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Istituto Nazionale per l’IA, portiamolo a Torino: una proposta che sostengo con forza

Occasione da non perdere affinché la nostra città torni a essere un punto di riferimento a livello nazionale e non solo, creando sviluppo e attirando talenti: approvo senza mezzi termini la proposta lanciata da Don Luca Peyron.

Il nuovo Istituto Nazionale per l’Intelligenza Artificiale approdi a Torino: la nostra città può diventare una delle capitali di questo settore riacquistando così un ruolo strategico riconosciuto a livello nazionale e internazionale. Sostengo senza mezzi termini la proposta di Don Luca Peyron (Direttore della Pastorale Universitaria e Coordinatore dell’Apostolato Digitale di Torino), proposta che va nel senso dello sviluppo e della crescita e che potrà consentire a Torino di tornare ad attrarre talenti. La nostra città ha tutte le potenzialità e le infrastrutture per rappresentare una candidatura credibile. Le ricadute in termini occupazionali, di sviluppo e di prestigio sono facilmente immaginabili. Una proposta che, oltre tutto, va nel senso di una delle naturali vocazioni della nostra città, quella della ricerca tecnologica d’avanguardia. Mi metto a disposizione a mia volta per un progetto che sostengo, così come sostengo l’idea di avviare al più presto un tavolo di lavoro. Anche la politica è chiamata a rispondere: progetti di questo tipo vanno oltre gli schieramenti. Sono in gioco sviluppo, competitività e sostenibilità.

INTERPELLANZA – Occupazioni abusive e ATC: risalendo alle fonti della responsabilità

PREMESSO CHE

  • lo scrivente ha ultimamente ricevuto numerosissime segnalazioni provenienti da cittadini residenti in diverse zone del territorio cittadino relative sia alla presenza di piccoli insediamenti “diffusi” di persone di etnia rom sia al fenomeno dell’occupazione abusiva di unità immobiliari gestite da ATC;

RILEVATO CHE

  • al fine di sollecitare l’attenzione e l’interesse della Giunta sul tema lo scrivente ha depositato in data 7 maggio 2020 un’interpellanza (mecc. 2020 01078) relativa alle occupazioni abusive di immobili ATC in corso Salvemini 25, via Roveda 45 interno 8 e via Scarsellini 12;
  • precedentemente lo scrivente si era occupato della situazione del compendio immobiliare “M2” in corso Agnelli/corso Tazzoli/via Dina/via D’Arborea/via De Bernardi (mecc. 2020 00715);
  • altra situazione già oggetto di attenzione da parte del sottoscritto è stata la condizione del fabbricato in corso Racconigi 25 (mecc. 2019 04088) e del compendio in via Pietro Cossa 280 (suoi interni);
  • proprio in concomitanza con la stesura del presente atto è giunta preoccupata e preoccupante segnalazione da parte di alcuni inquilini residenti presso le case ATC in via Bologna 267: da fine dicembre 2019 sono stati occupati diversi appartamenti da parte di persone di etnia rom. Si tratta di una ventina di persone che stazionano in cortile durante il giorno con le loro auto e con caravan in strada. Gli inquilini/affittuari non hanno più la possibilità di parcheggiare le loro auto nel cortile. Inoltre, vengono scaricati vicino ai bidoni vari generi e tipologie di rifiuti e chi si azzarda a porre rilievi viene ricoperto di improperi e insulti; si sono già verificati episodi di violenza e si stanno inoltre verificando numerosi furti nelle cantine. Altri punti di doglianza risiedono nel fatto che gli inquilini/affittuari pagano le spese generali anche per i consumi incontrollati degli occupanti abusivi di etnia rom e lo spaccio di droga;             

CONSIDERATO CHE

  • il “diritto” alla casa per essere tale dovrebbe essere corroborato da un imprescindibile e nutrito bagaglio di doveri e di requisiti, tutti posseduti, certificati e dimostrati prima dell’assegnazione di un appartamento ATC;
  • l’occupazione abusiva degli immobili non può essere equiparata all’acquisizione di un diritto e tantomeno può essere inclusa nel novero delle azioni legali;
  • è necessario che tutti ma proprio tutti gli attori coinvolti partecipino in ragione del proprio ruolo e delle proprie responsabilità, non scaricando il risultato della propria inadempienza sugli enti e i settori più vicini alla popolazione;

INTERPELLA

Il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:

  1. se l’Amministrazione sia già a conoscenza della situazione brevemente sintetizzata in relazione a via Bologna 267, se siano già stati predisposti interventi al riguardo (anche coinvolgendo Polizia Municipale ed eventualmente le forze di polizia dello Stato) e quali gli esiti;
  2. quanti siano gli alloggi ATC non assegnati presenti in Città e quanti di essi siano di proprietà della Città;
  3. se sia stato previsto un piano straordinario per corso Racconigi e quanti alloggi siano stati messi a disposizione della Città per la graduatoria da Regione e ATC (e quanti essi ne abbiano eventualmente tenuti per sè);
  4. quanti siano gli alloggi di ATC in Città non assegnati perché necessitano di manutenzione;
  5. quanti siano gli alloggi che risultano occupati abusivamente;
  6. quante siano le unità immobiliari messe a disposizione della Città da ATC per la graduatoria nel corrente anno e quante nel precedente anno (se possibile, con scansione mensile);
  7. in che cosa consista la manutenzione svolta da ATC prima di consegnare gli alloggi alla Città per le assegnazioni, se vengano rilasciate certificazioni energetiche o altra documentazione inerente lo stato degli impianti elettrici e del gas (a tal proposito se si indaghi circa la presenza di contenitori di gas combustibile in bombole in quantità maggiore a 25 kg).

Silvio Magliano

Interpellanza – Capitolo 9 de “Il minisuk di corso Racconigi”: l’unico distanziamento osservato è quello della legalità!

PREMESSO CHE

  • ogni giorno, dal lunedì al sabato, in corso Racconigi si svolge il mercato all’aperto nel tratto compreso tra corso Peschiera e corso Vittorio Emanuele II;
  • tra via Foresto e corso Vittorio Emanuele II trova da tempo collocazione un cospicuo numero di venditori abusivi che propongono in vendita merce di dubbia provenienza (con sottintesa sospensione dell’attività per alcune settimane in periodo di “lockdown”);
  • lo scrivente effettuò un primo sopralluogo in data 18 luglio 2017, accompagnato da un gruppo di cittadini, ed è stato successivamente ricontattato a causa dello scandaloso permanere di un’evidente e preoccupante situazione di degrado e illegalità, senza dubbio derivante dall’incapacità di questa Amministrazione di porre rimedi efficaci per contrastare tali comportamenti;

RILEVATO CHE

  • numerosi individui sostano con auto e furgoni già dalle prime ore del mattino nel tratto del mercato compreso tra corso Vittorio Emanuele II e via Foresto;
  • quando la Polizia Municipale abbandona il mercato, terminate le operazioni di spunta, queste persone piazzano a terra i loro teli, scaricano quanto contenuto nelle auto e nei furgoni ed espongono in vendita la loro merce (cianfrusaglie, articoli tecnologici di provenienza sospetta, abbigliamento, calzature, pelletteria, pentole e altre tipologie di merce compresi talvolta oggetti di valore);
  • a seguito del sopralluogo del 18 luglio 2017 lo scrivente presentò una prima interpellanza (mecc. 2017 03114) a cui la Giunta rispose manifestando l’impegno ad attivarsi per trovare soluzioni adeguate in tempi certi;
  • in seguito ci furono alcuni incontri aperti ai cittadini con rappresentanti della Giunta e della Circoscrizione 3;
  • con una delibera di novembre 2017 venne riorganizzata la dislocazione dei banchi e venne deciso di collocarne uno in posizione perpendicolare proprio in corrispondenza di via Foresto, ciò per dare un senso di “conclusione” all’area mercatale e di argine alla collocazione di venditori ambulanti non regolari;
  • con una seconda interpellanza presentata in data 4 maggio 2018 (mecc. 2018 01640) lo scrivente ha riproposto all’attenzione della Giunta la situazione di profondo degrado segnalando che l’occupazione dei venditori stava proseguendo nonostante la parziale revisione della disposizione dei banchi;
  • con una terza interpellanza presentata in data 31 luglio 2018 (mecc. 2018 03410) lo scrivente si vedeva costretto a domandare lumi all’Amministrazione circa la propria inerzia nel rispondere e corrispondere al degrado e alle esigenze manifestate dai cittadini;  
  • con una quarta interpellanza presentata in data 7 novembre 2018 (mecc. 2018 05126) lo scrivente si vedeva nuovamente costretto a domandare lumi all’Amministrazione circa la propria inerzia;
  • nonostante le risposte fornite dall’Assessore Lapietra nel corso del Consiglio Comunale del 10 dicembre 2018, nel tratto di corso Racconigi compreso tra via Foresto e corso Vittorio Emanuele II continuano ad essere presenti quotidianamente e abusivamente numerosi venditori di merce di dubbia provenienza;
  • con una quinta interpellanza presentata in data 27 marzo 2019 (mecc. 2019 01118) lo scrivente ha riproposto all’attenzione dell’Amministrazione le questioni già precedentemente sollevate e non ancora risolte;
  • in data 14 giugno 2019 lo scrivente ha presentato la sesta interpellanza sullo stesso tema (mecc. 2019 02399);
  • in data 20 settembre 2019 lo scrivente ha presentato la settima interpellanza per stimolare l’Amministrazione ad azioni proattive (mecc. 2019 03885): essa è stata discussa in Consiglio Comunale nella seduta del 14 ottobre e, nonostante lo scrivente si dichiarasse insoddisfatto della risposta domandando l’approfondimento in Commissione, tale seduta di approfondimento non è mai stata convocata;
  • in data 24 gennaio 2020 lo scrivente ha presentato l’ottava interpellanza (mecc. 2020 00241, discussa in Consiglio Comunale nella seduta del 24 febbraio 2020) sul tema al fine di avere lumi dall’Amministrazione sia circa gli interventi della Polizia Municipale sia in merito al progetto per la riqualificazione dell’area;

CONSIDERATO CHE

  • tutto ciò che è stato narrato e documentato fotograficamente con le precedenti otto interpellanze ha conosciuto una pausa “tecnica” dovuta al “lockdown” per l’emergenza sanitaria in corso;
  • come segnalato da alcuni cittadini, pare che già da sabato 6 giugno 2020 alcuni venditori abusivi abbiano ripreso la loro attività di vendita di merce di dubbia provenienza e di incerta sanificazione;
  • i cittadini, residenti e commercianti, chiedono da molto tempo la tracciatura di stalli per la sosta dei veicoli;

INTERPELLA

Il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:

  1. se, trascorsa la fase acuta dell’emergenza epidemiologica, l’Amministrazione sia in grado di garantire una presenza quotidiana della Polizia Municipale al fine di dissuadere i venditori abusivi dalla ripresa costante della consueta attività di vendita;
  2. quanto tempo dovrà ancora trascorrere per far sì che l’Amministrazione realizzi una soluzione efficace per porre argine ad una situazione di illegalità sempre più deteriore (stralcio della risposta letta dall’Assessore con delega all’ambiente in data 24 febbraio 2020: “ln seguito ad una riunione recentemente tenutasi – presenti funzionari del Servizio Verde, Polizia Municipale e Viabilità – valutato che non sarebbe stata sufficiente la soluzione proposta inizialmente, di installare panchine e fioriere oltre alla casetta SMAT già posizionata, si è convenuto di realizzare un’aiuola verde delimitata da recinzione bassa (non comunque un’area cani), con la rimozione della pavimentazione, la realizzazione di area a prato ed eventualmente un’aiuola fiorita al fine di una migliore valorizzazione del viale alberato e al tempo stesso risolutiva del problema dell’abusivismo”);
  3. se il progetto dell’Amministrazione sia mutato;
  4. quali siano le tempistiche per la realizzazione della nuova sistemazione dell’area;
  5. se si intendano realizzare nuovi posteggi per le auto, come ampiamente richiesto da moltissimi cittadini;
  6. se l’Amministrazione, dopo anni di inerzia, intenda completare la nuova sistemazione dell’area almeno in tempo per la prossima campagna elettorale della primavera 2021, per presentarlo come fiore all’occhiello del proprio talento amministrativo.

Silvio Magliano

Pensioni di invalidità drammaticamente sotto la soglia di sussistenza: la politica intervenga

Il ricorso per incostituzionalità da parte di un coraggioso giudice di Torino riporta la questione agli onori della cronaca. Porterò il tema in Consiglio Regionale: parta dalla nostra Regione un forte segnale.

La Consulta si pronuncerà, la prossima settimana, sull’adeguatezza o meno dell’importo e sui requisiti anagrafici per la concessione delle pensioni per l’invalidità totale. Il ricorso per incostituzionalità della cifra della pensione di invalidità, presentato da un giudice di Torino il cui coraggio ci commuove e ci conforta, fa emergere nella loro gravità due questioni. La prima è una questione assoluta: la soglia di sussistenza è indicata dall’Istat in almeno 560 euro mensili ed è dunque assurdo ipotizzare che una persona maggiorenne con inabilità assoluta al lavoro possa sopravvivere con la metà della somma. La seconda è una questione relativa: al compimento del 67esimo anno di età da parte del titolare della pensione, quest’ultima è convertita in assegno sociale, pari a 460 euro per 13 mensilità; una disparità priva di senso e di logica (vista la sostanziale e riconosciuta assimilabilità dei due benefici), che penalizza arbitrariamente chi non ha ancora raggiunto tale soglia anagrafica. Auspico che la politica non debba più attendere una sentenza della Corte Costituzionale per farsi carico di queste iniquità e di queste discriminazioni. Porterò la questione in Consiglio Regionale: dalla nostra Regione parta un segnale forte. Mi farò portavoce perché la Regione Piemonte chieda al Governo una riforma di questo istituto, che non è più né equo né umano.

QUESTION TIME – Contributi regionali a sostegno degli studenti fuori sede iscritti alle università piemontesi per il pagamento del canone di affitto in questo periodo di chiusura delle università a seguito dell’emergenza COVID-19 e relative conseguenze

Premesso che:

• al fine di evitare la diffusione della pandemia da Covid-19 sono state predisposte misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica, applicabili sull’intero territorio nazionale;
• con D.L. 23 Febbraio 2020 n. 6, convertito con modificazioni dalla Legge 5 Marzo 2020 n. 13 (G.U. 9/03/2020, n. 61), all’art. 1 comma 2 lett. d) è stata stabilita la “sospensione del funzionamento dei servizi educativi dell’infanzia, delle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione e degli istituti di formazione superiore, compresa quella universitaria, salvo le attività formative svolte a distanza”;
• la normativa sopra citata è stata successivamente abrogata dal D.L. del 25 Marzo 2020 n. 19, il quale all’art. 1 comma 2 lett. p) ha previsto la “sospensione dei servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e delle attività didattiche delle scuole di ogni ordine e grado, nonché delle istituzioni di formazione superiore, comprese le università e le istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, nonché i corsi professionali e le attività formative svolte da altri enti pubblici, anche territoriali e locali e da soggetti privati, o di altri analoghi corsi, attività formative o prove di esame, ferma la possibilità del loro svolgimento di attività in modalità a distanza”;
• il D.P.C.M. del 17 Maggio 2020 “Disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, recante ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19” (GU n. 126 del 17-5-2020), il quale ha sostituito
il precedente D.P.C.M. del 26 Aprile 2020 e le cui disposizioni avranno applicazione dal 18 Maggio sino al 14 Giugno 2020, all’art.1 comma 1 lett. q) ha confermato quanto fissato dalla precedente normativa stabilendo che “sono sospesi i servizi educativi per l’infanzia di cui all’art. 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e le attività didattiche in presenza
nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, nonché i corsi professionali e le attività formative svolte da altri enti pubblici, anche territoriali e locali e da soggetti privati, ferma in ogni caso la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza”.

Constatato che:

• ad oggi non sono ancora state indicate tempistiche e modalità certe relative alla riapertura delle università.

Rilevato che:

• sono molti gli studenti universitari fuori sede che, a seguito della sospensione delle lezioni, hanno lasciato le città in cui studiavano per tornare dalle loro famiglie;
• tali studenti, sulla base dei recenti decreti ministeriali vietanti lo spostamento tra le diverse Regioni italiane, non hanno potuto far ritorno ed utilizzare l’immobile affittato, pur restando obbligati al pagamento del canone di locazione.

Considerato che:

• vista la sospensione delle lezioni, gli studenti universitari fuori sede non hanno al momento alcuna utilità nell’utilizzare l’alloggio preso in locazione;
• il contratto di locazione resta valido ed efficace poiché l’immobile è di fatto agibile ed utilizzabile, lo studente non potrà dunque sospendere o autoridurre il canone;
• la Regione Umbria ha predisposto la concessione di contributi per il pagamento del canone di affitto a supporto degli studenti fuori sede iscritti per l’a.a. 2019/2020 alle università e agli istituti superiori di grado universitario con sede legale e operativa in Umbria, le cui famiglie si trovano in situazioni di difficoltà nel dover sostenere i costi degli affitti degli alloggi a causa delle misure di contenimento epidemiologico assunte a livello nazionale;
• gli studenti fuori sede iscritti alle università piemontesi rappresentano un consistente introito commerciale in grado di generare un rilevante beneficio economico per la Regione, fondamentale in questo momento di grave crisi economica;

Interroga l’Assessore

per sapere se la Regione intenda prevedere contributi ad hoc a sostegno degli studenti fuori sede iscritti alle università piemontesi, i quali hanno pagato e restano obbligati al versamento del canone di locazione nonostante la chiusura delle università disposta a seguito dell’emergenza COVID-19, al fine di agevolarne il ritorno in Piemonte e favorire così l’economia del territorio piemontese.

I Moderati

Al centro della visione politica della lista civica per la quale mi sono candidato ci sono la persona, la libertà e la dignità di ogni essere umano, la centralità della famiglia e del lavoro, la solidarietà sociale e il rispetto per l’ambiente.

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