Mobilità elettrica in alternativa alla mobilità tradizionale

Auto elettrica

L’auto elettrica sta assumendo un ruolo sempre più importante a causa dell’inquinamento e del costo dei carburanti. Inoltre l’uso di tali mezzi permetterebbe di ridurre l’inquinamento atmosferico, la libera circolazione in ZTL e il posteggio gratuito. I comuni di Firenze e Parma vantano già la circolazione di 4.000 mezzi elettrici e la presenza di oltre 100 colonnine di ricarica collocate sul territorio. Chiedo pertanto alla Giunta comunale quali siano le tempistiche previste per l’installazione di punti ricarica dei mezzi elettrici nel comune di Torino e quando si prevede la partenza del bando car-sharing elettrico.

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Radio Black Out, il rispetto si conquista con il rispetto

La redazione di Radio Black Out usufruisce a condizioni agevolate degli spazi nei quali svolge la propria attività: basta questo a rendere decisamente spiacevole il fatto che il direttivo dell’emittente rifiuti di partecipare a un incontro presso Palazzo Civico.
Ma a questa prima mancanza di rispetto se ne aggiunge un’altra, più grave, nei confronti del Consiglio, bellamente ignorato e scavalcato da persone che, evidentemente, preferiscono rapportarsi soltanto con gli esponenti (un paio in tutto) della Giunta con i quali hanno un rapporto consolidato.
Anche in questo ambito, il rispetto si può pretendere se si è disposti a darlo.
Pertanto – a maggior ragione in una fase di drammatica mancanza di spazi per il sociale – potendo scegliere preferisco che il Comune dia in concessione i propri locali a una delle moltissime associazioni non profit che, sul nostro territorio, lavorano duramente per il bene della collettività, piuttosto che a un’emittente che fa della diffusione di messaggi violenti il proprio quotidiano.
Silvio Magliano – Consigliere Comunale (Moderati)

Ora è chiaro: questa Amministrazione vuole il suk a prescindere da, e anzi contro, l’interesse e l’opinione dei cittadini

Tutti gli attori coinvolti si sono espressi contro il mercatino dell’illegalità: cittadini, commercianti, Circoscrizioni. Se non è la cittadinanza a volerlo, perché non lo si cancella una volta per tutte?
Dopo l’ennesima presa di posizione della cittadinanza, degli esponenti del commercio e delle Circoscrizioni contro il mercatino del libero scambio, la domanda è più che mai legittima: l’obiettivo di questa Amministrazione qual è? Perché davvero risulta difficile capire le ragioni per mantenere in vita a tutti i costi il bazar – se non un molto malinteso concetto di integrazione.
A maggior ragione dopo i vari interventi in occasione del Diritto di Tribuna di oggi, diventa arduo anche per i più sfacciati sostenere che siano i torinesi a desiderare che il mercatino dell’illegalità resti aperto, in via Monteverdi o altrove.
Qualcuno, nel tentativo di argomentare a favore del suk, arriva a sostenere che si tratta di “un’eccellenza cittadina”. Lo dico per assurdo: se ci crede davvero, questo qualcuno provi a lavorare per collocare il bazar in centro città, magari proprio ai Giardini Reali – come proposto da un gruppo di cittadini. Ma, al contrario, mi sembra evidente che il suk è sempre più spostato verso le periferie perché fa paura, perché non si riesce a contenere e non si riesce a gestire.
Silvio Magliano – Consigliere Comunale (Moderati)

Banchi montati all’alba in corso Brunelleschi: le promesse non bastano più, intervengano i vigili

Propongo di destinare una pattuglia della Polizia Municipale al presidio del mercato, per impedire agli addetti di cominciare a montare i banchi prima dell’orario consentito dal regolamento (il mercato apre alle ore 7, pertanto le operazioni di allestimento non possono iniziare prima delle 5.30).
La mia prima interpellanza su questo tema risale al luglio 2014. In questi quindici mesi la situazione è, se possibile, peggiorata: il disagio non è minimamente diminuito e in compenso si è aggiunta l’arroganza di alcuni degli addetti al montaggio dei banchi, aggressivi nei confronti di coloro che si permettono anche solo di chiedere spiegazioni. Oltre al danno, la beffa.
Di fronte ai problemi, le generiche promesse di circostanza di questa Giunta non bastano più né ai cittadini né alla risoluzione dei problemi concreti della città: si provi provi pertanto a percorrere la via delle soluzioni concrete.
Silvio Magliano – Consigliere Comunale (Moderati)

Disabilità non è malattia: assurdo vincolare il diritto al posteggio riservato a un minimo di uscite mensili per finalità mediche

La disabilità è una condizione e non sempre una malattia: le persone disabili si spostano in città anche per ragioni differenti da terapie e visite. Come qualsiasi cittadino, si muovono per le più svariate ragioni: professionali, sociali, culturali e personali. Anche i buoni taxi e altre simili misure sono pensate sulla base della medesima finalità: garantire alle persone disabili una piena fruizione della mobilità cittadina.

A maggior ragione appare assurdo l’articolo della “Nuova disciplina delle riserve di sosta personali per disabili” secondo il quale “per i richiedenti sprovvisti di patente e non abilitati alla guida (esclusi i non vedenti dietro presentazione verbale d’invalidità) occorre documentare mediante la presentazione di un certificato rilasciato dal proprio medico di famiglia lo spostamento di almeno 10 volte al mese con carattere continuativo per esigenze terapeutiche”. L’articolo discrimina inoltre i cittadini disabili dal punto di vista del diritto alla mobilità urbana. È positivo che anche la Giunta si avveda dell’urgenza della questione; ora si lavori per superare questa normativa piena di contraddizioni.

Valutiamo inoltre la possibilità di applicare anche a Torino una misura già adottata con successo in altri comuni italiani: consentire agli automobilisti che espongono sul cruscotto il tagliando per il diritto al posteggio negli stalli gialli il posteggio gratuito in zona blu quando i posteggi riservati non risultano liberi.

Silvio Magliano – Consigliere Comunale (Moderati)

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Al centro della visione politica della lista civica per la quale mi candido ci sono la persona, la libertà e la dignità di ogni essere umano, la centralità della famiglia e del lavoro, la solidarietà sociale e il rispetto per l’ambiente.

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