L’Amministrazione risparmi ai dipendenti Tundo un Natale di miseria

Oltre metà dei mezzi fermi, intervento della Polizia presso l’autorimessa dell’azienda. L’Amministrazione dimostra tutta la sua inadeguatezza: il nuovo bando sarebbe dovuto uscire un mese e mezzo fa, altro che 21 dicembre (data indicata dalla Giunta). Il Comune paghi almeno il minimo salariale con l’Articolo 30 garantendo a queste persone una parvenza di serenità, anche dal punto di vista economico, in vista delle Feste.

Tutta la mia solidarietà va ai dipendenti di Tundo, che sono – insieme agli utenti e alle loro famiglie – le prime vittime dell’attuale stallo. Mentre Appendino tace, taglia nastri e lascia soli i suoi Assessori, la situazione precipita.
Il Comune paghi ai dipendenti almeno il minimo salariale in virtù dell’Articolo 30: evitiamo a queste persone un Natale di miseria.
Segnalazioni provenienti da più parti mi informano che, nella giornata odierna, quasi tre quarti dei mezzi dell’azienda non sono partiti. Non è difficile immaginare i disservizi e i conseguenti i disagi per le famiglie. Presso il deposito di Tundo sono dovute intervenire, questa mattina, le Forze dell’Ordine.
Da mesi, in ogni occasione utile in Consiglio e in Commissione, metto in guardia la Giunta: difficile ora, per l’Assessore, provare a nascondersi dietro un dito. Un nuovo bando emesso appena dieci giorni prima (21 dicembre) rispetto alla naturale scadenza del vecchio (31 dicembre) è un’assurdità.
Concordo al cento percento con chi definisce inadeguato, approssimativo e inconsapevole l’atteggiamento di questa Amministrazione, efficientissima quando si tratta di tagliare nastri e fare presenza, impalpabile quando si tratta di risolvere i problemi.

Tundo

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