Non teniamo fermi i lavoratori che oggi potrebbero essere fondamentali nel supporto alle famiglie 

Si applichi fino in fondo l’Articolo 48 del Decreto “Cura Italia”, che consente di riconvertire in servizi individuali quelli che prima erano servizi collettivi generali. Non perdiamo altro tempo in questa situazione di necessità. Un esempio? Le aziende che erogano il Servizio Comunale Trasporto Disabili potrebbero supportare le famiglie di ragazzi con disabilità, per le quali talvolta anche le incombenze più banali, come per esempio fare la spesa, rischiano di diventare proibitive.

Trasformare in servizi indirizzati alle singole persone quelli che prima erano servizi collettivi e generali: lo permette esplicitamente l’Articolo 48* del Decreto “Cura Italia”. L’Amministrazione se ne avvalga.
Le possibilità sono molte. Un esempio: le aziende che erogano il Servizio Comunale Trasporto Disabili potrebbero mettersi a disposizione delle famiglie, per le quali anche incombenze quali la spesa quotidiana o una puntata in farmacia rischiano, in queste settimane, di diventare proibitive. Gli “equipaggi” di Tundo e A&T potrebbero, tra le altre prestazioni ipotizzabili, (accompagnare a) fare la spesa e ritirare la spesa stessa. La Città di Torino, che peraltro ha già a bilancio i fondi per pagare il servizio non erogato in questo periodo, ha la possibilità di diventare esempio per altre Amministrazioni.
 
Il grido d’aiuto si alza da diverse famiglie: la richiesta è di essere supportate in queste settimane di emergenza. La condizione che stiamo vivendo non si era mai vista prima. L’adesione da parte del personale dovrà essere, naturalmente, su base volontaria. La sicurezza dovrà essere scrupolosamente garantita.
L’Amministrazione pensi a come adattare ai tempi i vari servizi in un’ottica autenticamente sussidiaria. Torino potrebbe diventare apripista per l’intero Paese.
* Nell’Articolo 48 si legge: “[…] Le Pubbliche Amministrazioni forniscono, avvalendosi del personale disponibile, già impiegato in tali servizi, dipendente da soggetti privati che operano in convenzione, concessione o appalto, prestazioni in forme individuali domiciliari o a distanza […]. Tali servizi si possono svolgere secondo priorità individuate dall’Amministrazione competente”. Testo completo al seguente link: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2020/03/17/70/sg/pdf.

Coronavirus, Decreto "Cura Italia", emergenza, lavoratori, Tundo

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