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INTERPELLANZA – L’illusione della democrazia diretta 5 Stelle: il fallimento delle interpellanze del cittadino

PREMESSO CHE

  • con la deliberazione del Consiglio Comunale n. ord. 15 del 26 febbraio 2018 (mecc. 2017 03735) è stato novellato il Regolamento comunale n. 297 (“Testo unico delle norme regolamentari sulla partecipazione, il referendum, l’accesso, il procedimento, la documentazione amministrativa e il difensore civico”) introducendo l’articolo 11 bis;
  • il nuovo articolo è composto da quindici punti: il primo prevede – per cittadini e residenti che abbiano compiuto 16 anni di età – la facoltà di rivolgere al Sindaco e alla Giunta interpellanze per conoscere le motivazioni dell’azione della Città o i suoi intendimenti su questioni di interesse generale o le posizioni della medesima su argomenti di rilievo cittadino;
  • le richieste devono essere presentate in forma scritta, consistono in una sola domanda (se necessario articolata) e devono essere inviate con posta certificata alla Presidenza del Consiglio comunale oppure consegnate all’U.R.P (Ufficio Relazioni con Pubblico);
  • ogni cittadino potrà presentare sino a un massimo di quattro interpellanze per anno solare;
  • l’Ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale ha facoltà di decidere motivatamente in merito all’ammissibilità delle interpellanze presentate e ne programma la discussione seguendo preferibilmente l’ordine cronologico di presentazione;

EVIDENZIATO CHE

  • il provvedimento venne approvato con 22 voti favorevoli, cioè la sola maggioranza 5 stelle;
  • tutte le Circoscrizioni amministrative cittadine fornirono parere sfavorevole/negativo;

CONSIDERATO CHE

  • pare alquanto privo di evidenza empirica l’enunciato di cui all’articolo 11 bis, punto 9: “Una volta al mese la risposta alle interpellanze è fornita verbalmente nell’aula in cui si riunisce il Consiglio comunale, dal Sindaco o dall’Assessore competente, in un tempo appositamente dedicato, complessivamente non superiore ai 50 minuti, antecedenti l’ora di convocazione del Consiglio Comunale.”;
  • il 30 settembre 2019 si è interrotta la discussione delle interpellanze del cittadino e molti di essi sono in attesa che il proprio atto conosca la risposta dell’Amministrazione;
  • secondo quanto appreso dallo scrivente, per alcune interpellanze recapitate via PEC sono stati necessari oltre 60 giorni per l’accoglimento e, dunque, per la successiva comunicazione dell’esito al cittadino presentante;

INTERPELLA

Il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:

  1. quali siano le motivazioni alla base del mancato rispetto del calendario mensile di convocazione della discussione delle interpellanze cittadine;
  2. se l’Amministrazione sia a conoscenza dei tempi necessari per l’accoglimento delle interpellanze recapitate via PEC e come si pensa di ovviare a quella che pare avere i connotati di una lungaggine, cioè di un disservizio per i cittadini;
  3. se l’Amministrazione pentastellata, per presentarsi con validi argomenti alla prossima campagna elettorale, intenda imprimere un’accelerazione alla discussione di tutte le interpellanze dei cittadini depositate, protocollate ed in attesa di protocollo.

Silvio Magliano