Le pile esauste inquinano, ma chi le getta via non rischia nulla

La soluzione da me proposta: sia la Città di Torino a fornire agli esercizi commerciali torinesi degli appositi raccoglitori per lo smaltimento di questi rifiuti. Il rispetto dell’ambiente non può limitarsi a qualche riferimento verbale all’uso della bicicletta: saranno d’accordo i Cinque Stelle?

La questione, ridotta ai minimi termini, è la seguente: le pile esauste sono nocive, ed è un fatto pacifico (ribadito tra l’altro dal Decreto Ministeriale 476), ma non è prevista dal Regolamento Gestione Rifiuti Urbani del Comune di Torino alcuna sanzione per chi non le smaltisce secondo i dettami.

Non ho mancato di sottolineare oggi in Sala Rossa, discutendo la mia interpellanza sul tema, questa contraddizione.

Ho chiesto che la Città si organizzi per dotare di raccoglitori per la differenziata delle batterie gli esercizi commerciali del nostro territorio. Ho inoltre preteso che si studino modalità sanzionatorie per chi non rispetta le regole di smaltimento di questi rifiuti inquinanti.

Ho chiesto un approfondimento in Commissione per capire quali siano, in questo senso, i progetti dell’Amministrazione. Una volta che ci saremo dotati degli opportuni strumenti legislativi, sarà peraltro molto interessante vederne l’applicazione su manifestazioni quali il Barattolo.

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