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Tag: GTT

Leinì e Mappano “isolate” dopo le 21: è un rischio concreto

La tratta Stura-Leinì e il raddoppio della Linea 46 GTT, le due ipotesi al vaglio di AMP (Agenzia Mobilità Piemontese) per migliorare i trasporti a nord di Torino, rischiano di fare più male che bene a questo territorio (che ha semmai bisogno di un accesso diretto alle stazioni ferroviarie di Volpiano e Caselle). La linea Leinì-Stura può funzionare solo in aggiunta a un’altra Linea verso le altre stazioni (la sola Leinì-Stura non sarebbe sufficiente a tagliare i tempi, che ora sono dì un’ora e un quarto, verso il centro). Il dramma dello sdoppiamento è che comporterebbe passaggi più radi in tutte le fasce orarie e soprattutto farebbe sospendere l’operatività della Linea 46 dopo le ore 21.00: Leinì e Mappano resterebbero isolate. Sul tema, ho appena discusso un’interpellanza in Consiglio Regionale, recependo le istanze più volte espresse dall’Amministrazione di Leinì.

La Giunta chieda conto ad AMP (Agenzia Mobilità Piemontese) e valuti se le due soluzioni ipotizzate per risolvere le criticità dei trasporti tra Torino e Leinì sono adeguate: diversamente, si cambi progettualità in tempi brevi. L’ho chiesto poco fa in Consiglio Regionale, discutendo un’interpellanza che recepisce le richieste portate avanti dalle locali Amministrazioni.

Ritengo che la Giunta Regionale debba prendersi maggiori responsabilità, senza delegare ai tecnici di AMP tutte le decisioni, che dovrebbero essere prima di tutto di tipo politico. Le due soluzioni sono state espresse in un documento, dal titolo “Proposta di miglioramento dei collegamenti tra i Comuni di Leinì e Mappano con il Movicentro Stura”, inviato nelle scorse settimane dall’Agenzia Mobilità Piemontese (AMP) a GTT e alle Giunte di Torino, Leinì e Mappano.

È fondamentale aprire subito una discussione sul ruolo della Regione nei confronti dell’Agenzia, che non può decidere da sola dei trasporti e dunque della vita quotidiana dei cittadini piemontesi. L’Assessorato Regionale ai Trasporti ha anche il compito di controllare le decisioni dell’Agenzia. La politica non dovrebbe mai nascondersi dietro la delega delle decisioni ai tecnici.

I Sindaci del territorio temono che la soluzione proposta da AMP finisca addirittura per costare di più: anche su questo chiediamo un approfondimento. Ci sono decine di migliaia di piemontesi, quelli residenti in quest’area, che altro non chiedono che essere inseriti in una rete adeguata di trasporti. Interrompere l’operatività delle linee bus dopo le ore 21.00 significherebbe, come ha fatto notare la stessa Amministrazione leinicese con il Sindaco Pittalis, non lasciare agli abitanti altra opzione oltre l’uso del mezzo privato, con le conseguenze, in termini ambientali e di traffico, che questo comporta.

In merito al collegamento tra Torino e Leinì, gestito da GTT con la Linea bus 46, ribadiamo che qualunque modifica al servizio deve lasciare inalterato questa tratta: a questa porzione di territorio servirebbe, semmai, il più volte richiesto collegamento con le stazioni di Volpiano e Caselle. I Comuni del territorio si sono già detti, nei mesi scorsi, eventualmente disponibili a garantire parte delle necessarie risorse economiche per realizzare la gronda di collegamento con le stazioni di Volpiano e Caselle, questa sì necessaria. Non si esclude la possibilità di allargare il progetto anche a Brandizzo.

Solo con una simile progettualità si potrà permettere un rapido accesso ai servizi ferroviari e all’aeroporto per tutti i cittadini della zona. Molti sarebbero gli effetti positivi sull’intensità del traffico su nodi e arterie particolarmente congestionati di tutta l’area.

La Linea 8 GTT “fa il pieno” di criticità: le conoscono tutti, tranne la Giunta Regionale

Ritardi, tempi di percorrenza infiniti e lunghe colonne di bus: lo sanno bene gli utenti, lo scrivono chiaramente i giornali. Solo l’Assessorato ai Trasporti ha bisogno di «Verificare per poi eventualmente intervenire». E nel frattempo la questione si trascina, a danno degli utenti.

Questa Giunta ha idea di come funzionano, o di come non funzionano, i servizi sul proprio territorio? Verrebbe da pensare di no se, come appena successo, la risposta alle interpellanze e ai Question Time che segnalano problematiche si può riassumere in un laconico «Verificheremo la situazione ed eventualmente interverremo». Costituisce un’aggravante il fatto che il problema specifico, le criticità relative alla Linea 8 GTT, è stato recentemente oggetto di articoli sugli organi di stampa del territorio.

Speravamo in una Giunta pronta a fare la propria parte, ci ritroviamo una Giunta che, come si suol dire, casca dal pero: da parte nostra l’impegno continua, così come continueremo a chiedere conto della situazione. Che il servizio sia inefficiente è sotto gli occhi di tutti, tranne quelli dell’Assessorato Regionale ai Trasporti. Le tratte lunghe sono sensate solo se anche efficienti, diversamente è preferibile una combinazione di tratte più brevi. Chiederemo di audire GTT in Commissione.

Restano non risolti, in tutto questo, i problemi della Linea 8: orari non rispettati, carovane di due, tre e non raramente quattro bus incolonnati contemporaneamente, disagi per i passeggeri. Il cambio di capolinea, non più in via Ventimiglia, ma in piazzale Caio Mario a Torino, con passaggio anche presso la Stazione Lingotto, ha da inizio mese peggiorato una situazione che si trascina da troppo tempo. Famiglie, pendolari, pensionati e studenti hanno diritto a un servizio di trasporto pubblico affidabile, puntuale, costante nella sua operatività e che non costringa gli utenti, da Torino Lingotto a San Mauro, a chiedersi se quel giorno il bus partirà puntuale o se dovranno aspettare decine e decine di minuti.

Linea 8 GTT prolungata da piazzale Mochino a San Mauro fino a piazzale Caio Mario a Torino? Così proprio non funziona

Domani il mio Question Time in Consiglio Regionale per risolvere i numerosi problemi, peggiorati da quando il percorso è stato modificato (a inizio maggio): corse saltate, ritardi di decine e decine di minuti, incolonnamenti fino a quattro autobus.

Orari non rispettati, carovane di due, tre e non raramente quattro bus incolonnati contemporaneamente, disagi per i passeggeri: la situazione della Linea 8 GTT, fotografata da articoli giornalistici ed esperita quotidianamente da famiglie, pendolari, studenti e pensionati, è disastrosa. Orari ipotizzati in senso troppo ottimistico (impossibile, specialmente nelle ore di punta, attraversare il capoluogo da sud a nord, fino a San Mauro, transitando presso la Stazione Lingotto e in zona Ospedali nei 70 minuti previsti) sono, parrebbe, alla base dei problemi: il cambio di capolinea, non più in via Ventimiglia, ma in piazzale Caio Mario a Torino, con passaggio anche presso la Stazione Lingotto, ha da inizio mese peggiorato una situazione che si trascina da troppo tempo. Anche l’altro capolinea, in piazzale Mochino a San Mauro, presenta criticità. GTT prova a rassicurare l’utenza, parlando di “consapevolezza del problema e impegno per risolverlo”. Anche noi ce ne occuperemo, portando domani la questione in Consiglio Regionale con un Question Time e provando a difendere il diritto dei cittadini piemontesi a fare affidamento su un servizio di trasporto pubblico affidabile, puntuale, costante nella sua operatività e che non costringa gli utenti, da Torino a San Mauro, a chiedersi se quel giorno il bus partirà puntuale o se dovranno aspettare decine e decine di minuti. Che cosa deve fare questa Giunta affinché un simile servizio sia garantito?

Zona Omogenea 4 (Torino Nord), sia la tratta Stura-Leinì sia il raddoppio della Linea 46 sono inutili

Le due ipotesi, costose e inefficaci, sono al vaglio di AMP (Agenzia Mobilità Piemontese): ma il territorio ha semmai bisogno, come peraltro più volte espresso dagli stessi Sindaci, di un accesso diretto alle stazioni ferroviarie di Volpiano e Caselle. Sul tema, presenterò un’interpellanza in Consiglio Regionale.

In merito al collegamento tra Torino e Leinì, gestito da GTT con la Linea bus 46, ribadiamo che qualunque modifica al servizio deve lasciare inalterato questo collegamento: a questa porzione di territorio servirebbe, semmai, il più volte richiesto collegamento con le stazioni di Volpiano e Caselle. Ribadiamo oggi questi concetti, già oggetto di una mia interpellanza in Consiglio Metropolitano e più volte espressi dalle locali Amministrazioni, essendo venuti a conoscenza di una lettera inviata dall’Agenzia Mobilità Piemontese (AMP) alla stessa GTT e alle Giunte di Torino, Leinì e Mappano (oggetto del documento: “Proposta di miglioramento dei collegamenti tra i Comuni di Leinì e Mappano con il Movicentro Stura”).

Nel testo si fa riferimento all’ipotesi di istituire una nuova Linea suburbana di collegamento Leinì-Mappano-Stura oppure, in alternativa, di sdoppiare la Linea 46 (Leinì-Torino Porta Susa) in Linea 46 Urbana (Movicentro Stura-Torino Porta Susa) e Linea 26 Suburbana (Movicentro Stura-Leinì). Consideriamo entrambe le possibilità non solo inutili, ma dispendiose e controproducenti per la mobilità di questa porzione di territorio regionale. La linea Leinì-Stura può funzionare solo in aggiunta a un’altra Linea verso le altre stazioni (la sola Leinì-Stura non sarebbe sufficiente a tagliare i tempi, che ora sono dì un’ora e un quarto verso il centro). Il dramma dello sdoppiamento è che comporta passaggi più radi in tutte le fasce orarie e soprattutto sospende la Linea 26 dopo le ore 21.00. Quindi la sera Leinì e Mappano sarebbero isolate.

I Comuni del territorio si sono già detti, nei mesi scorsi, pronti a garantire parte delle necessarie risorse economiche per realizzare la gronda di collegamento con le stazioni di Volpiano e Caselle, questa sì necessaria. Non si esclude la possibilità di allargare il progetto anche a Brandizzo. Solo con una simile progettualità si potrà permettere un rapido accesso ai servizi ferroviari e all’aeroporto per tutti i cittadini della zona territoriale omogenea Area 4. Molti sarebbero gli effetti positivi sull’intensità del traffico su nodi e arterie particolarmente congestionati di tutta l’area. I cittadini hanno inoltre necessità di un accesso diretto, che attualmente manca in alcuni comuni, al Sistema Ferroviario Metropolitano. Presenterò, sul tema, un’interpellanza in Consiglio Regionale del Piemonte, per chiedere che le esigenze del territorio siano ascoltate accolte.

Bus GTT nuovi, problemi vecchi: nella metà dei casi gli annunci di fermata non funzionano, se necessario si cambino le regole

I passeggeri con disabilità sensoriale pagano il prezzo più alto se i messaggi vocali e visivi non sono attivi. Inaccettabile che, in un numero rilevante di casi, siano stati in passato proprio gli autisti a disattivare il servizio, per evitare il “fastidio” di sentire gli annunci vocali. Ho presentato un’interpellanza per chiedere la pronta risoluzione del problema e un aggiornamento sul numero di penali comminate.

Pretendiamo che, a maggiore sui mezzi di ultima generazione, gli annunci testuali e sonori di prossima fermata funzionino. Non ci sembra di chiedere troppo: ma attualmente non succede. A questo proposito, ho appena protocollato un’interpellanza in Consiglio Regionale, dopo il Question Time discusso lo scorso novembre, per chiedere la risoluzione del problema.

In particolare proponiamo, se necessario, una modifica strutturale alla Legge Regionale, introducendo l’obbligo della formazione aziendale per tutti gli addetti ai servizi di trasporto pubblico locale e specifiche sanzioni in caso di assenza o di non funzionamento dei servizi e delle dotazioni di bordo: indicatori interni visivi e sonori compresi, necessari ai passeggeri con disabilità e non solo a loro. Chiederò inoltre e in particolare alla Giunta quali penali contrattuali l’Agenzia della Mobilità Piemontese abbia applicato, nel corso degli ultimi tre anni, a carico di GTT con particolare riferimento al mancato funzionamento degli annunci di prossima fermata.

Le tratte urbane e sub-urbane gestite a Torino da GTT con i nuovi bus Mercedes Benz Conecto sono, per le persone non vedenti o ipovedenti, per gli anziani e per i passeggeri con disabilità cognitiva o uditiva, una sorta di lotteria: funzionerà o non funzionerà, a bordo, il servizio “Infobus” di annuncio interno di fermata, sia visivo che vocale?

I dati parlano chiaro: in più di un caso su due, no. Lo ha riferito la stessa Giunta, rispondendo lo scorso novembre in Consiglio Regionale al mio Question Time. Dalle verifiche effettuate lo scorso agosto, risulta in particolare che, su 107 apparati infobus controllati, solo 52 erano attivi e funzionavano correttamente, mentre i restanti o erano stati disattivati dagli autisti (16 gravissimi casi) oppure non erano attivi a causa di guasti (13 casi) o deviazioni di percorso. E che dire rispetto a quanto accade nel resto del Piemonte?

Non è questo il modo con il quale ci aspettiamo che sia garantito un servizio adeguato a tutti i passeggeri, compresi quelli con disabilità. Ci preoccupa che su mezzi nuovi quali i bus Mercedes Benz Conecto si verifichino guasti così frequenti. Tra il “fastidio” dell’autista che sceglie di disattivare il servizio per evitare di sentire i messaggi sonori e il diritto di tutti i passeggeri di conoscere il momento di scendere dal mezzo, sosterremo sempre il secondo.

Gli annunci di fermata sono fondamentali per garantire un adeguato orientamento a coloro che viaggiano sugli autobus (pendolari, viaggiatori occasionali, turisti) e possono essere di grande supporto alle persone non vedenti, ipovedenti e agli anziani. Anche garantendo la piena funzionalità di simili servizi si difendono i diritti delle persone con disabilità e si compiono passi verso l’obiettivo di una piena ed effettiva accessibilità. Anche l’Unione Italiana Ciechi Ipovedenti di Torino sta chiedendo la pronta risoluzione di questa criticità. 

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I Moderati

Al centro della visione politica della lista civica per la quale mi sono candidato ci sono la persona, la libertà e la dignità di ogni essere umano, la centralità della famiglia e del lavoro, la solidarietà sociale e il rispetto per l’ambiente.

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