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Spargere chiodi in autostrada? Atto omicida e terroristico

Solidarietà alle Forze dell’Ordine, sostegno alla TAV per un’Europa più “vicina” e coesa.

TAV, qualche inqualificabile soggetto arriva a spargere chiodi in autostrada: un atto che non può definirsi se non omicida e terroristico. Sono gli ultimi tentativi di colpo di coda di un’ideologia che appartiene al passato e che cerca – nelle sue frange più estremiste, dalle quali gli stessi NO TAV moderati e rispettosi della legge non possono che prendere le distanze – residue occasioni di visibilità. Essere per la TAV vuol dire credere in un’Europa più “vicina”, unita, compatta e coesa, opponendosi a una concezione di Europa in decrescita, polverizzata in tante piccole comunità isolate. Esprimo la mia piena e totale solidarietà alle Forze dell’Ordine.

Interpellanza – Capitolo 9 de “Il minisuk di corso Racconigi”: l’unico distanziamento osservato è quello della legalità!

PREMESSO CHE

  • ogni giorno, dal lunedì al sabato, in corso Racconigi si svolge il mercato all’aperto nel tratto compreso tra corso Peschiera e corso Vittorio Emanuele II;
  • tra via Foresto e corso Vittorio Emanuele II trova da tempo collocazione un cospicuo numero di venditori abusivi che propongono in vendita merce di dubbia provenienza (con sottintesa sospensione dell’attività per alcune settimane in periodo di “lockdown”);
  • lo scrivente effettuò un primo sopralluogo in data 18 luglio 2017, accompagnato da un gruppo di cittadini, ed è stato successivamente ricontattato a causa dello scandaloso permanere di un’evidente e preoccupante situazione di degrado e illegalità, senza dubbio derivante dall’incapacità di questa Amministrazione di porre rimedi efficaci per contrastare tali comportamenti;

RILEVATO CHE

  • numerosi individui sostano con auto e furgoni già dalle prime ore del mattino nel tratto del mercato compreso tra corso Vittorio Emanuele II e via Foresto;
  • quando la Polizia Municipale abbandona il mercato, terminate le operazioni di spunta, queste persone piazzano a terra i loro teli, scaricano quanto contenuto nelle auto e nei furgoni ed espongono in vendita la loro merce (cianfrusaglie, articoli tecnologici di provenienza sospetta, abbigliamento, calzature, pelletteria, pentole e altre tipologie di merce compresi talvolta oggetti di valore);
  • a seguito del sopralluogo del 18 luglio 2017 lo scrivente presentò una prima interpellanza (mecc. 2017 03114) a cui la Giunta rispose manifestando l’impegno ad attivarsi per trovare soluzioni adeguate in tempi certi;
  • in seguito ci furono alcuni incontri aperti ai cittadini con rappresentanti della Giunta e della Circoscrizione 3;
  • con una delibera di novembre 2017 venne riorganizzata la dislocazione dei banchi e venne deciso di collocarne uno in posizione perpendicolare proprio in corrispondenza di via Foresto, ciò per dare un senso di “conclusione” all’area mercatale e di argine alla collocazione di venditori ambulanti non regolari;
  • con una seconda interpellanza presentata in data 4 maggio 2018 (mecc. 2018 01640) lo scrivente ha riproposto all’attenzione della Giunta la situazione di profondo degrado segnalando che l’occupazione dei venditori stava proseguendo nonostante la parziale revisione della disposizione dei banchi;
  • con una terza interpellanza presentata in data 31 luglio 2018 (mecc. 2018 03410) lo scrivente si vedeva costretto a domandare lumi all’Amministrazione circa la propria inerzia nel rispondere e corrispondere al degrado e alle esigenze manifestate dai cittadini;  
  • con una quarta interpellanza presentata in data 7 novembre 2018 (mecc. 2018 05126) lo scrivente si vedeva nuovamente costretto a domandare lumi all’Amministrazione circa la propria inerzia;
  • nonostante le risposte fornite dall’Assessore Lapietra nel corso del Consiglio Comunale del 10 dicembre 2018, nel tratto di corso Racconigi compreso tra via Foresto e corso Vittorio Emanuele II continuano ad essere presenti quotidianamente e abusivamente numerosi venditori di merce di dubbia provenienza;
  • con una quinta interpellanza presentata in data 27 marzo 2019 (mecc. 2019 01118) lo scrivente ha riproposto all’attenzione dell’Amministrazione le questioni già precedentemente sollevate e non ancora risolte;
  • in data 14 giugno 2019 lo scrivente ha presentato la sesta interpellanza sullo stesso tema (mecc. 2019 02399);
  • in data 20 settembre 2019 lo scrivente ha presentato la settima interpellanza per stimolare l’Amministrazione ad azioni proattive (mecc. 2019 03885): essa è stata discussa in Consiglio Comunale nella seduta del 14 ottobre e, nonostante lo scrivente si dichiarasse insoddisfatto della risposta domandando l’approfondimento in Commissione, tale seduta di approfondimento non è mai stata convocata;
  • in data 24 gennaio 2020 lo scrivente ha presentato l’ottava interpellanza (mecc. 2020 00241, discussa in Consiglio Comunale nella seduta del 24 febbraio 2020) sul tema al fine di avere lumi dall’Amministrazione sia circa gli interventi della Polizia Municipale sia in merito al progetto per la riqualificazione dell’area;

CONSIDERATO CHE

  • tutto ciò che è stato narrato e documentato fotograficamente con le precedenti otto interpellanze ha conosciuto una pausa “tecnica” dovuta al “lockdown” per l’emergenza sanitaria in corso;
  • come segnalato da alcuni cittadini, pare che già da sabato 6 giugno 2020 alcuni venditori abusivi abbiano ripreso la loro attività di vendita di merce di dubbia provenienza e di incerta sanificazione;
  • i cittadini, residenti e commercianti, chiedono da molto tempo la tracciatura di stalli per la sosta dei veicoli;

INTERPELLA

Il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:

  1. se, trascorsa la fase acuta dell’emergenza epidemiologica, l’Amministrazione sia in grado di garantire una presenza quotidiana della Polizia Municipale al fine di dissuadere i venditori abusivi dalla ripresa costante della consueta attività di vendita;
  2. quanto tempo dovrà ancora trascorrere per far sì che l’Amministrazione realizzi una soluzione efficace per porre argine ad una situazione di illegalità sempre più deteriore (stralcio della risposta letta dall’Assessore con delega all’ambiente in data 24 febbraio 2020: “ln seguito ad una riunione recentemente tenutasi – presenti funzionari del Servizio Verde, Polizia Municipale e Viabilità – valutato che non sarebbe stata sufficiente la soluzione proposta inizialmente, di installare panchine e fioriere oltre alla casetta SMAT già posizionata, si è convenuto di realizzare un’aiuola verde delimitata da recinzione bassa (non comunque un’area cani), con la rimozione della pavimentazione, la realizzazione di area a prato ed eventualmente un’aiuola fiorita al fine di una migliore valorizzazione del viale alberato e al tempo stesso risolutiva del problema dell’abusivismo”);
  3. se il progetto dell’Amministrazione sia mutato;
  4. quali siano le tempistiche per la realizzazione della nuova sistemazione dell’area;
  5. se si intendano realizzare nuovi posteggi per le auto, come ampiamente richiesto da moltissimi cittadini;
  6. se l’Amministrazione, dopo anni di inerzia, intenda completare la nuova sistemazione dell’area almeno in tempo per la prossima campagna elettorale della primavera 2021, per presentarlo come fiore all’occhiello del proprio talento amministrativo.

Silvio Magliano

Scuole di Lingue, si riapre: bel risultato portato a casa

Poche ore dopo la presentazione del mio Question Time sul tema, la Giunta Regionale dà il via libera, con il Decreto 72, alla ripresa della formazione in presenza. Come Moderati l’avevamo chiesto con forza: accolgo il risultato con soddisfazione. La possibilità di ricominciare con l’attività in aula riguarda anche i corsi di musica e, in generale, le attività di formazione in presenza.

Tutto in poche ore: presentato ieri mattina il mio Question Time in Consiglio Regionale per chiedere la riapertura delle Scuole di Lingue e dei Corsi di Italiano per stranieri, nella serata di ieri è stata emessa l’ordinanza che dà il via alla ripresa delle attività di formazione in aula. Una buona notizia confermata a verbale, poco fa, dall’Assessora Chiorino. I Moderati chiedevano da tempo la ripresa di questo tipo di corsi, che rappresentano un asset strategico per l’economia regionale e che danno lavoro a tanti piemontesi. Questa decisione, da me richiesta con forza, è particolarmente importante alla luce del fatto che l’attività delle Scuole di Lingue non può per sua natura essere efficacemente sostituita dalla didattica a distanza. Le strutture private che svolgono corsi di lingue possono tenere lezioni individuali o a piccoli gruppi, garantendo agevolmente il distanziamento fisico richiesto dalla normativa vigente. L’applicazione scrupolosa dei protocolli è di per sé, presso queste Scuole, assoluta garanzia di sicurezza. Ora anche in Piemonte (come già in diverse altre regioni) le Scuole di Lingue hanno la possibilità di tornare a svolgere la propria attività nell’unica modalità veramente efficace per questo tipo di didattica: quella in presenza.

La mia richiesta alla Giunta Cirio: linee guida specifiche affinché le Scuole di Lingue possano ripartire

Presentato il mio question time sull’argomento: sarà discusso domani in Consiglio Regionale del Piemonte.

Scuole di Lingue ancora ferme al palo: l’articolo 28 dell’ordinanza regionale dello scorso 13 giugno di fatto impedisce a queste realtà (e alle Scuole di Italiano per Stranieri) di tornare a operare in presenza. Ho appena presentato un question time sul tema: lo discuterò domani pomeriggio in occasione della seduta del Consiglio Regionale del Piemonte.

La mia richiesta alla Giunta Cirio: si consenta la riapertura delle Scuole di Lingue e delle Scuole di Italiano per Stranieri adottando linee guida specifiche e ulteriori rispetto a quelle previste dal DPCM dell’11 giugno. Troppo prudente equiparare queste realtà private, che hanno una loro specifica peculiarità, alle “scuole di ogni ordine e grado”.

L’attività delle Scuole di Lingue non può essere sostituita dalla didattica a distanza. Le strutture private che svolgono corsi di lingue possono tenere lezioni individuali o con piccoli gruppi, garantendo agevolmente il distanziamento sociale richiesto dalla normativa vigente. L’applicazione scrupolosa dei protocolli è di per sé, presso queste Scuole, assoluta garanzia di sicurezza. Le classi non superano mai la dozzina di allievi (ma spesso le lezioni sono individuali). Gli spazi degli Istituti sono quasi sempre ampi e le modalità didattiche sono tali da scongiurare il rischio di assembramenti. Senza una pronta riapertura a pieno regime della didattica in presenza, molte Scuole si troveranno nelle condizioni di non poter più sostenere i costi (tra affitti, utenze e costi del personale).

Il settore dà lavoro a centinaia di famiglie sul territorio Regionale. Alla Giunta Cirio chiedo un atto di coraggio a tutela di enti privati che si sostengono con le quote versate dagli studenti stessi. Conto di ricevere risposte convincenti domani a verbale.

Scuole di Lingue in crisi: il Presidente Cirio avrà il coraggio di salvarle?

Andare oltre la didattica a distanza per scongiurare chiusure in serie: l’attività in presenza è possibile in totale sicurezza, la Regione Piemonte adotti linee guida specifiche e ulteriori rispetto al DPCM dell’11 giugno scorso.

Le Scuole di Lingue piemontesi battono: ma la Regione, al momento, non risponde. Senza esito è stata infatti – almeno per ora – la petizione sottoscritta da una ventina di queste realtà e presentata al Presidente Cirio.
Nessun impegno, ancora, di fronte a richieste ragionevoli e sensate: semplicemente, tornare – come tutti gli altri – a lavorare, nel rispetto di tutte le norme e in piena sicurezza.
L’ordinanza del 13 giugno della Regione Piemonte impedisce di fatto alle Scuole di Lingue di tornare a operare in presenza: cambiare l’articolo 28 – la chiave di tutto – è fondamentale per evitare chiusure in serie.
L’applicazione scrupolosa dei protocolli è, presso queste Scuole, assoluta garanzia di sicurezza: le classi non superano mai la dozzina di allievi (ma spesso le lezioni sono individuali), gli spazi sono ampi, le modalità didattiche sono tali da scongiurare il rischio di assembramenti.
Alla Giunta Cirio chiedo un atto di coraggio a tutela di enti privati che si sostengono con le quote versate dagli studenti stessi. Esaurita la misura, per sua natura temporanea, della cassa integrazione, sarà difficilissimo, per queste Scuole, anche solo pagare affitti e stipendi. Finiti i corsi precedentemente attivati e obbligatoriamente convertiti online, l’intero settore rischia la paralisi.
La politica regionale non può limitarsi, per prudenza o miopia, ad assimilare i Centri Linguistici alle Scuole di ogni ordine e grado: deve avere il coraggio di adottare linee guida specifiche e ulteriori rispetto a quelle previste dal DPCM dell’11 giugno.
La situazione – prepariamoci – non migliorerà a settembre: molte aziende in difficoltà economica sceglieranno di tagliare i costi connessi a servizi come questo. Ulteriormente penalizzate saranno le Scuole che si occupano di turismo linguistico, dato il crollo del turismo internazionale.
Attendiamo risposte, a tutti i livelli.

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Al centro della visione politica della lista civica per la quale mi sono candidato ci sono la persona, la libertà e la dignità di ogni essere umano, la centralità della famiglia e del lavoro, la solidarietà sociale e il rispetto per l’ambiente.

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