La Corte Costituzionale definisce insufficienti le pensioni di invalidità: politica in grave ritardo

Non capiti più che sia necessario attendere una sentenza per intervenire su iniquità palesi e gravi come pensare che persone che non possono lavorare possano sopravvivere con meno di 300 euro al mese.

I 286 euro scarsi al mese che costituiscono la somma mensile percepita dal titolari di una pensione di invalidità non sono sufficienti: fino a ieri lo dicevano “soltanto” la logica e i parametri Istat (che fissano a un reddito circa doppio la soglia di sussistenza), da oggi lo afferma anche la Corte Costituzionale, che rileva in questa cifra drammaticamente inadeguata una violazione al diritto al mantenimento delle persone inabili al lavoro (Articolo 38 della Costituzione). Non appena la sentenza sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, queste pensioni saliranno a 516 euro. Rinnovo il mio ringraziamento al giudice di Torino che, coraggiosamente, aveva fatto ricorso e auspico che, la prossima volta, la politica non debba più attendere una sentenza della Corte Costituzionale per farsi carico di simili iniquità e discriminazioni. Ipotizzare che una persona maggiorenne con inabilità assoluta al lavoro possa sopravvivere con meno di 300 euro al mese è sempre stato assurdo. La riforma di un istituto che non è più né equo né umano proceda, ora, speditamente.

Corte Costituzionale, Moderati, Pensioni di invalidità

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