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ORDINE DEL GIORNO – Impegno della Regione Piemonte per la reindustrializzazione dell’ex EMBRACO

Premesso che

– il Consiglio Regionale ha costantemente presidiato la vicenda dello stabilimento Embraco di Riva presso Chieri e dei suoi lavoratori, i quali hanno subìto prima l’abbandono industrialmente ingiustificato da parte della multinazionale Whirlpool, che ha voluto la dismissione del sito nonostante lo stesso realizzasse performance tecniche e organizzative adeguate alle sfide competitive del settore del compressore per la refrigerazione, e poi lo scempio fraudolento delle prospettive di riconversione da parte della società Ventures s.p.a. condotta al fallimento dalla mala gestiodi una proprietà sciagurata, come confermato anche dagli ordini del giorno n. 177 e n. 361 approvati all’unanimità nelle adunanze consiliari del 28 gennaio e del 21 luglio 2020;

– il 15 settembre 2020 in un incontro presso la Prefettura di Torino, il 2 novembre 2020 in un incontro presso la Prefettura di Belluno ed il 12 novembre 2020 in un incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico svoltosi alla presenza, fra gli altri, della Regione Piemonte e della Regione Veneto, della Città Metropolitana di Torino e della Provincia di Belluno, dei Comuni torinesi e bellunesi coinvolti e delle Organizzazioni Sindacali nazionali e territoriali competenti, il Governo ha presentato un Progetto per la costituzione di una Newco denominata ItalComp, finalizzato alla costituzione di un campione industriale europeo nel settore del compressore per la refrigerazione domestica e commerciale attraverso l’integrazione in una medesima filiera produttiva dello stabilimento ex Embraco di Riva presso Chieri (TO) e dello stabilimento ACC di Borgo Valbelluna (BL), il primo dedicato alla produzione di almeno 8 milioni di motori elettrici per compressori e per altre applicazioni elettrodomestiche ed extra-eldom (nautica, scooteristica, biking, ecc.) e il secondo all’assemblaggio di 6 milioni di compressori;

– il Progetto ItalComp prevede investimenti per oltre 56 milioni di euro funzionali alla generazione a regime di un fatturato superiore ai 155 milioni di euro annui e di una redditività allineata alla media internazionale del comparto, attraverso la costituzione di una società mista pubblico-privata, partecipata – secondo il modello disegnato dall’art. 43 D.L. Rilancio mercé l’accesso al Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività d’impresa – da Invitalia, dalle Regioni Piemonte e Veneto attraverso appositi veicoli finanziari e da soggetti imprenditoriali privati (fornitori, clienti, altri componentisti, ecc.);

– il Progetto è stato apprezzato da tutte le forze politiche e sociali e dalle categorie economiche che vi hanno riconosciuto un condiviso, coerente e innovativo intervento di politica industriale finalizzato a rafforzare la filiera italiana ed europea dell’elettrodomestico, sottraendola all’opprimente dipendenza tecnologica e commerciale dai grandi produttori orientali e orientato ai valori strategici dell’innovazione di prodotto, della qualità e della flessibilità del servizio, del presidio dei segmenti premium dei mercati internazionali, del ritorno in Italia delle attività produttive delocalizzate (il c.d. back-shoring), della partecipazione dei lavoratori e del radicamento comunitario;

– il Progetto esige, per la sua compiuta, efficace e tempestiva implementazione, la previa messa in sicurezza della società ACC, attualmente in amministrazione straordinaria, alla quale è affidata la missione di veicolare nel nuovo soggetto ItalComp i suoi assetindustriali affinché fungano da piattaforma industriale comune su cui innestare le attività produttive e le risorse occupazionali del sito ex-Embraco;

– ACC è oggi in una condizione industriale significativamente positiva (volumi di vendita e di produzione in forte crescita, avvenuto lancio di un nuovo compressore a velocità variabile apprezzato dal mercato; riconduzione in Italia delle produzioni e delle catene di approvvigionamento delocalizzate in Cina; ecc.), ma versa in una condizione di marcata fragilità finanziaria, essendo in stallo a causa dell’ormai irrecuperabile ritardo delle Autorità europee i finanziamenti previsti dalla Legge Prodi-bis che le sarebbero dovuti pervenire, e vede incombere nelle prossime settimane l’esaurimento della sua liquidità;

– il Governo italiano, per sopperire all’assenza dei fondi di matrice europea, si è impegnato, con il consenso delle Regioni Piemonte e Veneto, all’attivazione a favore di ACC di tutte le misure rese disponibili dal Temporary Framework (quali per esempio la Garanzia Italia predisposta dal Decreto Liquidità del 2020), così da consentirle la prosecuzione dell’attività industriale e l’assorbimento nel Progetto ItalComp, quale vettore della riattivazione del sito di Riva presso Chieri e della conseguente assunzione dei lavoratori attualmente sospesi in CIGS e destinatari della procedura di licenziamento collettivo a opera della curatela fallimentare di Ventures s.p.a.;

Considerato che

purtroppo, né gli istituti di credito già coinvolti nell’erogazione ad ACC dei finanziamenti di cui alla Legge Prodi-bis, né altri istituti di credito hanno ancora risposto positivamente – nell’esercizio doveroso della loro responsabilità sociale e della loro attenzione alle pressanti esigenze socio­economiche del territorio – alle sollecitazioni provenienti dal Governo, dalle Regioni Piemonte e Veneto, dalle Organizzazioni sindacali e dalle Associazioni datoriali, così finendo per mettere a repentaglio il salvataggio di due siti storici, già leader mondiali nel settore del compressore e accomunati dalla provenienza tecnologica di entrambi dalla torinese Aspera, e per compromettere il salvataggio e il rilancio di un simbolo – qual è Riva presso Chieri – della resistenza dei lavoratori e della comunità torinese tutta a pratiche inaccettabili di de-industrializzazione violenta e insensata;

Il Consiglio regionale impegna il Presidente e la Giunta regionale

1) a rivolgere un appello pressante a tutti gli istituti di credito che operano sul territorio, affinché si rendano protagonisti di una autentica e positiva alleanza industriale per il rilancio della filiera del settore elettrodomestico in Piemonte, in Veneto e in Italia focalizzata sulla valorizzazione delle competenze produttive nazionali e dunque affinché concedano senza alcun indugio, realizzando una compiuta e virtuosa operazione di sistema, i finanziamenti necessari ora all’ACC di Borgo Valbelluna e, in prospettiva, all’ItalComp incaricata di reindustrializzare lo stabilimento ex-Embraco di Riva presso Chieri, e ne garantiscano l’immediata accessibilità a tutela dell’occupazione e delle iniziative di produzione e di investimento in corso;

2) ad attivarsi presso i ministeri competenti al fine di ottenere la proroga degli ammortizzatori sociali o l’utilizzo della cassa integrazione per covid a favore dei lavoratori dello stabilimento ex Embraco di Riva presso Chieri o di altri stabilimenti che vengano a trovarsi nelle medesime condizioni;

3) a chiedere al Governo, e in particolare al competente Ministero dello Sviluppo Economico, di mantenere un costante raccordo informativo con la Regione Piemonte in ordine all’erogazione dei finanziamenti necessari alla messa in sicurezza di ACC e al lancio di ItalComp, con particolare riferimento a quelli attivabili nell’ambito del Temporary Framework e della Garanzia Italia, anche laddove siano coinvolte banche locali venete, nonché in ordine alla ricerca di concrete soluzioni per il mantenimento dei livelli occupazionali;

4) ad attivarsi presso il Governo affinchè solleciti con ancora più forza la Commissione europea;

5) a chiedere al Governo, e in particolare al competente Ministero dello Sviluppo Economico, l’impegno a procedere con il piano integrato di rilancio dell’ex Embraco e di ACC, indipendentemente dall’atteggiamento sinora non collaborativo della Commissione Europea, accelerando la procedura per la costituzione di ItalComp, con un capitale sociale formato per il 70% da risorse pubbliche come previsto dall’art. 43 D.L. Rilancio, per superare la logica di due disgiunti interventi di salvataggio e per realizzare invece un progetto integrato di politica industriale per la creazione del Polo italiano del Compressore.

ORDINE DEL GIORNO – Prevenzione dei suicidi, urge anche in Italia una normativa nazionale: la Regione solleciti in questo senso Governo e Parlamento

Il Consiglio Regionale del Piemonte

Premesso che:

• nonostante la prevenzione del suicidio sia stata individuata come obiettivo prioritario dai maggiori Organismi Internazionali, solo pochi Paesi nel mondo hanno sviluppato una strategia nazionale per la prevenzione del suicidio e l’Italia non è ancora tra questi;
• una strategia nazionale di prevenzione del suicidio risulterà essere più efficace se implementata sulla base dell’individuazione dei principali fattori di rischio a livello locale con interventi mirati anche a livello di comunità.

Premesso, altresì, che:

• in data 8 ottobre 2019 è stata depositata presso la Camera di Deputati la Proposta di Legge n. 2151 “Disposizioni per la prevenzione del suicidio e degli atti di autolesionismo” del Deputato Romaniello.

Tenuto conte che:

• tra i vari obiettivi e misure la suddetta Proposta di Legge intende: favorire la conoscenza del fenomeno del suicidio, i comportamenti ad esso connessi e i fattori e le cause che possono determinarlo; migliorare i sistemi di intervento e la formazione del personale; favorire la possibilità di inserimento nel proprio contesto sociale; promuovere la ricerca scientifica; limitare i rischi causati dal cattivo uso della rete; istituzione di un apposito numero verde.

Considerato che:

• in Italia si registrano ogni anno circa 4.000 morti per suicidio;
• secondo i dati ISTAT della “Indagine sulle cause di morte”, nel 2016 nel nostro Paese si sono tolte la vita 3780 persone. Il 78,8% dei morti per suicidio sono uomini, soggetti più vulnerabili a fattori sociali ed economici;
• questo periodo di emergenza sanitaria da Covid-19 ha fatto emergere o esacerbare paure e/o disturbi mentali già presenti nella popolazione;
• le cronache di questi mesi di pandemia hanno raccontato tante storie di sofferenza e si stima che da marzo 2020 ad oggi in Italia si siano registrati 71 suicidi e 46 tentativi di suicidio connessi in maniera diretta o indiretta al Coronavirus.

Constatato che:

• le politiche di prevenzione del suicidio non possono essere confinate al solo ambito sanitario, ma devono tener conto anche dei potenziali fattori di rischio a livello di contesto sociale, economico e relazionale del soggetto;
• è necessario un intervento legislativo che miri nello specifico a prevenire il fenomeno del suicidio e degli atti di autolesionismo.

Impegna il Presidente e la Giunta Regionale a sollecitare il Governo ed il Parlamento affinché sia approvata una normativa nazionale di riferimento in materia di prevenzione del suicidio e degli atti di autolesionismo.

PROPOSTA DI MOZIONE – ZTL centrale e Zona Blu: misure urgenti a favore del commercio

Il Consiglio Comunale di Torino,
PREMESSO CHE

  • con l’Ordinanza n. 82 del 30 settembre 2020 la Sindaca ha prorogato la sospensione della ZTL Centrale dal 5 ottobre 2020 al 30 ottobre 2020;
  • il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte, vista la nota del Ministro della salute e il parere del Comitato tecnico scientifico, nella seduta del 7 ottobre 2020 ha deliberato la proroga, fino al 31 gennaio 2021, dello stato d’emergenza dichiarato in conseguenza della dichiarazione di “emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale” da parte della Organizzazione mondiale della sanità (OMS);

CONSIDERATO CHE

  • l’emergenza sanitaria in atto ha modificato gli stili di vita e la stessa articolazione della vita quotidiana di molti cittadini;
  • sono mutate esigenze e abitudini, probabilmente in modo in buona parte incontrovertibile, e certamente le conseguenze che ne scaturiscono per gli esercizi di somministrazione e i commercianti (soprattutto del centro cittadino) sono nefasti;

IMPEGNA

il Sindaco e la Giunta Comunale a prorogare la sospensione della ZTL Centrale fino alla cessazione dello stato di emergenza e a sospendere la sosta a pagamento nella “zona blu” per il medesimo arco temporale.

Silvio Magliano

ORDINE DEL GIORNO – Riconoscimento della Repubblica dell’Artsakh da parte delle Autorità italiane

Il Consiglio Comunale di Torino,
PREMESSO CHE

  • da alcune settimane la popolazione civile e tutte le strutture (comprese gli ospedali, le scuole, le abitazioni, i centri di protezione civile) della Repubblica dell’Artsakh (Nagorno Karabakh) sono bersaglio degli attacchi missilistici da parte delle forze armate
    dell’Azerbaigian, con l’acclarato supporto dei militari dell’esercito della Turchia, aiutati dai terroristi islamici portati appositamente sul territorio dalla Siria attraverso la Turchia;
  • la Repubblica dell’Artsakh (Nagorno Karabakh) è un simbolo per tutto il popolo armeno, disperso nel mondo a causa del Primo Genocidio del XX secolo perpetrato dalla Turchia Ottomana;
  • l’antichissima civiltà armena si è tramandata nei secoli: tra le sue montagne hanno preso avvio, in diversi momenti storici, iniziative di rinascita culturale e movimenti per l’autonomia e l’integrazione nazionale;
  • la Repubblica dell’Artsakh (Nagorno Karabakh) da più di un secolo rivendica la propria annessione all’Armenia, prima Repubblica Sovietica e da trent’anni Paese sovrano;
  • è arrivato il momento che la comunità internazionale riconosca ufficialmente questo Paese che è già de facto una Repubblica, con la propria forma di Stato e di Governo, democraticamente eletta dal proprio popolo;
  • i cittadini italiani di origine armena, riuniti nell’Unione degli Armeni d’Italia, chiedono alle autorità governative italiane di riconoscere questo piccolo Paese, affinché divenga un interlocutore diretto del nostro Governo;
  • è necessario un atto a forte valenza politica e a contenuto “umano”: per questa via non solo aiuteremo a ripristinare una verità storica e attuale, ma aiuteremo a far cessare i gravi attacchi militari in atto che stanno causando numerosi morti e un alto numero di feriti fra la popolazione civile e la distruzione delle infrastrutture;
    RICORDATO CHE
  • in data 6 febbraio 2012 il Consiglio Comunale approvava all’unanimità un Ordine del Giorno di cui lo scrivente era presentatore (mecc. 2012 00549) e che mirava al riconoscimento del genocidio armeno impegnando, tra l’altro, il Sindaco e la Giunta ad esprimere piena solidarietà al popolo armeno nella sua lotta per il riconoscimento della verità storica e per la difesa dei suoi diritti inviolabili, a invitare il Parlamento Europeo ad attivarsi affinché la Turchia riconoscesse formalmente e condannasse il genocidio del popolo armeno, a sostenere ogni iniziativa utile alla riconciliazione tra Turchia e Armenia ed al superamento delle ferite della Storia;

INVITA

Il Sindaco e la Giunta ad avviare le opportune interlocuzioni con le Autorità nazionali per giungere al riconoscimento della Repubblica dell’Artsakh, quale atto di civiltà che può portare non solo all’attuazione di un’azione giusta, ma soprattutto la fine di un silenzio prolungato che potrebbe diventare uno strisciante atto di complicità con i criminali.

Silvio Magliano

MOZIONE – ZTL centrale e Zona Blu: misure urgenti a favore del commercio

Il Consiglio Comunale di Torino,

Premesso che

  • con l’Ordinanza n. 82 del 30 settembre 2020 la Sindaca ha prorogato la sospensione della ZTL Centrale dal 5 ottobre 2020 al 30 ottobre 2020;
  • il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte, vista la nota del Ministro della salute e il parere del Comitato tecnico scientifico, nella seduta del 7 ottobre 2020 ha deliberato la proroga, fino al 31 gennaio 2021, dello stato d’emergenza dichiarato in conseguenza della dichiarazione di “emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale” da parte della Organizzazione mondiale della sanità (OMS);

Considerato che

  • l’emergenza sanitaria in atto ha modificato gli stili di vita e la stessa articolazione della vita quotidiana di molti cittadini;
  • sono mutate esigenze e abitudini, probabilmente in modo in buona parte incontrovertibile, e certamente le conseguenze che ne scaturiscono per gli esercizi di somministrazione e i commercianti (soprattutto del centro cittadino) sono nefasti; 

Impegna

il Sindaco e la Giunta Comunale a prorogare la sospensione della ZTL Centrale fino alla cessazione dello stato di emergenza e a sospendere la sosta a pagamento nella “zona blu” per il medesimo arco temporale.

Silvio Magliano.

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