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Tag: Regione Piemonte

Bandi regionali per la cultura, abbiamo già perso troppo tempo

Nuova promessa della Giunta, che garantisce la pubblicazione di un bando in settimana: 20mila realtà culturali e creative attendo questi bandi da mesi per non dover cessare o ridimensionare la propria attività. Il comparto culturale, che ha già sentito tante promesse in queste settimane, dà lavoro a decine di migliaia di piemontesi e dà da vivere a decine di migliaia di famiglie. Discuterò domani in Consiglio Regionale un mio Question Time sul tema.

Nuova promessa, dopo tanto tempo perso, da parte della Giunta Regionale, che oggi garantisce la pubblicazione di un bando per la cultura nei prossimi giorni. Si discuterà domani in Consiglio Regionale un Question Time su questo argomento. Chiederò conto del ritardo di mesi accumulato e delle precedenti promesse non rispettate (“Entro la prima settimana di settembre usciranno i bandi per il Settore Cultura”). Mi auguro che le procedure siano veloci e che si proceda in fretta: non c’è più tempo da perdere e i tempi devono essere certi. In gioco c’è la sopravvivenza di un intero comparto. Anche con i contributi regionali Enti, Istituti, Fondazioni, Associazioni culturali e altri soggetti – imprese sociali, Onlus e altre realtà comprese – portano avanti la loro attività. Oltre a essere un valore di per sé, la cultura dà da vivere a decine di migliaia di famiglie piemontesi. Sostenerla è un dovere.

Di fronte al disastro, la Giunta Regionale risponde con l’annuncite

Cittadini abbandonati a se stessi, medici di base costretti a giornate massacranti per provare a colmare le falle del sistema, sistema di tracciamento che ha già alzato bandiera bianca. Tutto questo mentre la Giunta Cirio, persi di fatto i mesi estivi, è ora impegnata a fare annunci talvolta troppo ottimistici sui giornali, con il risultato di aumentare ulteriormente la sete di notizie da parte dei piemontesi, che si chiedono, per esempio, dove trovare i tamponi rapidi. Moderati disponibili a dare una mano per il bene dei piemontesi. 

Cittadini bloccati in casa in attesa di un esito che, giorni dopo aver effettuato il tampone, ancora non arriva. Piemontesi che convivono da giorni con una persona che presenta sintomi da Covid-19 e sono lasciati senza indicazioni e informazioni. Piattaforma informatica che già presenta criticità difficilmente gestibili. Medici di base che si trovano a far fronte, da soli, allo tsunami di richieste di persone che, ad ambulatori chiusi, non hanno trovato risposte presso le Asl (talvolta in ritardo, pare, anche di due settimane nel rilasciare i certificati di avvenuta guarigione). Questa è attualmente la situazione nella nostra Regione, a picco massimo della seconda ondata non ancora raggiunto. Una situazione che, a meno di cambi di rotta immediati, peggiorerà nelle prossime settimane. In tutto questo, una buona parte della risposta della Giunta Regionale resta riassumibile in una parola: annuncite. Con il risultato di non risolvere i problemi, ma di aumentare ulteriormente il caos e la “sete” di informazioni da parte dei piemontesi. Ecco i frutti amarissimi di un’estate persa senza programmare risposte per la prevedibile recrudescenza autunnale della crisi: restiamo, come Moderati, disponibili a dare una mano per il bene del Piemonte e dei piemontesi.

Studenti con esigenze speciali in presenza e DAD per tutti gli altri? Questa non è la soluzione

Questa prospettiva rimanda a scenari da “classi speciali”, abolite da quasi cinquant’anni: chiediamo che l’essere o meno alunni con disabilità o con bisogni educativi speciali non sia un criterio per essere destinati alla didattica in presenza o a distanza. Urge garantire una reale e completa inclusione. Faccio mie le richieste presentate in questo senso a Regione Piemonte e Città di Torino dalla CPD.

Didattica a distanza per tutti tranne che per gli alunni con bisogni educativi speciali o con disabilità? Una soluzione che rimanderebbe in maniera inquietante a scenari da “classi speciali”, abolite nel lontano 1977. Faccio mie le richieste presentate anche dalla CPD (Consulta per le Persone in Difficoltà) a Regione Piemonte e Città di Torino. La presenza quotidiana in classe di alunni con disabilità – in una dimensione di autentica inclusione –  è un valore, a patto che questi alunni non siano lasciati soli in classe. Urge evitare che si aprano baratri nella continuità dell’integrazione con gli altri alunni o studenti, fatto che avrebbe gravissime conseguenze dal punto di vista didattico, formativo, personale e relazionale. Lo stesso Decreto del Ministero dell’Istruzione specifica esplicitamente la necessità di garantire “condizioni di reale inclusione” suggerendo, come possibili compagni di classe in presenza degli alunni con BES, i “figli di personale sanitario o di altre categorie di lavoratori indispensabili per la garanzia dei bisogni essenziali della popolazione” (questo è solo un esempio delle molteplici possibilità). Permettiamo immediatamente a tutti i nostri alunni non solo di fruire del sacrosanto diritto allo studio, ma anche dell’altrettanto sacrosanto diritto a una piena inclusione. Questo obiettivo si raggiunge estendendo a tutti la didattica a distanza oppure prevedendo un’aliquota di studenti in presenza insieme ai compagni con disabilità o disturbi specifici dell’insegnamento. Le Istituzioni se ne occupino.

Emergenza Covid, quattro mesi buttati e ora la situazione è fuori controllo

Nessuna programmazione e adesso è il caos: tra delirio tamponi ed esiti che non arrivano i cittadini piemontesi pagano il conto degli errori e dell’immobilismo della Giunta regionale.

Vere e proprie odissee che cominciano per chiunque debba sottoporsi a tampone, hot spot presi d’assalto, esiti attesi per giorni, cittadini abbandonati a se stessi e chiusi in casa a tempo indeterminato in attesa di un riscontro: ecco il risultato di quattro mesi, quelli di minore gravità del contagio, gettati alle ortiche da una Giunta regionale che avrebbe dovuto prepararsi alla possibilità di una seconda ondata.
Si sarebbero dovute impiegare queste settimane per programmare: invece nulla di fatto e adesso a pagare le conseguenze sono i cittadini piemontesi. Una catena di comando con troppe teste pensanti e pochi che agiscono è la prima ragione di una situazione ormai critica, con informazioni che si perdono prima di arrivare a destinazione, difficoltà di comunicazione a tutti i livelli, decisioni che non vengono prese e cittadini piemontesi lasciati senza informazioni anche giorni e giorni dopo aver effettuato il tampone.
Al netto delle attenuanti del caso (vedi, per esempio, i fondi non pervenuti dal Governo per il rafforzamento del trasporto pubblico), questa Giunta ora cominci ad assumersi in pieno le proprie responsabilità politiche: con questa premessa, per il bene dei piemontesi, i Moderati sono e saranno sempre disponibili a dare una mano.

Moderati sulla gestione tamponi: situazione disastrosa, cittadini abbandonati

L’attuale situazione è semplicemente disastrosa. La gestione, caotica e farraginosa, dei tamponi sta mettendo in seria difficoltà cittadini e famiglie piemontesi.

Per chi ha necessità di sottoporsi a tampone inizia una vera e propria odissea. Per chi non ha conoscenze personali dirette, anche solo ottenere riscontro o informazioni diventa difficilissimo. I medici di base non danno informazioni. Non si sono pensate modalità preferenziali di accesso, per esempio, per le donne incinte. Quanto ai tamponi rapidi, così trionfalmente annunciati: che fine hanno fatto? Il sistema di tracciamento è ormai fuori controllo. I piemontesi si sentono abbandonati e senza punti di riferimento. Come Moderati lo affermiamo in maniera netta: in questa seconda ondata, la responsabilità è tutta in capo alla Giunta Regionale.


Onorevole Giacomo Portas – Leader dei Moderati.
Silvio Magliano – Presidente Gruppo Consiliare Moderati, Consiglio Regionale Torino.