del libero scambio. Con relative motivazioni strategiche. Non posso immaginare, infatti, che queste scelte non siano ancora state fatte.