Il grido dello sport cittadino: La Città ci aiuti!

I Moderati in Comune hanno presentato un’interpellanza per chiedere all’Amministrazione di cancellare, ridurre o prorogare gli importi relativi a locazioni, concessioni e tributi: sarebbe ossigeno per tante realtà oggi ad altissimo rischio chiusura.

Molte delle 200 realtà – tra palestre, impianti, campi sportivi e strutture di altra natura – che costituiscono il patrimonio sportivo cittadino stanno lanciando il loro grido d’allarme: “Senza un aiuto concreto, saremo costretti a chiudere”. Mi sono fatto carico di questa richiesta in Comune. Ho presentato un’interpellanza per chiedere all’Amministrazione Civica se sia intenzionata a cancellare, o almeno a ridurre o prorogare, gli importi dei canoni di locazione e concessione di impianti, campi, piscine, bocciofile e palestre, e se sia intenzionata a ridurre o azzerare gli importi dei tributi di propria competenza per l’annualità in corso o ancora, in alternativa, di prorogare il termine di scadenza delle concessioni in essere. L’emergenza sanitaria ha sostanzialmente interrotto tutta l’attività sportiva, a tutti i livelli. Se l’attività dei professionisti è in fase di ripresa, lo sport di base è ancora sostanzialmente fermo al palo. Molte realtà, che devono fronteggiare costi anche ingenti a fronte di un crollo dei ricavi, sono ora a rischio chiusura.

Famiglia e libertà di educazione? Per questa Maggioranza, temi buoni soltanto per fare campagna elettorale

Bocciati in Consiglio Regionale in difesa di questi principi quattro miei emendamenti al DDL “Riparti Piemonte”: niente sostegno alle famiglie per le iscrizioni ai Centri Estivi né per l’acquisto di dispositivi per la didattica a distanza, niente allargamento della platea degli aventi diritto al voucher scuola, niente sostegno agli studenti fuori sede. La prova del nove del voto in Aula fa cadere tutte le maschere: ora è chiaro a tutti quanto poco questa Maggioranza e questa Giunta tengano a questi fondamentali valori.

Famiglia e libertà di educazione: due principi ai quali questa Maggioranza in Regione tiene solo a parole. Al momento di votare, infatti, li abbandona puntualmente, rimangiandosi promesse e affermazioni di principio. L’Amministrazione Cirio perde un’occasione storica, destinando alle famiglie del Piemonte una percentuale prossima allo zero delle risorse disponibili.

Questa dinamica si è ripetuta per l’ennesima volta durante il Consiglio di oggi: respinti quattro miei emendamenti relativi proprio a questi principi.

Ecco ciò cui dovremo rinunciare a causa delle esplicite e consapevoli scelte politiche della Maggioranza a Palazzo Lascaris.

Primo, le famiglie che hanno l’urgenza di organizzare la gestione dei figli nei mesi di chiusura delle scuole dovranno dire addio a un contributo economico per l’iscrizione dei figli ai Centri Estivi, il cui costo crescerà rispetto agli anni passati. La mia proposta chiedeva un contributo di 300 euro a figlio per i nuclei con reddito Isee annuo non superiore a 30mila euro.

Secondo, tante famiglie piemontesi si vedranno negata la possibilità di accedere al voucher scuola, dal momento che questa Maggioranza ha respinto la mia proposta di innalzare a 40mila euro la fascia Isee per la quale questo contributo è garantito, potenziando il fondo esistente con un ulteriore versamento di 4 milioni di euro.

Terzo, le famiglie dovranno rinunciare a un contributo economico per l’acquisto di dispositivi informatici per la didattica a distanza. Evidentemente, per i colleghi di centrodestra in tutte le case piemontesi si dispone di un numero sufficiente di accessi alla rete per consentire contemporaneamente lo smartworking a chi lavora e la didattica a distanza a scolari e studenti. La mia proposta era di erogare un contributo fino a 400 euro a famiglia per l’acquisto di tecnologia per la didattica a distanza.

Quarto, gli studenti fuori sede dovranno rinunciare a un contributo di mille euro per pagare l’affitto delle mensilità marzo-maggio. Evidentemente, per i colleghi di centrodestra il concetto di studente-lavoratore che si paga lo studio con la propria attività professionale, giocoforza interrotta per settimane, non esiste.

Ora, almeno, sappiamo con certezza con chi abbiamo a che fare e quali siano i valori di questa Maggioranza e di questa Giunta, che assumono certe posizioni di fronte alle telecamere dei telegiornali e posizioni diametralmente opposte di fronte alla pulsantiera del voto in Consiglio.

Ci saremmo aspettati molto più coraggio. Avevamo l’occasione di intervenire su tante debolezze: l’abbiamo buttata.

Rinvio di utenze e spese condominiali: la mia proposta per aiutare i torinesi

Riscaldamento e acqua, COSAP e precari edilizi: ho presentato una mozione in Sala Rossa affinché siano prorogate le scadenze dei pagamenti a favore della Città o di società controllate o partecipate dal Comune. Intendo in questo modo sostenere i torinesi dal punto di vista economico in questa fase di crisi.

La crisi epidemiologica va di pari passo con la crisi economica e sociale: tra i torinesi, che abitano in larga parte in contesti condominiali, sono in preoccupante crescita sia le situazioni di morosità incolpevole sia le difficoltà nel sostenere le spese per le utenze condominiali. Ho depositato una mozione affinché si giunga a un rinvio delle scadenze previste per i pagamenti delle utenze condominiali (essenzialmente riscaldamento e acqua) a favore di società e aziende controllate o partecipate dal Comune e per il pagamento dei tributi di competenza locale (COSAP e precari edilizi). In questi mesi di lockdown non è stato possibile tenere le assemblee condominiali secondo la consueta modalità in presenza; alla stessa maniera, non è stato possibile per molti cittadini recarsi presso uffici e sportelli per provvedere ai versamenti delle spese di gestione. Spero che il mio atto trovi ampio riscontro tra i colleghi Consiglieri.

“Zona blu”, serve la sospensione fino alla fine di agosto

La pandemia non è finita, Torino non è ripartita. Le condizioni oggettive che hanno portato alla giusta decisione di sospendere la sosta a pagamento non sono variate a tal punto da suggerire un ritorno alle modalità pre-quarantena, né lo saranno a partire dal 3 giugno.

Serve una sospensione delle strisce blu a pagamento almeno fino alla fine di agosto. Vogliamo evitare che i mezzi pubblici tornino a essere affollati oltre un livello gestibile e vogliamo che le famiglie con figli piccoli non siano penalizzate. Le tante richieste che, in questo senso, ci stanno arrivando da parte di cittadini ci fanno pensare che questo pensiero sia condiviso da molti: la Giunta Appendino valuti seriamente l’ipotesi di un’ulteriore proroga.

Servizi per l’Infanzia e l’Adolescenza, accolte le mie richieste

Modificate le linee guida della conferenza Stato-Regioni: anche chi ha più di sessant’anni potrà, per esempio, accompagnare i nipoti ai Centri Estivi.

Accogliamo con soddisfazione le modifiche apportate alle linee guida della Conferenza Stato-Regioni per la riapertura dei Servizi per l’Infanzia e l’Adolescenza. Non sarà più negata agli over 60 la possibilità di accompagnare i bambini e i ragazzi presso le strutture e ai Centri Estivi. Negli scorsi giorni avevo rilevato la palese incongruenza di un’indicazione contraria, dal momento che ai nati prima del 1960 è consentito accedere ad attività quali bar, ristoranti, palestre e centri estetici. Anche la temperatura massima corporea massima consentita, prima indicata a 37.2°, è stata uniformata a 37.5°, come per tutti gli altri contesti. Giusta la scelta di modificare indicazioni palesemente discriminatorie in base all’età e incongrue anche da un punto di vista meramente logico.

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Al centro della visione politica della lista civica per la quale mi sono candidato ci sono la persona, la libertà e la dignità di ogni essere umano, la centralità della famiglia e del lavoro, la solidarietà sociale e il rispetto per l’ambiente.

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