Quando il Volontariato fa da banca per la Città di Torino

È il caso, per esempio, di Auser. “Aspettiamo rimborsi dal Comune per 80 mila euro, senza ricevere risposta ai nostri solleciti”, lamenta il Presidente Vittorio Federico. Situazioni come questa sono inaccettabili. Grave il ritardo, altrettanto grave la mancanza di risposte. Le Associazioni erogano servizi fondamentali, servizi che spesso le Istituzioni non sono  in grado di garantire.

Un credito pari a circa 80 mila euro maturato nei confronti della Città di Torino nel biennio 2017-2018: è quello accumulato dall’Associazione di Volontariato Auser Torino per la gestione di progetti di cosiddetta “domiciliarità leggera”. Ma nelle casse dell’Associazione non è arrivato un centesimo.
“Quotidianamente ci occupiamo di sostenere le persone in difficoltà: i nostri Volontari si occupano di accompagnare con le auto sociali gli anziani presso le strutture di cura, a fare la spesa, a sbrigare commissioni. O, semplicemente, passano con loro del tempo. Per offrire questi servizi, dobbiamo sostenere un carico economico importante. Utilizziamo i nostri mezzi, anticipiamo i costi relativi alla benzina, alla manutenzione e per la struttura, le utenze eccetera. Il Comune si impegna, in teoria, a contribuire a coprire una  parte di queste spese. Nei fatti, ci stiamo esponendo economicamente solo noi, perchè il Comune non paga”, racconta il Presidente Vittorio Federico.
La cifra di cui sopra si riferisce a progetti concordati con le Circoscrizioni. Ma, una volta redatta la determina (autorizzazione al pagamento), spetta alla Tesoreria del Comune procedere con il pagamento: nulla di fatto, tuttavia, da due anni a questa parte.
“Abbiamo inviato raccomandate di sollecito alla Sindaca Appendino e all’Assessore Schellino, senza alcun riscontro”, continua Vittorio Federico.
Trovo inaccettabile questa dinamica. È gravissimo che siano le Associazioni a fare da banca per il Comune di Torino. Realtà come l’Auser svolgono una funzione insostituibile e rappresentano una colonna del welfare. Arrivano anche laddove le Istituzioni – per mille ragioni, a partire da quella economica – non sono in grado di giungere.
È altrettanto grave che i Volontari non riescano ad aprire un’interlocuzione con la Città, che anzi ignora in maniera smaccata i loro messaggi.

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