Torino-Ceres: quando cominceremo a pensare al dopo cantiere?

Esprimo preoccupazione per il futuro del quartiere. Gli studi e le previsioni tengono conto di tutto (flussi, tempi, tipologie di veicoli), mentre la grande assente è una sola: una progettualità anche solo indicativa di quale sarà la sistemazione finale. Le attività che “sopravviveranno” al cantiere saranno, prima o poi, prese in considerazione? Penso, per esempio, all’urgenza di un ragionamento sulla disponibilità di posti auto. Il mio timore è che si replichi la situazione di corso Venezia: in cambio di due piste ciclabili, ci ritroviamo con meno aree di sosta e un tessuto commerciale che ha subito un colpo durissimo. Mi si perdoni la metafora: sono disponibile a sopportare due settimane di disagio e muratori in casa per avere, tra quindici giorni, un bagno nuovo. Non per ritrovarmi con un bagno più piccolo e meno funzionale.

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