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E ora chi difenderà i cristiani nel nostro Paese?

Inconcepibile manifesto di un cineforum a Milano: il volto del Papa emerito deturpato ignobilmente. Dove sono i paladini del rispetto che hanno costretto il Faà di Bruno a rinunciare alla propria conferenza?

La foto di Papa Benedetto imbrattata con trucco e belletto sul manifesto di una rassegna dedicata al cinema omosessuale presso l’Università Statale di Milano è passata assurdamente sotto silenzio, a differenza di quanto è successo per la conferenza organizzata dall’istituto Faà di Bruno e di quello che sta accadendo per il Convegno Sì alla famiglia. In un momento in cui si discute di legge sull’omofobia, sono seriamente preoccupato per i cristiani: chi li difenderà, chi tutelerà la loro fede dall’affronto e dal vilipendio? Lo dico con l’animo di chi ha negli occhi i volti dei ragazzi che si sono tolti la vita perché oggetto di dileggio per le loro tendenze sessuali, lo dico invitando tutti a lottare perché nessuno subisca violenza per le proprie scelte personali e sentimentali, ma non posso non dirlo: trovo assurdo questo clima di caccia alle streghe per cui non si può più esprimere la propria opinione a favore di qualcosa, vedi la famiglia o la vita, senza venire tacciati di offendere la sensibilità e la libertà di qualcuno, senza venire accusati di pronunciarsi contro qualcun’altro. Ebbene come persona e come cattolico rivendico il diritto di dire ciò che penso, di sottolineare ciò in cui credo, prima di tutto i principi non negoziabili, la vita, la famiglia e la libertà di educazione. Mi piacerebbe che, come ho sempre fatto io per gli altri, qualcuno si battesse perché i cattolici potessero liberamente esprimere le proprie opinioni, che una certa sinistra si sollevasse quando a essere oggetto di scherno, quando a essere insultati, sono i cristiani, così come sale sulle barricate quando altri, più vicini, si sentono minacciati. Spero anche che i cattolici del PD trovino il coraggio di difendere quegli stessi principi non negoziabili che ora vengono messi in discussione, che si battano perché essere cristiani e difendere la famiglia non diventi un marchio d’infamia, che escano dal buio per sostenere con forza che imbrattare la figura del Papa non è esprimere un’idea, ma infangare senza ragione non soltanto una persona, ma anche la fede di milioni di italiani.

Lo spero, ma so che è una speranza molto flebile. Quindi resta la domanda: chi difenderà i cristiani? Io di sicuro, sempre e comunque.

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