Il bar robotico “fugge” a Milano

Ecco le domande che, a settembre, porrò alla Giunta.

Presentato in pompa magna come ultima frontiera dell’innovazione e testato ai Murazzi di Torino l’estate scorsa; aperto a Milano quest’anno, nell’assoluto silenzio dell’Amministrazione (che poi, per bocca dell’Assessore Pisano, ha provato a parlare di “successo”: ma noi l’abbiamo appreso dai giornali). Parliamo, naturalmente, del “barman robotico” RoboTò.

Fin da subito la collaborazione tra la Città di Torino e la società Makr Shakr suscitò perplessità presso alcuni operatori del settore; con una mia prima interpellanza sul tema, chiesi conto alla Giunta di termini e condizioni della collaborazione stessa.

Il punto è che, almeno ai miei occhi, manca qualsiasi evidenza dei benefici diretti garantiti a Torino e ai torinesi da questa esperienza supportata dal Comune, mentre sono ben chiari i benefici dei quali, in termini sia economici sia strategici, ha potuto beneficiare la società Makr Shakr.

A settembre porterò dunque nuovamente il tema in Sala Rossa, per sapere, tra le altre cose, dettagli sull’interesse economico incamerato dalla Città di Torino per le Arcate 23-25 dei Murazzi; quali siano state le ricadute finanziarie, commerciali e occupazionali per la Città; quali esercizi pubblici o attività commerciali abbiano occupato gli spazi della Arcate dei Murazzi 23-25 negli ultimi 12 mesi; e, soprattutto, con quali politiche innovative l’Amministrazione intenda competere con le altre città italiane ed europee per attrarre investimenti e insediamenti produttivi capaci di generare profitti e benessere per il tessuto cittadino.

RoboTò

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