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Ausili acustici, la Regione si ravveda per non danneggiare imprese e cittadini

Perché si è scelta una procedura aperta finalizzata alla conclusione di un accordo quadro per la fornitura di ausili per l’udito? Con un question time appena discusso a Palazzo Lascaris ho invitato la Giunta a tornare sui propri passi. Presenterò, sul tema, anche un’interpellanza.

Gli ausili acustici sono considerati, nell’ambito dei LEA, dispositivi su misura a tariffa unica e non dispositivi di serie non personalizzabili lo stabilisce il TAR della Basilicata con una sentenza del 2019 (analogamente si sono espresse la Regione Veneto e la Camera dei Deputati). Solo le forniture del secondo tipo (“elenco 2” dei LEA) si assegnano tramite bando di gara. Nonostante questo, il 15 maggio 2019 è stato pubblicato dalla Regione Piemonte il bando di gara per la stipula di un accordo quadro per la fornitura di ausili per comunicazione e informazione e relativi servizi: il 4 agosto 2020 tale bando di gara risulta pubblicato anche sul sito di SCR Piemonte. Questa scelta rischia di mettere a repentaglio la sopravvivenza stessa di tante piccole e medie aziende del nostro territorio: decine e decine di posti di lavoro sono a rischio, dal momento l’acquisizione di lotti sarà possibilità quasi esclusiva delle aziende più grnadi. Anche i cittadini bisognosi aventi diritto saranno penalizzati, dal momento che non potranno più scegliere il loro professionista di fiducia liberamente, né scegliere la protesi più adatta alle proprie esigenze (neanche pagando personalmente la riconducibilità, salvo rinunciare alla fornitura regionale e acquistare privatamente il proprio dispositivo acustico). Il tutto, parrebbe, senza un risparmio economico per la Regione. Ho invitato la Giunta a fermarsi e a ragionare: la Regione Piemonte valuti se fare un passo indietro, come altre Regioni. Iniziamo un ragionamento che spero porti a un deciso cambio di rotta: rischiamo di danneggiare imprenditori e cittadini. Al question time appena discusso in Aula seguirà presto un’interpellanza per un ulteriore approfondimento della questione.

Dalla parte di chi oggi ha manifestato per l’accessibilità

Non c’è sostenibilità senza accessibilità di strade e marciapiedi: si calendarizzi al più presto una II Commissione sul tema con audizione di chi oggi era davanti a Palazzo Civico.

I Moderati sono da sempre favorevoli alla mobilità sostenibile, finché non crea problemi a cittadini, imprese e commercianti. Tra la mobilità sostenibile e il diritto alla mobilità delle persone con disabilità, sceglieremo sempre il secondo. Ecco perché oggi sono stato a fianco di chi ha manifestato davanti a Palazzo Civico per chiedere senso civico e attenzione al diritto alla mobilità di tutti. Non ci può essere sostenibilità senza accessibilità. Una bicicletta o un monopattino parcheggiati in mezzo a un marciapiede sono un ostacolo e rappresentano una barriera architettonica: non possiamo fare passi indietro nel cammino verso la piena accessibilità. Oggi mi sarei aspettato un’audizione della delegazione dei manifestanti alla presenza dei Capigruppo: non abbiamo avuto questa occasione. Mi auguro che, in compenso, si possano presto audire i portavoce delle realtà che oggi erano in piazza in una prossima II Commissione.

Lapietra fugge… in monopattino

L’Assessora fa rinviare la discussione in Sala Rossa della mia interpellanza sul posteggio selvaggio dei mezzi in sharing: un tema urgente, che si sarebbe dovuto affrontare in Aula proprio in concomitanza con la manifestazione “Io non posso passare!”. Ritirata strategica, che dimostra ancora una volta che a questa Amministrazione dei diritti delle persone con disabilità importa poco o nulla.

Ma quale “tempo necessario per acquisire ulteriori formazioni”: questa è una fuga bella e buona. L’Assessore Lapietra trova il modo, con il più classico dei pretesti, per non rispondere in Sala Rossa alla mia interpellanza sul posteggio selvaggio dei mezzi in sharing, proprio in concomitanza con la manifestazione “In Piazza per una Torino più Accessibile”, per chiedere più civiltà, attenzione e rispetto nel posteggiare i mezzi in sharing dopo l’uso. Sta di fatto che la discussione è rinviata. Il mio atto è stato presentato a luglio: due mesi per rispondere a quesiti chiari e semplici dovrebbero essere ampiamente sufficienti. La verità è che a questa Amministrazione dell’accessibilità e dei diritti delle persone con disabilità importa proprio poco. Un fatto che emerge da questi quattro anni e mezzo, dai fatti macroscopici a quelli all’apparenza più trascurabili (ultimo in ordine cronologico: l’informativa interna sulla nomina, avvenuta a giugno 2019, di Franco Lepore a Disability Manager della Città è uscita solo giovedì scorso). I Moderati sono da sempre favorevoli alla mobilità sostenibile, finché non crea problemi a cittadini, imprese e commercianti. Tra mobilità sostenibile e il diritto alla mobilità delle persone con disabilità sceglieremo sempre il secondo. Non vediamo l’ora di confrontarci in Aula sul tema, nella speranza che non vi siano nuovi rinvii e in attesa dell’ennesimo tavolo di concertazione, vera specialità di questa Giunta.

INTERPELLANZA – Discariche abusive: l’Amministrazione spende (per i Vista Red e non per le fototrappole), ma i rifiuti rimangono

PREMESSO CHE

  • l’area di Strada Bellacomba, quella di strada delle Vallette, lungo la pista ciclopedonale che conduce a La Venaria Reale, tra zona Continassa e zona Bergera, e l’ex area della Continassa in via Traves sono nuovamente piene di rifiuti abbandonati;
  • lo scrivente ha ricevuto numerose segnalazioni circa lo stato di degrado e abbandono di queste aree;

RILEVATO CHE       

  • la Civica Amministrazione ha predisposto una cartografia disponibile sul sito ufficiale sotto la sezione “InformAmbiente > Rifiuti > Interventi di rimozione dei rifiuti abbandonati”, dove sono indicati i principali luoghi di abbandono dei rifiuti e gli interventi messi in atto per la rimozione con i rispettivi costi;
  • l’area di Strada Bellacomba è stata segnalata nella cartografia del 2018 e l’intervento di sgombero è costata € 3.294;
  • l’area di strada delle Vallette e l’ex area della Continassa non sono presenti nella cartografia del 2018 e neanche in quella del 2019, se ne desume pertanto che non siano ancora stati previsti interventi di rimozione;
  • in città sono presenti ben 7 centri di raccolta differenziata dell’AMIAT ed esiste un servizio gratuito di prelievo rifiuti ingombranti a domicilio;
  • a documentazione di quanto narrato, allo scrivente è stata inviata corposa documentazione fotografica che si allega;

CONSIDERATO CHE

  • nel corso dell’audizione in Commissione (16 luglio 2020) per la presentazione del rendiconto per le materie di competenza, l’Assessore Unia ha dichiarato che sono giunte 1967 segnalazioni da parte dei cittadini all’indirizzo mail ciclorifiuti@comune.torino.it e sono stati eseguiti interventi di bonifica di discariche abusive e di rimozione di rifiuti abbandonati su suolo pubblico per un costo totale di € 513.000 euro nell’anno 2019;
  • con una mail inviata dalla Segreteria dello scrivente alla Divisione Ambiente in data 6 febbraio 2020 era stato domandata la dotazione comunale di fototrappole: con risposta pervenuta in pari data dalla Direzione veniva comunicato che “con riferimento alla richiesta in oggetto segnalo che presso i Servizi della Divisione Ambiente, Verde e Protezione Civile non dispongono o non hanno in gestione di fototrappole collocate sul territorio.”;
  • un’Amministrazione che si pone come paladina del rispetto dell’ambiente ha speso circa € 400.000 per dotare 14 incroci cittadini dei dispositivi Vista Red ma non ha ritenuto di impiegare alcuna risorsa per collocare fototrappole utili al fine di scoraggiare, individuare e sanzionare chi abbandona scriteriatamente rifiuti di ogni genere (spesso anche pericolosi);

INTERPELLA

Il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:

  1. se e quando si intenda inserire nella cartografia aggiornata delle discariche abusive l’area di strada delle Vallette, lungo la pista ciclopedonale che conduce a La Venaria Reale, tra zona Continassa e zona Bergera, e l’ex area della Cantinassa in via Traves e se e quando si intenda provvedere alla loro bonifica;
  2. se l’Amministrazione abbia un progetto per il monitoraggio delle “aree sensibili” della città mediante la posa di fototrappole idonee al controllo dei comportamenti privi di senso civico e di rispetto dell’ambiente.

Ritorno a scuola, chiediamo buon senso

Vigileremo per verificare alla prova dei fatti criteri e reale andamento delle procedure.

Se un bambino ha la febbre, resta a casa. Questo raccomanda il buon senso e questo impongono le direttive del Governo. La Regione Piemonte fa un passo in più, raccomandando a tutti gli istituti di misurare la temperatura agli alunni prima dell’inizio dell’attività didattica. O, in caso di impossibilità “per ragioni oggettive e comprovate” a farlo, di approntare un meccanismo di verifica quotidiana tramite autocertificazione delle famiglie sul diario o altra equivalente modalità (spetterebbe alla Scuola la misurazione della temperatura dei soli alunni privi di certificazione dei genitori). Vigileremo per verificare alla prova dei fatti criteri e reale andamento delle procedure. Mi auguro che prevalga il buon senso e non l’eccesso di burocratizzazione in autotutela. Evitiamo di mettere in difficoltà le scuole, di gravare i Dirigenti Scolastici di ulteriori e pesanti responsabilità e di intasare l’attività didattica con lungaggini non necessarie.