A fianco dei lavoratori con disabilità: non si tradisca la tradizione solidale di Torino

Giusta la protesta delle Associazioni contro la decisione dell’Assessorato alla Cultura di non rinnovare gli appalti per beni e servizi di cinque musei torinesi attraverso il consolidato Regolamento 307.

Ho voluto prendere parte all’incontro odierno con le varie Associazioni che manifestano per richiamare l’attenzione sul diritto al lavoro delle persone con disabilità. La decisione dell’Assessorato alla Cultura di non rinnovare gli appalti per beni e servizi di cinque musei torinesi attraverso il consolidato Regolamento 307 è, di fatto, un passo indietro di quasi trent’anni. Dal 1989 infatti questo Regolamento garantisce l’accesso al mondo del lavoro a centinaia di persone svantaggiate e con disabilità. Rinunciare al Regolamento 307 significa tradire la cultura solidale che da sempre contraddistingue la Città di Torino.

Il diritto al lavoro per le persone con disabilità è un diritto acquisito con anni di impegno e battaglie. Oltretutto spacchettare gli appalti, lasciando che ciascuno dei cinque musei indica indipendentemente la propria gara, è una modalità economicamente inefficiente, che non potrà che risolversi in ulteriori costi per la Città.

Un anno fa l’attuale Sindaca si prodigava in mirabolanti promesse e dichiarazioni di principio sull’attenzione nei confronti delle persone con disabilità. A dodici mesi di distanza, la realtà raccontata dai fatti è di segno completamente opposto. Gravissimo, inoltre, che l’Assessore al Bilancio non abbia ancora voluto convocare le Associazioni per la stipula del protocollo di intesa più volte promesso.

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