Affidi, questa è la Giunta del “Confronto (quasi) zero”

In un primo momento rifiutata ogni ipotesi di audizione di persona di soggetti e di Associazioni (quelle stesse Associazioni che, troppe volte, non ricevono risposta quando provano a contattare l’Assessorato). Arriva poi una parziale apertura, con la fumosa promessa di ascoltare qualcuno (forse) dopo i trenta giorni di audizioni online: un contentino, niente di più. Tutte le proposte alternative delle Minoranze sono state respinte. Questo è il tipico atteggiamento di chi vuole cercare lo scontro e intende porre l’ennesima bandierina ideologica su un tema delicatissimo. Non è questo il modo di lavorare: mi sarei aspettato ben altro.

“Confronto zero” (o quasi) e rifiuto sistematico di ogni proposta delle Minoranze: Maggioranza (compatta) e Giunta si arroccano, in tema affidi, sulle proprie posizioni, prendendo in considerazione, in un primo momento, le sole audizioni online. Un atteggiamento sintomatico di un metodo tutto ideologico, votato ad affermare principi e piantare bandierine, con buona pace della delicatezza che un tema così sensibile dovrebbe imporre, e a cercare lo scontro piuttosto che l’interlocuzione. Mi sarei aspettato tutt’altro.

Arriva in un secondo momento il contentino della prudentissima apertura a possibili (non certe) audizioni “fisiche” dopo i trenta giorni di audizioni virtuali. Dunque le audizioni fisiche, considerate insostituibili in fase di commissione di inchiesta, diventano un optional ora che si discute della legge? Lo capirà questa Giunta, prima o poi, che trovare a tutti i costi un caso Bibbiano in Piemonte non è un obbligo?

I Moderati (così come le altre forze di Minoranza) si sono detti disponibili a dedicare alle audizioni tutto il tempo necessario o, in alternativa, ad alternare audizioni online e “fisiche”: ma niente da fare. Evidentemente, il confronto fa troppa paura. Più facile e comodo leggere qualche documento scritto, piuttosto che guardare negli occhi un interlocutore in carne e ossa.

Ma se le forze politiche al governo della Regione Piemonte pensano di gestire anche questa materia con le stesse discutibili modalità utilizzate per il referendum e per l’Autonomia si sbagliano. Tutto ciò, nella piena consapevolezza che le cose da cambiare e modificare esistono.

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