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Rinvio di utenze e spese condominiali: la mia proposta per aiutare i torinesi

Riscaldamento e acqua, COSAP e precari edilizi: ho presentato una mozione in Sala Rossa affinché siano prorogate le scadenze dei pagamenti a favore della Città o di società controllate o partecipate dal Comune. Intendo in questo modo sostenere i torinesi dal punto di vista economico in questa fase di crisi.

La crisi epidemiologica va di pari passo con la crisi economica e sociale: tra i torinesi, che abitano in larga parte in contesti condominiali, sono in preoccupante crescita sia le situazioni di morosità incolpevole sia le difficoltà nel sostenere le spese per le utenze condominiali. Ho depositato una mozione affinché si giunga a un rinvio delle scadenze previste per i pagamenti delle utenze condominiali (essenzialmente riscaldamento e acqua) a favore di società e aziende controllate o partecipate dal Comune e per il pagamento dei tributi di competenza locale (COSAP e precari edilizi). In questi mesi di lockdown non è stato possibile tenere le assemblee condominiali secondo la consueta modalità in presenza; alla stessa maniera, non è stato possibile per molti cittadini recarsi presso uffici e sportelli per provvedere ai versamenti delle spese di gestione. Spero che il mio atto trovi ampio riscontro tra i colleghi Consiglieri.

Via Biamonti e dintorni, mia nuova interpellanza

La riasfaltatura, promessa nel 2017, ancora non si è vista. Durante le settimane di lockdown l’alta velocità dei bus in transito ha amplificato il problema delle vibrazioni. Anche sul fronte degli interventi strutturali promessi dall’Assessora Lapietra si segnala un nulla di fatto. Porterò nuovamente il tema in Sala Rossa.

Torno a occuparmi di via Biamonti e dintorni: tale porzione della collina torinese è oggetto di una nuova interpellanza a mia firma (la terza sullo stesso tema) appena presentata in Consiglio Comunale. Nonostante le promesse dell’Assessora Lapietra i problemi della zona restano irrisolti. A ogni passaggio di mezzi pesanti (bus GTT o turistici) le precarie condizioni dell’asfalto e il cedimento della sottostante rete fognaria causano rumore e vibrazioni che si propagano agli edifici circostanti: una criticità amplificata, durante le settimane di lockdown, dall’alta velocità, visto il poco traffico, dei bus in transito. La segnaletica verticale con il limite dei 30 chilometri orari, unica misura finora prodotta dall’Amministrazione, è perlomeno poco visibile. Le condizioni dell’asfalto restano il problema principale: un intervento di asfaltatura era stato previsto a bilancio come manutenzione straordinaria già nel 2017, ma da allora nulla si è mosso: quanto tempo ci metteremo? E gli interventi strutturali in corrispondenza con l’incrocio con via Lanfranchi, promessi dalla stessa Assessora lo scorso settembre per ridurre la velocità dei veicoli e garantire più sicurezza ai pedoni, quando saranno attuati? I residenti si lamentano, porterò le loro istanze in Sala Rossa.

INTERPELLANZA – Azioni a tutela dei lavoratori della polizia municipale ai tempi del COVID-19: per questa amministrazione uno vale ancora uno?

PREMESSO CHE

  • nelle ultime settimane lo scrivente è stato contattato da molti dipendenti in servizio presso il Corpo di Polizia Municipale che lamentano una forte preoccupazione per le condizioni di lavoro e di sicurezza e decise perplessità circa le disposizioni fornite dal Comando per tutelare gli operatori della Polizia Municipale dai rischi di contagio epidemiologico da COVID-19;
  • come noto e ampiamente divulgato dalla comunità scientifica, una delle modalità più efficaci per proteggersi dalla diffusione e dal contagio da COVID-19 consiste nel mantenimento del distanziamento interpersonale di almeno un metro e nella protezione di naso e bocca mediante mascherina;
  • le doglianze raccontate allo scrivente derivano dalla specificità del lavoro della Polizia Municipale, dai molteplici ambiti e tipologie di intervento, dai frequenti e inevitabili contatti con l’utenza e dai contorni indefiniti che caratterizzano questo nuovo virus che sta flagellando la salute e le certezze della società moderna;

RILEVATO CHE

  • facendo seguito ai provvedimenti adottati dal Governo e dalla Giunta Regionale, la Divisione Personale della Civica Amministrazione ha pubblicato in Intracom numerose Circolari, Comunicazioni di servizio e Disposizioni rivolte a tutti i dipendenti;
  • per la tipicità e la peculiarità dei servizi svolti quotidianamente dagli operatori della Polizia Municipale si rendeva necessaria l’emanazione di specifiche disposizioni recanti  protocolli operativi che codificassero condizioni e modalità di svolgimento delle differenti e variegate situazioni lavorative;
  • come riferito allo scrivente, il Comando ha adottato una serie di Circolari interne, di Comunicazioni (a partire dalla n. 23 del 26 febbraio 2020) e di Disposizioni (iniziando con la n. 2 del 13 marzo 2020) che appaiono certamente utili ma così ampie e onnicomprensive da rischiare di risultare operativamente poco efficaci e prive di ausilio concreto per gli operatori del Corpo;
  • la genericità dei documenti citati consisterebbe innanzitutto nell’assenza di dettagli pratici, di protocolli operativi, così come di indicazioni circa il corretto l’utilizzo (e lo smaltimento) dei dispositivi di protezione;
  • pur venendo emanate disposizioni con cadenza quasi quotidiana, anche per recepire i frequenti aggiornamenti normativi e le indicazioni ministeriali, mancherebbe un piano ampio, organico e completo di gestione dell’emergenza, sia a tutela degli operatori della Polizia Municipale e delle loro famiglie sia a tutela della cittadinanza;
  • pare inoltre che alle riunioni settimanali del tavolo tecnico insediato a Palazzo Civico per la gestione dell’emergenza sanitaria in atto risulti sempre assente il Comando e il referente politico titolare della delega alla Polizia Municipale;
  • è stata riportata allo scrivente la cronica mancanza/carenza di dispositivi di protezione;
  • ad oggi, in molte Divisioni e Settori, tra questi la Polizia Municipale, i dipendenti che presentano i sintomi riconducibili ad un probabile contagio da COVID-19 sono invitati a rimanere a casa e a contattare il medico curante, così come tutti quelli che hanno lavorato con loro a stretto contatto (nel caso specifico della Polizia Municipale ci si riferisce ai colleghi di pattuglia): questi dipendenti rimarrebbero a casa in mutua/infortunio, non in ferie, poiché hanno sintomi ma, da quanto narrato, a questi dipendenti non verrebbe fatto il tampone;
  • risulterebbe che tutti coloro che presentavano sintomi non gravi di COVID-19 siano stati domiciliati senza che venisse fatto il tampone: alcuni di questi sarebbero rientrati in servizio dopo l’isolamento domiciliare di 14 giorni a fronte di una semplice autocertificazione di scomparsa dei sintomi;
  • pare che ci siano anche stati casi di mancata informazione al personale delle condizioni di salute di un collega affetto da COVID-19 (i colleghi però comunicano tra loro) e che non sia stata effettuata neppure la sanificazione dei luoghi di lavoro e delle auto;
  • pare che non ci sia un’azione organica per garantire le presenze del personale: è stato imposto di usufruire delle ferie (pur non in scadenza) e delle ore di ROS e anche a chi vorrebbe e potrebbe essere in servizio, perché magari privo di carichi familiari, viene imposto di stare a casa: in conseguenza di ciò per la copertura dei servizi viene poi attivato personale in straordinario retribuito;

CONSIDERATO CHE

  • ogni buon amministratore deve avere cura di gestire con scrupolo e attenzione il personale dipendente;
  • ciò che si ritiene mancante e che in questa sede si intende sollecitare non sono le parole depositate in circolari, disposizioni e comunicazioni, bensì le indicazioni operative pratiche rivolte a chi 24 ore 24, 7 giorni su 7, festivi inclusi, presta un prezioso servizio alla collettività;

INTERPELLA

Il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:

  1. se il Comando abbia a disposizione mascherine, gel sanificanti e altri dispositivi di protezione idonei (dotati di certificazione e scheda tecnica) a contrastare il contagio da COVID-19 in numero sufficiente per tutti i dipendenti, se li abbia distribuiti a tutti e quando;
  2. quanti siano ad oggi gli operatori della Polizia Municipale contagiati da COVID-19 e quali provvedimenti siano stati assunti per contenere il contagio di chi è venuto a contatto con questi colleghi (sanificazione veicoli, sezioni, uffici, reparti, nuclei, spogliatoi, gabinetti);
  3. quanti dipendenti del Corpo siano stati sottoposti a tampone e quanti ne siano stati richiesti;
  4. se e quando sia stata effettuata la sanificazione e disinfezione dei luoghi di lavoro, compresi i veicoli in uso al Corpo;
  5. se si provveda alla quotidiana rilevazione della temperatura corporea, ad inizio e fine turno, per ciascun turno e reparto/sezione/ufficio;
  6. se l’Amministrazione sia disponibile ad incardinare un tavolo tecnico per la Polizia Municipale ove affrontare con la necessaria specificità le peculiari questioni operative del Corpo;
  7. se l’Amministrazione intenda adottare con urgenza una serie di protocolli operativi per fornire indicazioni specifiche e precise sia circa l’uso delle mascherine e degli altri dispositivi di protezione sia in relazione alle differenti e variegate situazioni lavorative;
  8. se e da quando tutti gli operatori della Polizia Municipale stiano percependo l’indennità di ordine pubblico per i servizi prestati in questo periodo di emergenza sanitaria;
  9. se e con quali modalità, come indicato a pagina 49 del documento cardine della Giunta Appendino intitolato “Programma di governo per la Città di Torino 2016-2021” (mecc. 2016 03358), l’Amministrazione abbia provveduto alla “stipulazione di assicurazione in forma convenzionata che copra gli operatori di Polizia Municipale sui rischi fisici derivanti dalle attività di servizio esterno e non tutelati dagli istituti previsti dalle normative nazionali per le Forze dell’Ordine (forme equivalenti all’equo indennizzo in primis).”.

Sospensione delle Commissioni causa coronavirus: Minoranze e Giunta d’accordo, ma la Maggioranza se ne frega

Il M5S vota contro, in Conferenza dei Capigruppo, alla proposta, condivisa dai suoi stessi Assessori, di annullare (il Consiglio Regionale ha già fatto altrettanto) le prossime Commissioni del Consiglio Comunale di Torino. Decisione senza senso, che probabilmente neanche la stessa Ferrero saprebbe motivare. Appendino ancora una volta si dimostra ostaggio di una Maggioranza irresponsabile.

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Al centro della visione politica della lista civica per la quale mi sono candidato ci sono la persona, la libertà e la dignità di ogni essere umano, la centralità della famiglia e del lavoro, la solidarietà sociale e il rispetto per l’ambiente.

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