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  • A Torino contano le persone

INTERPELLANZA – Non avremo altro ‘barattolo’ all’infuori di questo?

Scritto da Redazione sito on . Postato in Interpellanze

PREMESSO CHE

  • sono numerose le deliberazioni della Giunta comunale che nel corso degli ultimi anni hanno fornito una disciplina allo svolgimento del mercato di libero scambio;
  • con le deliberazioni del 25 ottobre 2016 (mecc. n. 2016 04809/070), del 22 novembre 2016 (mecc. n. 2016 05361/070) e del 6 aprile 2017 (mecc. n. 01248/131) la Giunta comunale ha sempre confermato l’intenzione di realizzare la rotazione della sede di svolgimento del mercato di libero scambio sia del sabato sia della domenica;

RILEVATO CHE

  • in molteplici occasioni ufficiali (solo per citarne alcune: Conferenza dei Capigruppo a novembre 2017, Assemblea pubblico AXTO il 27 novembre 2017, Conferenza dei Capigruppo il 23 marzo 2018) l’Assessore Giusta ha ribadito l’intenzione di individuare una nuova sede per il “Barattolo”, indicando date e tempistiche fino ad oggi sempre disattese;
  • medesimo tenore hanno avuto le risposte dell’Assessore alle interpellanze presentate dai Consiglieri d’opposizione;
  • nel corso della seduta del Consiglio Comunale di lunedì 11 giugno 2018, in risposta all’interpellanza “Nuova location per il Barattolo – Dopo due anni di promesse mancate, l’Assessore non può fare scena muta” (mecc. n. 2018 02008/002) prima firmataria Monica Canalis e sottoscritta anche dallo scrivente, l’Assessore Giusta così rispondeva: “Grazie, Presidente. Allora, sul tema provo a rispondere un po’ sinteticamente ai vari punti diciamo che toccano l’interpellanza nonostante, come ripeto, la questione è stata posta in maniera molto chiara, molto netta con tutti i Gruppi in Conferenza dei Capigruppo, all’interno di quella Conferenza dei Capigruppo si è detto che l’Amministrazione avrebbe provato ad avviare un percorso, un percorso in cui cercava di tenere tutte le persone dentro e tutti i Gruppi Consiliari dentro e ha registrato anche una disponibilità da parte di tutti i Gruppi che fanno parte del Consiglio Comunale a dare delle indicazioni, a ricevere delle proposte, dare delle istanze, quindi è per quello che d’accordo con la Conferenza dei Capigruppo noi avevamo detto proseguiamo all’interno di questo spazio la trattazione, non volontà di rispondere alle interpellanze in Aula come è invece scritto all’interno di questa interpellanza. Sulle tematiche che sono in qualche maniera state sollevate appunto sul principio della rotazione, principio della rotazione contenuto in delibera è una possibilità che in qualche maniera stiamo approfondendo, con il tavolo dei Presidenti di Circoscrizione, stiamo avviando un confronto e un lavoro che ha portato già alla costruzione di un piccolo gruppo di lavoro, questo piccolo gruppo di lavoro si dovrà già riunire, ma per un problema tecnico abbiamo dovuto rinviare, quindi nelle prossime settimane probabilmente si incontrerà di nuovo per riuscire a ragionare appunto se ci sono degli spazi, delle possibilità anche delle nuove modalità per gestire tutta la situazione legata al Barattolo, si stanno proponendo, proseguendo la ricerca di una nuova location, ovviamente sì, è quello che in qualche maniera abbiamo detto, ovvero relativamente al fatto che l’attività di Barattolo può essere anche in qualche modo ospitata in nuovi spazi, stiamo cercando di portare avanti, ne avevamo identificato uno all’interno di TNE, la Regione si è messa di traverso e quindi abbiamo dovuto in qualche maniera abbozzare. Stiamo cercando di capire un po’ determinate azioni che possiamo portare avanti anche su questo filone. Sì, per il resto con i comitati c’è un confronto quasi costante diciamo anche telefonico che in qualche maniera rivestono le varie indicazioni che vengono date, se non con me, anche con altre persone che fanno capito o nella mia segreteria o con gli uffici direttamente, siamo a conoscenza degli esposti depositati dai comitati di quartiere che tra l’altro sono nuovamente appellati al TAR segnalando che quella doveva essere un’attività da cancellare, il TAR per la seconda volta, anzi per la terza volta gli ha dato torto con una sentenza che dice che appunto quella non è un’attività commerciale, ma un’attività sussidiaria ed è un’attività basata sul recupero di oggetti sul riuso e sul ricircolo dei beni e quindi anche su questo ci stiamo continuando ad impegnare. Ora io vorrei essere molto chiaro, Presidente, il tema del Barattolo è un tema abbastanza difficile e complicato, è un tema difficile e complicato perché riveste delle fasce di popolazione che in qualche maniera hanno delle difficoltà a sopperire tutta una serie di risorse, eccetera, continuo attacco, continuo, diciamo così, contrasto su questi temi forse non è tanto, diciamo così, un attacco nei confronti dell’Assessore, è proprio una difficoltà di costruire un percorso comune sul quale si può provare a fare tante attività. Io davvero apprezzo e quindi ringrazio nuovamente la Conferenza dei Capigruppo con la quale si è avviato un percorso, piano all’interno delle varie difficoltà, all’interno anche delle diverse interpretazioni che possiamo dare su questo tema proseguiremo sulla strada che in qualche modo abbiamo già annunciato” (verbale seduta Consiglio Comunale dell’11 giugno 2018);

CONSIDERATO CHE

  • nei mesi di novembre e dicembre lo scrivente ha indirizzato alcune formali istanze di accesso atti alla Segreteria dell’Assessore Giusta e agli uffici della Direzione a Lui afferente per avere informazioni in merito alla gestione dell’immobile in via Vittorio Andreis 18 (interni);

INTERPELLA

Il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:

  1. quali siano le ragioni insormontabili e ostative allo spostamento del “Barattolo” dal Canale Molassi e alla rotazione della sede di svolgimento del mercato di libero scambio denominato “Barattolo”;
  2. se l’Amministrazione intenda comunicare formalmente e definitivamente le tempistiche previste per lo spostamento;
  3. quali siano state le attività svolte dagli uffici (non mere riunioni ma si intende valutazioni tecnico-operative e sopralluoghi) del competente Assessorato per individuare le nuove e future sedi e quali siano i risultati;
  4. quale sia la situazione patrimoniale dell’unità immobiliare (e degli annessi servizi igienici situati di fronte) sita in via Vittorio Andreis 18 interni che risulta essere di proprietà della Città e concessa in locazione all’Associazione ViviBalon: a quanto ammonti il canone mensile e se esso sia regolarmente corrisposto dall’Associazione ViviBalon (ultimi 5 anni);
  5. qualora risultasse non corrisposto dall’Associazione ViviBalon il canone di locazione, quali siano state le attività dell’Amministrazione per intimare all’Associazione il versamento del quantum e per quali motivi l’Associazione sia inadempiente ma continui ad occupare l’immobile;
  6. qualora il canone risultasse di importo inferiore ai valori di mercato, se l’Amministrazione intenda aggiornarlo;
  7. se l’Associazione ViviBalon sia in regola con i pagamenti dei tributi comunali (ultimi 5 anni) e, in caso di risposta negativa, quali siano le attività svolte dall’Amministrazione per recuperare gli importi non versati;
  8. se le utenze riferite all’unità immobiliare siano a carico dell’Associazione e se risultino puntualmente corrisposte;
  9. perché l’Amministrazione tergiversi nel fornire copia di tutta la corrispondenza, digitale e cartacea, intercorsa negli ultimi 6 mesi tra uffici della Civica Amministrazione e Associazione ViviBalon in merito allo spostamento del “Barattolo” del sabato, nonostante formale istanza di accesso atti presentata dallo scrivente.

Silvio Magliano

INTERPELLANZA – Una piscina e una periferia: due dei tanti talloni d’Achille di questa Amministrazione

Scritto da Redazione sito on . Postato in Interpellanze

PREMESSO CHE

  • la piscina E13 è situata in strada Castello di Mirafiori 55, nel quartiere Mirafiori Sud (Circoscrizione 2);
  • come annunciato nel sito internet comune.torino.it/torinogiovani/luoghi/piscina-e13 la piscina è chiusa e inutilizzabile;

RILEVATO CHE

  • la piscina era utilizzata da molti cittadini residenti nel quartiere (bambini, anziani, disabili e quanti non avevano la possibilità di raggiungere altre piscine in altre zone della città) che la vivevano come un importante momento per dedicarsi all’attività sportiva, traendone giovamento sia dal punto di vista fisico sia per i rilevanti profili sociali di aggregazione e socializzazione;
  • nel mese di settembre 2018 decine di cittadini hanno dato vita ad una raccolta firme e conseguente deposito di una formale Petizione al Consiglio circoscrizionale proprio per chiedere la riapertura della piscina;

CONSIDERATO CHE

  • la chiusura prolungata da troppo tempo impedisce alle fasce più deboli dei cittadini di poter beneficiare di un impianto sportivo tanto importante quanto essenziale;
  • l’Amministrazione “5 Stelle” che tanto ha decantato e incantato le periferie in campagna elettorale dimostra per l’ennesima volta di disinteressarsi della vita di molti concittadini non garantendo adeguate risorse finanziarie per la manutenzione e l’apertura delle piscine e delle palestre del territorio;

INTERPELLA

Il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:

  1. se l’Amministrazione, di concerto con la Circoscrizione, stia predisponendo un bando per l’assegnazione della gestione della piscina;
  2. se la piscina, come manufatto, sia nelle condizioni di tornare presto ad essere utilizzata e aperta al pubblico o se necessiti di interventi di manutenzione straordinaria;
  3. se l’Amministrazione intenda impegnarsi con i cittadini comunicando fin d’ora una data certa entro cui essi potranno tornare a utilizzare la piscina E-13.

Silvio Magliano

INTERPELLANZA – Scusate, chi ha fatto palo?

Scritto da Redazione sito on . Postato in Interpellanze

PREMESSO CHE

  • nel piano interrato del piazzale recentemente intitolato ai Santi Apostoli, nel quartiere Mirafiori Sud in Circoscrizione 2, è da alcuni anni presente un’autorimessa realizzata con fondi pubblici;

RILEVATO  CHE

  • come reso noto da un articolo de La Stampa del 5 dicembre 2018 (pagina 50) e come confermato da alcuni cittadini residenti del quartiere, pare che Città e GTT abbiano speso più di 4 milioni di Euro per la riqualificazione della piazza e per la realizzazione del parcheggio sotterraneo contenente un centinaio di garages;
  • i lavori sono terminati da circa 3 anni ma il parcheggio è inutilizzato e i box non sono stati venduti al pubblico;

CONSIDERATO CHE

  • il parcheggio e le sue pertinenze, risultando inutilizzati, oltre ad apparire come un evidente versamento di risorse pubbliche a fondo perduto e improduttivo, sono ricorrente bersaglio di “writers” e di atti predatori e vandalici;

INTERPELLA

Il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:

  1. quanto sia costata all’Amministrazione (e alla collettività) la riqualificazione della piazza e la realizzazione del parcheggio sotterraneo;
  2. se il parcheggio sia ultimato e se presenti profili di regolarità rispetto alle norme relative all’antincendio, sicurezza e accessibilità (dunque, se possa considerarsi pronto per l’apertura);
  3. se l’Amministrazione, di concerto con GTT, abbia un piano per la vendita dei garages, per l’apertura al pubblico o comunque per la valorizzazione finanziaria di tale infrastruttura.

Silvio Magliano

INTERPELLANZA – Il metano ti dà una mano ma l’Amministrazione tiene le mani in mano!

Scritto da Redazione sito on . Postato in Interpellanze

PREMESSO CHE

  • lo scrivente ha rappresentato le doglianze dei cittadini in merito allo stato della Cascina Fossata e zone limitrofe con precedenti interpellanze (mecc. n. 2016 04915 e 04963) già discusse in Consiglio Comunale;

RILEVATO CHE

  • apparentemente risolto il problema dei “merenderos” e parzialmente limitato il tema della prostituzione, resta da risolvere la rilevante questione del mancato allacciamento alla rete del gas per i cittadini residenti in via Brenta;

CONSIDERATO CHE

  • in una moderna Città tutte strade cittadine dovrebbero avere accesso ai servizi essenziali quali acqua, luce, gas, fognatura e telefonia;
  • la mancanza dell’allacciamento alla rete cittadina del metano costringe i residenti ad utilizzare bombole a gas potenzialmente molto pericolose;

INTERPELLA

Il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:

  1. perché non si sia ancora provveduto all’installazione delle condutture del metano lungo via Brenta e se e quando si intenda provvedere;
  2. come stia procedendo la ristrutturazione della Cascina Fossata e se l’Amministrazione voglia organizzare un sopralluogo aperto alla cittadinanza (area esterna perimetrale e area interna);
  3. se il progetto “Variante 200” sia ancora valido e se sia possibile per i residenti in via Brenta eseguire lavori e interventi senza correre rischi e pericoli derivanti dalla “spada di Damocle” dei possibili espropri.

Silvio Magliano

INTERPELLANZA – Mobilità dolce, risposte amare dell’Amministrazione

Scritto da Redazione sito on . Postato in Interpellanze

PREMESSO CHE

  • la Città di Torino vanta circa 200 km di piste ciclabili;
  • le persone che scelgono la bicicletta per i loro spostamenti sono in continuo aumento;
  • è compito dell’Amministrazione garantire l’incolumità di tutti i cittadini, compresi quelli che si spostano in bici;
  • l’attuale Amministrazione ha peraltro più volte dichiarato di voler promuovere la mobilità dolce e operare affinché sia più comodo, più vantaggioso e più sicuro l’utilizzo della bicicletta;

RILEVATO CHE

  • sulla pista ciclabile di corso Francia, nel tratto compreso tra piazza Bernini e piazza Statuto, si verificano incidenti con preoccupante frequenza;
  • la pista ciclabile, in entrambe le direzioni parallela alla carreggiata automobilistica, è caratterizzata dalla presenza, sul lato destro, di cilindrici metallici utilizzati come dissuasori;
  • la pista risulta essere poco sicura a causa del gradino che la separa dalla carreggiata automobilistica;
  • per i ciclisti è difficile e rischioso salire e scendere sul/dal gradino nel caso sia necessario operare una manovra improvvisa, e ciò è causa di frequenti e rovinose cadute;
  • nella notte tra il 10 e l’11 giugno 2015 un giovane consigliere della Circoscrizione 3 perse la vita in seguito a un incidente in moto proprio a causa del violento impatto contro uno dei dissuasori di metallo;

CONSIDERATO CHE

  • lo scrivente ha già presentato due interpellanze (mecc. n. 201604330 del 29 settembre 2016 e mecc. n. 2017 del 2017) per evidenziare la problematica e sollecitare l’Amministrazione a risolvere i problemi di sicurezza della pista ciclabile di corso Francia;
  • l’Assessore La pietra, in risposta alla prima interpellanza, aveva proposto, a parziale risoluzione del problema, la copertura dei dissuasori a spigolo vivo o la loro rimozione;
  • alla seconda interpellanza l’Assessore Lapietra rispose che “…corso Francia la pista ciclabile è stata progettata tanti anni fa e lo sappiamo, era una delle piste ciclabili migliori della Città, il problema lo sappiamo qual è, ma lo possiamo anche ridire, che lì c’è stato un incidente mortale molto grave. Il problema di quella pista ciclabile è che a lato di un controviale comunque anche se a 30 chilometri all’ora, anche se hai dei dossi comunque le persone hanno degli atteggiamenti scorretti, quindi gli automobilisti spesso parcheggiano e transitano sulla pista ciclabile, quindi creano una catena di comportamenti scorretti e questo lo sappiamo. C’eravamo interessati grazie al Consigliere Magliano a verificare come si poteva effettuare la sostituzione di quei paletti, diciamo, dei dissuasori, quindi che eviterebbero, che evitano tuttora le autovetture a salire sul marciapiede che sono dei paletti con un materiale non assorbente agli urti ed è per questo anche che si era…, insomma c’è stato un decesso proprio contro questi paletti. Il problema vero qual è? A parte il costo che è un costo elevato, nel senso che i paletti solo per la rimozione avevamo detto che erano 60.000 euro e per sostituirli con altri paletti comunque in gomma o comunque fatti in maniera differente il costo è elevato in questo momento per la Città, ma il problema è che non risolveremmo il problema, perché? Perché ogni tot di questi paletti bassi ci sono dei pali della luce fatti dello stesso materiale nella stessa posizione dei paletti, quindi chiunque possa cadere o comunque scivolare lungo la pista ciclabile potrebbe comunque subire la stessa sorte di chi in precedenza insomma ha sbattuto contro questi pali, quindi non è quello il problema da risolvere. Il problema vero da risolvere e stiamo cercando le risorse per farlo sono due, intanto la manutenzione di quella pista ciclabile perché la pavimentazione certi punti adesso risulta essere sconnessa, ma soprattutto il raccordo del gradino che è stato fatto ad hoc all’epoca perché i buoni propositi c’erano tutti perché era proprio fatto in seguito a delle normative regionali che imponeva le piste ciclabili sopraelevate rispetto alla carreggiata, ma non così tanto da non essere sormontate da una bicicletta o da una carrozzella, quindi erano state fatte ad hoc, ma non in tutta la pista, nel senso che più si avvicina a piazza Bernini più questo gradino sale e comunque stiamo cercando, ripeto, di trovare le risorse per raccordare in maniera più dolce questo gradino in modo che chi sale e scende dalla pista non si dovrebbe fare, ma capisco che ci sono dei momenti in cui appunto si trovano le auto parcheggiate sopra si possono creare degli incedenti e delle cadute. Quindi in realtà, se il comportamento fosse quello consono di tutti gli utenti della strada e ognuno utilizzasse la sua via, non ci sarebbe il problema perché ripeto la pista ciclabile è stata progettata al meglio, per riuscire a risolvere in minima parte il problema cercheremo le risorse per fare quello che ho detto. “ (verbale seduta Consiglio Comunale 9 ottobre 2017);
  • ad inizio novembre un ciclista, salendo dal controviale, ha urtato il raccordo del gradino della pista ciclabile ed è caduto rovinosamente a terra colpendo uno dei dissuasori metallici: in conseguenza di ciò è stato ricoverato in Ospedale e ha dovuto subire un intervento alla mano poiché si era procurato fratture multiple e scomposte;
  • il telaio della bicicletta si è spezzato a seguito dell’urto contro il dissuasore metallico; in assenza di tale manufatto la caduta sarebbe stata certamente meno rovinosa e priva di gravi conseguenze;
  • incidenti simili, come riferito da molti commercianti, hanno frequenza pressoché quotidiana;
  • non è pensabile e tantomeno funzionale che si possa accedere alla pista solo dal punto iniziale;

INTERPELLA

Il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:

  1. in quale modo l’Amministrazione intenda porre rimedio ai numerosi incidenti che si verificano in questa pista ciclabile;
  2. se siano state trovate le risorse per la manutenzione della pista ciclabile e per intervenire sulla pavimentazione in certi punti molto sconnessa;
  3. in caso di risposta affermativa, se e come si intenda intervenire;
  4. se siano state trovate le risorse e pianificato l’intervento per risolvere il problema costituito dal pericoloso gradino tra la pista e la carreggiata;
  5. se l’Amministrazione abbia incrementato i controlli della Polizia Municipale per reprimere il fenomeno della “malasosta” e dell’utilizzo improprio della pista ciclabile da parte dei veicoli (concause laddove non veri e propri fattori scatenanti delle cadute dei ciclisti).

Silvio Magliano